Varnado tiene a galla Pistoia coi suoi 22 punti, ma diverse prestazioni sotto tono dei biancorossi portano la GTG alla sconfitta
PISTOIA BASKET
LORENZO SACCAGGI 6 (9 punti in 33’). Pistoia non può fare a meno del suo direttore d’orchestra in una gara così intensa, parsa di altra categoria rispetto alla gran parte delle partite viste finora in questa A2. L’energia e l’esperienza di Sacca sono fondamentali per spingere Pistoia a riaprire la gara nell’intervallo dopo i due allunghi di casa. Rivederlo protagonista dopo un girone d’andata non facile è sicuramente la miglior notizia che Brienza si porta via da Cremona. Redivivo.
ZACH COPELAND 5 (7 punti in 31’). Braccato, sfiancato e forse un po’ stanco dopo tante gare giocate a tutto gas, l’esterno biancorosso non riesce a sintonizzarsi sulla gara. 5 rimbalzi e 4 assist dicono che nonostante una serata no, ha provato a dare una mano alla squadra. Ma il 2/9 dal campo pesa come un macigno nella festa di triple con cui Cremona chiude le porte alla rimonta pistoiese.
CARL WHEATLE 6,5 (12 punti in 32’). Addosso ne ha sempre almeno due e vicino a canestro è dura farsi spazio. Quelle accelerazioni alla Marcell Jacobs in recupero palla per involarsi in contropiede invece sono letali e contribuiscono a tenere Pistoia in gara fino alla fine. Multitasking.
JORDON VARNADO 6,5 (22 punti in 37’). Rischia di perdersi nella tonnara sotto canestro, si arrabbia con gli arbitri che però fischiano poco a tutti e abusa del tiro dalla lunga, affrettando possessi preziosi. Nonostante il 3/8 da tre, è decisivo nei controbreak pistoiesi, dando un corposo contributo ai tentativi di rimonta ospiti. L’aspirante MVP deve far tesoro di queste partite, per il salto di qualità nell’anno nuovo.
ANGELO DEL CHIARO 5 (4 punti in 14’). L’illusione che Angelone possa essere il re del veglione baskettaro di fine anno dura poco, giusto il tempo di due bei canestri iniziali nell’unico vantaggio ospite, prima che i gomiti di Cannon lo spingano fuori dal match. Chiusura mesta di un 2022 in crescendo di cui il ventunenne cresciuto nell’Academy non si può accontentare.
GIANLUCA DELLA ROSA 5,5 (6 punti in 15’). Sarà che ci ha abituato a prestazioni e numeri da supereroe , sarà che nonostante il suo effetto guastafeste, gli esterni di casa dominano la scena ma Della non si accende come in altre gare. Due bombe importanti per tenere Pistoia attaccata agli avversari ma anche tre perse sanguinose.
MATTEO POLLONE 5 (1 punto in 15’). Dovrebbe essere la sua gara, quella della difese mani addosso, dei palloni sporcati, dei recuperi solitamente la specialità della casa. Invece nella battaglia del PalaRadi, nell’ennesima sconfitta nella fatal Cremona per i colori biancorossi, di Speedy Pollone si perdono le tracce. Rimandato.
DANIELE MAGRO 6,5 (6 punti in 23’). Fine anno con i fuochi d’artificio per Danielone. Tra i migliori nel quasi allenamento contro Ravenna, fondamentale nella gara vera contro la corazzata Cremona. Da decano sente aria di grande sfida e si riprende il suo posto da colonna d’Ercole nello scacchiere biancorosso. Catturandone 9, riequilibria almeno un po’ la sfida a rimbalzo, nettamente vinta dalla Vanoli .
ALLENATORE: NICOLA BRIENZA 6
La Coppa Italia rimane indigesta alla sua gestione, la dolce Cremona patria del torrone rimane amarissima per il Pistoia Basket che chiude il 2022 senza mettere la ciliegina sulla torta di un anno superlativo. Pistoia prova a riaprire più volte la gara ma viene puntualmente respinta da una squadra che dimostra di essere costruita per il salto di categoria.
VANOLI CREMONA
IL MIGLIORE: JALEN CANNON 7,5
Mentre i compagni si alternano in scena, lui non esce mai. E’ l’unico a stare in campo più di 30’ (36’ per l’esattezza), il punto fermo di un sistema per il resto intercambiabile, che prende linfa dall’esperienza di chi sembra sceso dall’A1 (fatta con Tortona) solo temporaneamente.
IL PEGGIORE: EBOUA 6
Parte in quintetto ma si vede poco. D’altra parte, bastano due incertezze per finire in fondo alle rotazioni di una squadra così lunga.
ALLENATORE: DEMIS CAVINA 7
A casa Stradivari, ha costruito una Vanoli senza un vero primo violino ma con tanti giocatori che possono lasciare il segno. L’effetto è un’orchestra con un repertorio vastissimo. Dall’hard rock in difesa, al valzer di triple con cui si esalta un attacco corale che ha ritrovato anche Pecchia.



