Pistoia-Treviglio, parola a Carrea: «Ho un rammarico per la mia esperienza alla Gtg»

Il doppio ex ai nostri microfoni in vista della sfida di domenica: «Se la mette sull’atletismo, Pistoia può avere la meglio»

Quella di domenica fra Pistoia Basket e Treviglio sarà una partita che Michele Carrea, doppio ex, guarderà con un trasporto differente ed emozioni contrastanti. Non potrebbe essere altrimenti se da una parte c’è una squadra, la Giorgio Tesi Group, che hai allenato in uno dei periodi più difficili della sua storia – quello segnato dal Covid-19 e dall’autoretrocessione – e dove ancora ci sono tanti amici (Marco Sambugaro su tutti) e giocatori da te voluti. E dall’altra una formazione, la Gruppo Mascio, che hai costruito in estate con l’obiettivo di lottare per la promozione in A1 e che ti ha esonerato il primo di novembre, dopo appena quattro giornate di campionato.

«In tanti mi stanno chiedendo se “tifo” per una sconfitta di Treviglio…La verità è che se perdesse vorrebbe dire che avevo costruito una squadra sbagliata – sottolinea il coach milanese – Se sta avendo questo tipo di percorso, significa anche che in estate è stato fatto un bel lavoro. Così come sono orgoglioso che Pistoia abbia puntato sulla continuità rispetto al progetto tecnico che avevamo tracciato con Sambugaro, puntando sui vari Saccaggi, Della Rosa, Wheatle, Del Chiaro e Allinei. Progetto questo che vedo estremamente solido e definito»

Ripensando all’esperienza pistoiese, ha un po’ di rammarico per aver dovuto fare i conti con quelle vicende extra campo?

«Nella mia carriera ho pochi rammarichi, questo è uno di quelli ed è anche bello grande. Penso di aver incrociato il percorso di Pistoia in un periodo storico davvero difficile per la pallacanestro italiana ed esponenzialmente più complicato per una società che, ai dispiaceri legati al Covid-19, ha abbinato un’autoretrocessione. Ho combattuto con grande volontà per contrastare la negatività di quel momento e lo sforzo profuso non è stato indifferente. Questo probabilmente ha pesato sulla mia scelta di accettare la chiamata di Treviglio, perché sono arrivato in fondo all’ultimo anno a Pistoia molto stanco e provato da quelle problematiche, ma che non sono imputabili a nulla del mondo biancorosso. E’ un posto dove sono stato bene e di cui ho bei ricordi. I rapporti sono buoni sia ovviamente con Sambugaro, sia con i giocatori che ho allenato. Credo che aver resistito a quel mare in tempesta, conducendo la barca in porto, abbia fatto bene alla pallacanestro pistoiese: crollare – sportivamente parlando – in quel periodo sarebbe stato un danno enorme».

E dell’avventura a Treviglio cosa ci dice?

«Dopo l’esonero non l’ho più guardata per cercare di distaccarmi, ma ho seguito solo i risultati. Il primo mese dopo l’addio è stato di “detox”: ho seguito la pallacanestro più dall’esterno e mi sono dedicato alla famiglia. In questa seconda parte invece ho cercato di collezionare esperienze differenze, a cominciare da quella come spalla tecnica nelle telecronache di Serie A1. Questo mi ha permesso di avvicinarmi in modo più approfondito al basket del massimo campionato ed è stato un lavoro stimolante. Dopodiché ho seguito diversi allenamenti, a cominciare da quelli dell’Olimpia Milano. Sono stato a Strasburgo a vedere come lavorano Luca Banchi e Nicola Alberani, sono stato un paio di giorni dalla Virtus Bologna e sicuramente girerò ancora».

Dalla partita di domenica cosa si aspetta?

«Ho la sensazione che possa venire fuori una sfida molto bella fra due squadre che hanno avuto una straordinaria continuità di risultati. Treviglio ha costruttori di gioco ben definiti, come Pierpaolo Marini e Jason Clark, anche se l’innesto di Luca Vitali avrà sicuramente cambiato qualcosa a livello di pick and roll. E’ una formazione di buona taglia ma non di grande atletismo e questo è legato al fatto che l’americano attorno al quale era stato pensato il roster, ossia Travis Taylor, è stato tagliato per infortunio. Il suo sostituto, Alexander Marcius, è un giocatore più lento e quindi mi immagino che Pistoia preparerà una partita incentrata sull’atletismo. In una gara disputata soprattutto a metà campo, Treviglio può avere la meglio grazie alla sua maggiore esperienza e profondità della panchina, ma in un match più arrembante la Gtg può imporre il suo agonismo e la sua aggressività».

Avendo sempre seguito Pistoia in questa stagione, cosa l’ha colpita in positivo?

«Al di là degli aspetti tecnici, mi sembra una squadra in cui tutto condividono un’idea, da coach Nicola Brienza al direttore sportivo Sambugaro, fino ai giocatori. Il vissuto che unisce il nucleo di italiani più Wheatle poi aiuta tanto in un torneo come quello di A2. Lo staff tecnico inoltre è di primissimo livello e bisogna riconoscere i grandi meriti di Brienza, che in due anni ha saputo far esprimere al massimo i ragazzi a disposizione. Che poi è questo il compito di un allenatore. In più c’è un fattore campo come il PalaCarrara, che durante la mia gestione ho avvertito meno per le note vicende, anche se nei sei mesi di Serie A1 mi ricordo bene delle partite in cui il pubblico ebbe un importante influenza sulla performance della squadra».

Si vede un giorno di nuovo sulla panchina biancorossa?

«C’è una cosa che in questi mesi ho fatto, ossia evitare di andare a vedere dal vivo le squadre che potenzialmente potrei allenare, perché la trovo estremamente sgradevole nei confronti dei colleghi. Credo che Brienza abbia fatto un lavoro incredibile e auguro alla Gtg di dare continuità a questo percorso. Per quanto riguarda il mio futuro, quando sarà il momento valuterò. Pistoia è una piazza dove si respira pallacanestro e dove chiunque ama fare basket penso sia stato volentieri, al netto dei risultati».

Francesco Bocchini
Francesco Bocchini
Onesto praticante e attento osservatore del mondo della pallacanestro, è laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Giornalista pubblicista dall'aprile 2019, collabora con Bisenziosette, Quotidiano Nazionale e Nazione. Redattore di Pistoia Sport.

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