Amici Miei in Prima Categoria, parla la dirigenza: «Un azzardo puntare su ragazzi così giovani»

Amici Miei, dalla Promozione alla Prima Categoria: calo incredibile da metà novembre, solo colpa dei giovani? I dirigenti ci mettono la faccia

Con la sconfitta interna contro la Larcianese gli Amici Miei dicono addio alla Promozione, retrocedendo direttamente in Prima Categoria a causa del meccanismo della forbice. I punti di distanza fra gli arancionero e i rossoblu del Viaccia, infatti, sono nove: ergo, niente play out. Se guardiamo alla stagione degli aglianesi possiamo facilmente individuare due parti distinte. Una iniziale in cui tutto sembrava rose e fiori, e una seconda in cui invece le cose hanno iniziato a complicarsi sempre di più, fino a condannare la squadra del patron Mazzetti. È proprio il numero uno del club -insieme agli altri membri del consiglio direttivo Nicola Vezzani, Luca Felci e Matteo Antonini– a metterci la faccia e parlare di cosa non ha funzionato. Oltre alle parole dei massimi dirigenti, però, è doveroso analizzare con occhio distaccato quanto successo in casa Amici Miei, provando a trovare delle spiegazioni al rendimento negativo degli arancioneri.

MALISETI ULTIMA GIOIA

Partiamo mettendo in luce il dato più emblematico: gli Amici Miei non hanno più vinto una partita dal 19 novembre. Era la nona giornata di campionato, e la squadra allora guidata da Capecchi riuscì a superare il Maliseti fuori casa, grazie al gol di capitan Picchianti. Da lì, il buio. Zero successi e tante sconfitte, troppe per una formazione che fino a quel momento aveva fatto vedere cose a tratti strabilianti. A quel punto della stagione, infatti, gli aglianesi ballavano fra la quinta e la quarta posizione. Il grande exploit era dipeso soprattutto da un gioco spumeggiante, capace di mettere in difficoltà ogni compagine, anche le più quotate del girone. Ad una certa, però, il bel calcio non è più stato accompagnato da un po’ di sano pragmatismo, portando gli arancionero ad un’involuzione inaspettata.

LA LINEA VERDE NON HA PAGATO

Una delle cause di questo incredibile calo, probabilmente, è la giovanissima età della rosa. Seguire la linea verde, soprattutto in queste categorie, è sempre una qualcosa di lodevole, sia ben chiaro, però in questo caso forse si è un po’ esagerato. Anche perché, nei momenti decisivi della stagione, sono venuti meno per infortunio anche quei senatori che dovevano portare l’esperienza necessaria per affrontare al meglio la Promozione. Sicuramente la bassa età media, da una parte, può essere anche un alibi. Era infatti molto difficile ottenere grandi risultati con una formazione del genere, ecco perché quello degli Amici Miei non è classificabile come “fallimento”.

L’ANALISI DELLA SOCIETÀ

Lorenzo Mazzetti, Nicola Vezzani, Luca Felci e Matteo Antonini (membri del consiglio direttivo a capo del club) riprendono il discorso relativo alla giovane età della rosa. «Alla luce dei risultati il voler puntare su ragazzi molto giovani è stato un azzardo – ribadisce Mazzetti. Abbiamo dato loro la possibilità di essere protagonisti invece che semplici gregari come spesso succede in queste categorie. Purtroppo i fatti dicono che abbiamo sbagliato. Nel girone d’andata la spensieratezza era stata un’arma, in quello di ritorno si è invece dimostrata un limite decisivo. È altrettanto vero che comunque non abbiamo mai preso imbarcate, restando in partita per 90 minuti…nelle ultime 8 giornate, però, sono arrivate 6 ko per 1-0. Siamo mancati nei dettagli e negli episodi, quelli che magari con un po’ di esperienza in più potevamo portare dalla nostra parte».

I vertici dirigenziali vogliono comunque ringraziare tutti coloro che hanno fatto parte della famiglia Amici Miei in questo anno sfortunato. «A Ennio Pellegrini c’è solo da dire grazie perché si è calato in una situazione non facile. Ha avuto troppo poco tempo per lavorare con la squadra. Accettare di mettersi in discussione a 4 giornate dalla fine non è da tutti. A Matteo Capecchi abbiamo dato carta bianca assecondando ogni sua richiesta fin dall’inizio, anche maggiormente rispetto a quanto era stato fatto con Matteoni. Poi, nel momento peggiore, abbiamo concordato il cambio in panchina per dare una scossa alla squadra, anche se non è bastato. Ringraziamo entrambi gli allenatori per l’impegno profuso durante la stagione. Un plauso speciale va fatto anche a Lorenzo Cappellini -vice di entrambi i mister- e ad Andrea Cappellidirettore sportivo».

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