Pistoia, approccio e mentalità da premiare: ora tutti al PalaCarrara

La più grande sconfitta in Gara 2 è maturata sugli spalti del PalaDesio, un plauso a Pistoia per non aver mollato fino alla fine

Pistoia esce battuta dal parquet di Cantù, ora avanti per 2-0 nella serie. La più grande sconfitta di serata però è quella maturata sugli spalti, poco dopo l’ultima sirena. Al rientro negli spogliatoi, il cui tunnel è posto sotto la curva di casa, Gabriele Benetti è stato colpito da un oggetto scagliato da un tifoso canturino.

Un gesto semplicemente da condannare e per il quale ci si aspetta adesso un severo provvedimento. Non può partire se non da questo episodio indecente il primo commento su Gara 2. Un’azione la cui gravità offusca il basket giocato, lo fa scivolare in un secondo piano e ci fa interrogare su quanta strada ancora ci sia da fare in termini di educazione al tifo. Misure pesanti all’indirizzo del colpevole e una ferma condanna da tutte le parti in causa è un primo passo dal quale giustamente si è partiti. Solo combattendoli con estrema volontà certi comportamenti, distanti anni luce dai valori che lo sport dovrebbe trasmettere, saranno debellati.

UN SUPER APPROCCIO

Come accaduto allo stesso Brienza in conferenza stampa, diventa complicato parlare di pallacanestro e cosa spinge davvero a farlo è rendere il giusto merito ai ragazzi biancorossi per aver nuovamente dato il massimo in campo. Tornare in campo con quel livello di concentrazione dopo meno di 48 ore dalla decisiva bomba di Bucarelli in Gara 1 non era affatto scontato.

Eppure Pistoia è andata ben oltre, sfornando un approccio eccezionale al match. Un quarto e mezzo da padrona, chiudendo avanti al primo quarto e trovando anche un buon vantaggio nel secondo periodo. Dal 15′ Cantù è stata brava ad alzare i giri in difesa, i biancorossi hanno commesso alcuni errori in gestione ed hanno soprattutto sofferto i chili messi sotto canestro dagli ospiti. Nonostante il parziale pesantissimo del secondo quarto (25-9) la squadra di Brienza non ha mollato fino agli ultimi minuti, accorciando ben 3 volte un gap arrivato anche sui 20 punti. Ulteriore dimostrazione della forza mentale di cui dispone questa squadra.

STAZZE DIFFERENTI

Come già accennato, le maggiori fatiche Pistoia le ha patite sotto le plance. Gravato da due falli dopo appena 3′, Daniele Magro è restato sul parquet appena 12 minuti complessivi, chiudendo a digiuno di canestri. Contro una formazione così forte fisicamente come quella di Cantù (anche gli esterni si aggirano tutti attorno ai 200cm di altezza) diventa impossibile fare a meno della sua presenza su entrambi i lati del campo. Con un Hunt meno utilizzato e incisivo rispetto a sabato, sono stati Baldi Rossi e Da Ros a mettere in estrema difficoltà Pistoia, sofferente nella difesa spalle a canestro sui cambi difensivi.

Sulla stessa linea il dato riguardante i rimbalzi. Nel computo totale di 43 a 37 per Cantù a spiccare sono soprattutto le ben 15 carambole catturate dai locali nella metà campo avversaria. Troppi i secondi possessi conquistati dalla squadra di Sacchetti spesso in grado di prolungare oltremodo le proprie azioni. In questo senso continua ad avere il suo peso lo stop patito mesi fa da Angelo Del Chiaro, non ancora pienamente a suo agio nei contatti e certamente non aiutato da una serie così fisica. Buono invece l’apporto difensivo di Benetti e Pollone, premiati da Brienza rispettivamente con 17 e 20 minuti totali sul parquet.

EFFETTO PALACARRARA

Il riprovevole episodio che ha coinvolto Gabriele Benetti ha macchiato indelebilmente, per colpa di un singolo incosciente, il trascinante tifo fino a quel momento espresso dalla curva canturina. Una spinta risultata decisiva per l’Acqua San Bernardo capace di difendere il proprio campo nelle prime due gare. La speranza, come sottolineato anche da Brienza, è di ritrovare una simile atmosfera anche al PalaCarrara.

Fortino inespugnato per la quasi totalità della stagione regolare, il parquet di via Fermi può e deve essere un fattore per il Pistoia Basket. Troppo importante la carica del popolo biancorosso per provare ad allungare una serie ed una stagione altrimenti pericolosamente vicina al suo termine. Ci sarà bisogno del calore delle grandi occasioni per spingere i biancorossi verso l’impresa. Un canto incessante dal primo all’ultimo minuto per conquistare, come un anno fa, la chance di giocarsi le proprie carte in Gara 5. Se lo merita la tifoseria e la città, se lo meritano in primis proprio questi ragazzi, autori di un’altra straordinaria stagione.

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