L’intervista esclusiva di Pistoia Sport all’ex attaccante della Pistoiese Franco Ferrari: «A Brescia la chance della vita, darò tutto me stesso per dimostrare quando valgo»
Bastano 13 reti in una stagione per conquistare il cuore dei tifosi? Se il calcio, com’è vero, va ben oltre le statistiche, la risposta è sì. E se ai gol aggiungiamo l’attaccamento, il sacrificio e l’enorme dose di “garra”, da buon argentino che si rispetti, Franco Ferrari lo ha fatto, eccome se lo ha fatto. Il puntero classe 1995 di Rosario ha salutato la Pistoiese dopo appena una stagione, ma tanto è bastato per lasciare un bel ricordo in tutti gli sportivi arancioni.
Il Genoa, proprietario del suo cartellino (“Sarò loro sempre grato per aver creduto in me”, ha ricordato spesso), lo ha girato in prestito al Brescia, in Serie B: in altre parole, l’occasione della vita per uno che di polvere ne ha mangiata tanta ma che finora è sempre uscito vincitore da ogni sfida che gli si è parata davanti. A partire da quel biglietto di sola andata Buenos Aires – Roma con 50 euro in tasca preso appena 18enne fino alla rottura del crociato a Montecatini, passando per le porte chiuse in faccia e quella spada di Damocle del fallimento gettata a terra a forza di sportellate. E gol.

Loco, pronto a fare impazzire pure Brescia?
«Sono carico a mille. Qua ho ricevuto una grande accoglienza, mi sono sentito subito a casa. Ho trovato un gran gruppo e un allenatore estremamente disponibile (Suazo, ndr). La città mi piace, i tifosi e la Curva ancora di più. C’è tutto quello che serve per fare bene».
Le offerte non ti mancavano: avresti potuto anche scegliere una piazza che ti avrebbe garantito più minuti.
«È vero, ma Brescia fa parte della storia del calcio italiano e io adoro le sfide. Tutta la mia vita, alla fine, è una grande sfida con me stesso».
Facciamo un passo indietro: come giudichi l’annata a Pistoia?
«È stata bellissima, sia a livello calcistico che umano. Ho conosciuto persone fantastiche, sia all’interno della Pistoiese che al di fuori, in città. Sono ancora dispiaciuto per l’ultima partita (5-0 a Carrara nei playoff, ndr), ma un risultato non può cancellare quanto di buono fatto fino a quel momento».
Gol più bello?
«La bordata con il Piacenza o il pallonetto con il Livorno. Ma anche la mezza rovesciata all’Arena Garibaldi con il Pisa, ancora non ho capito perché l’hanno annullata…(ride, ndr)»

Momento peggiore?
«Sicuramente Cuneo, anche se alla fine siamo stati bravi a rialzare la testa dopo un po’ di sbandamento. Ho fatto una cavolata, come i ragazzini, ma anche gli errori servono per migliorare».
Quest’anno dove può arrivare la Pistoiese, senza Ferrari e Vrioni?
«Anche più in alto dell’anno scorso, perché la società è stata brava ad aggiungere quel pizzico di esperienza che mancava. “Vrio” è fortissimo per essere un 98′, ma sono arrivati elementi di livello assoluto come Cellini, Fanucchi e Rovini».
La concorrenza è folta, ma sei partito col piede giusto (3 gol nel precampionato) e i giornali locali dicono che potresti giocare titolare venerdì contro il Perugia al Rigamonti…
«Sono fortunato ad avere due compagni di reparto di assoluto valore come Torregrossa e Donnarumma, ho tanto da imparare da loro. Comunque sono pronto e a disposizione del mister, non vedo l’ora di dimostrare quanto valgo e che qui, in Serie B, ci posso stare. Che siano 90 minuti o 5, li giocherò come fossero gli ultimi della mia vita».
E noi siamo certi che sarà proprio così.



