Lampo in Prima Categoria, quali sono le cause della retrocessione? Il patron Giannoni: «Non buttiamo quanto di buono fatto in passato»
Con la sconfitta interna contro il Pieve Fosciana la Lampo dice addio alla Promozione e retrocede in Prima Categoria. I biancazzurri abbandonano quindi il proprio giardino di casa, un campionato che li ha visti protagonisti per tante stagioni e che l’anno prossimo, invece, ripartirà senza Cerri e compagni. La squadra del patron Giannoni non ha certo vissuto l’annata più fortunata della propria storia, ma è fuori discussione che, oltre alla cattiva sorte, siano stati commessi anche degli errori. È proprio il numero uno del club a metterci la faccia e spiegarci cosa non ha funzionato. Prima, però, non possiamo esimerci dal trarre delle conclusioni super partes.
CAMBIO INFELICE
La Lampo aveva iniziato il campionato guidata da Devis Benozzi, giovane mister con il bel gioco al centro del proprio credo calcistico. Le cose, però, non sono andate come ci s’aspettava. Dopo aver conquistato 8 punti nelle prime 4 giornate, infatti, i lamporecchiani hanno iniziato a stentare, finendo ko nelle successive 3 uscite. Il 3-0 inflitto dal Maliseti ha segnato il destino di Benozzi, sostituito da Donatello Minichilli -allenatore più esperto e già alla Lampo nell’annata 2019/2020-. L’arrivo del nuovo-vecchio tecnico, però, non ha giovato alla rosa. I risultati, infatti, sono se possibile peggiorati, finendo col relegare la Lampo nella parte bassa di classifica. Nonostante questo Minichilli è rimasto sulla panchina biancazzurra fino al termine della stagione, retrocedendo assieme ai suoi ragazzi.
MIX DI FATTORI
Lato campo va comunque sottolineato l’impegno della società nel cercare di invertire il trend negativo venutosi a delineare. Basti pensare agli innesti fatti a gennaio, uno su tutti quello di Biagioni. D’altronde, in oltre 10 anni di presidenza Giannoni, siamo sempre stati abituati ad una Lampo battagliera, che in un modo o nell’altro provava a raggiungere l’obiettivo. Come in tutte le stagioni storte, però, anche la sfortuna ha avuto un peso importante. Simoncini, uno dei migliori contro il Pieve Fosciana, ha giocato appena 2 partite da titolare in campionato. Zoppi, unico incontrista puro della rosa, è stato fuori tutto l’anno. Vitolo e Mangoni hanno rimediato infortuni lunghi che li hanno messi ai box per tanto tempo. Insomma, a far retrocedere i biancazzurri è stato un mix di fattori.
PARLA IL PATRON GIANNONI
Marco Giannoni, presidente della Lampo, manifesta tutto il proprio dispiacere per un’annata conclusa amaramente, provando a darsi delle spiegazioni circa quanto accaduto. «Quando pensi a cosa non ha funzionato, vedendo poi com’è andata, ti viene da rispondere “tutto”. In realtà, a mio avviso, non è così. Continuo a pensare che la rosa allestita fosse di buon livello, però nel calcio questo non basta. Spesso si dice che “le partite si mettono in un certo modo”, ecco, la nostra stagione si è messa in un certo modo. Nel senso che ci sono state situazioni in cui -complice la sfortuna, nostri errori o altri fattori– non abbiamo raccolto ciò che meritavamo. A livello di prestazioni non ne ricordo di catastrofiche, forse solo quella con la Larcianese al “Cei”. Per il resto abbiamo sempre interpretato bene le partite, provando con le unghie e con i denti a portare a casa il risultato».
«È evidente che però ci sono stati dei limiti -continua il patron Giannoni-. Adesso dovremo lavorare proprio per colmarli, preparandoci ad affrontare un campionato tosto come quello di Prima Categoria. Purtroppo dopo 10 anni in cui tutto era andato per il verso giusto abbiamo imboccato una stagione storta, ma questo fa parte del calcio. Ovviamente ciò che di buono abbiamo fatto in passato non svanisce tutt’a un tratto. La Lampo ha dimostrato di poter far bene, e certamente tornerà a farlo. In questo momento l’importante è rimanere compatti e reclutare sponsor vecchi e nuovi così da poter pensare nuovamente in grande. Se così sarà proveremo subito a risalire in Promozione».
Per quanto riguarda il match col Pieve Fosciana, Giannoni lo legge così. «A mio parere è stato l’emblema dell’intera stagione. Una partita dominata per lunghi tratti, che poi ci scivola via dalle mani a pochi istanti dal fischio finale. Io, però, sono fatalista. È vero che senza quella disattenzione saremo andati ai supplementari, però se è andata così vuol dire che era destino. Probabilmente avremmo perso lo stesso. Questo perché -come detto- abbiamo dimostrato di avere dei limiti, cosa che esula dagli infortuni, i momenti no o la sfortuna. Ci tengo però a sottolineare che, a livello di amore, passione e dedizione nei con fronti della Lampo, per quanto mi riguarda, non cambia niente».



