Le parole della guardia americana del Pistoia Basket dopo la vittoria che vale il 2-0 nella serie finale con Torino
Non avrà fatto registrare numeri eccezionali (4/13 al tiro), ma Zach Copeland ha comunque saputo rendersi prezioso per il Pistoia Basket nel secondo atto della serie di finale playoff con Torino. Specie nel primo tempo, quando con le sue bombe ha permesso ai biancorossi di restare agganciati ad una Reale Mutua avanti anche di sette lunghezze in apertura di seconda frazione. Alla fine sono stati 14 i suoi punti (secondo miglior marcatore del match dietro a Jordon Varnado, autore di 17 punti), conditi anche da cinque assist (nessuno ne ha collezionati così tanti).
«I tifosi sono stati grandiosi in queste due gare. In gara 1 non penso di aver giocato una bella partita, mentre ho provato a giocare meglio nel secondo appuntamento – dice la guardia americana della Giorgio Tesi Group – Non credo di essere l’unico fulcro dell’attacco, giochiamo più per i lunghi come Varnado e Magro. Ma quando c’è bisogno mi prendo i miei tiri e mi faccio trovare pronto. Torino come altre squadra non cerca di farmi ricevere palla oppure mi raddoppia immediatamente. Ma ormai sono abituato a questo trattamento».
Giovedì a Torino, il Pistoia Basket ha la prima occasione per centrare il traguardo promozione. «Quello che il coach ci ha detto a fine partita è che – nel turno precedente con Cantù – abbiamo vissuto la stessa situazione di Torino. Ci attenderà un ambiente infuocato, dovremo essere bravi a chiudere la serie e a raggiungere la Serie A. Gli aspetti da migliorare? Sicuramente i liberi, i facili appoggi falliti e i rimbalzi in attacco. L’arbitraggio? Siamo a fine stagione, sono partite importantissime e anche gli arbitri possono sbagliare come facciamo noi giocatori – sottolinea Copeland – Alcune chiamate ci hanno lasciato interdetti, ma alcune volte sbaglio io in difesa».



