Gema, senti Di Pizzo: «Siamo tosti, possiamo fare strada»

Dominatore contro la Paperdì Caserta, Marco Di Pizzo parla da leader: «Non molliamo un centimentro, ma dobbiamo migliorare nell’approccio alle gare»

Lo ha elogiato espressamente anche coach Marco Del Re, uno che solitamente preferisce parlare del collettivo e raramente si sbilancia sui singoli. La partita giocata da Marco Di Pizzo contro la Paperdì Caserta però non può essere ignorata: 12 punti, 15 rimbalzi e 22 di valutazione, con una percentuale al tiro dal campo intorno all’80 percento. Ma soprattutto una presenza costante sotto canestro a cui Gema si è aggrappata con tutte le forze per uscire dai momenti complicati. Una prestazione che racconta il “risveglio” del pivot di Bagno a Ripoli, per il quale l’impatto con la nuova Serie B sembrava essere stato discretamente complicato. Almeno fino alla trasferta di Aversa Normanna…

Marco, si può dire che domenica scorsa si è finalmente rivisto il vero Di Pizzo?

«Non lo so, ad essere onesti Marco Di Pizzo c’è sempre stato, nel senso che dall’inizio della preparazione ho sempre dato il massimo in allenamento e in partita. Può essere che in alcune circostanze le prestazioni siano state sottotono ma d’altronde in campo ci sono gli anche gli avversari e in questo campionato sono tutti di alto livello. Sono contento tuttavia di aver contribuito alla vittoria della squadra».

Questa Gema è una squadra che non molla mai…

«Siamo veramente una squadra tosta, non molliamo mai un centimetro. Quando abbiamo vinto lo abbiamo sempre fatto con merito e le sconfitte sono sempre arrivate per un’inezia: a differenza di quanto successo a volte l’anno scorso quest’anno abbiamo sempre mantenuto le partite vive fino all’ultimo possesso. Avere questo carattere, riuscire a saper soffrire e non perdere mai la bussola sono qualità che in un campionato equilibrato come questo, dove ogni partita è combattuta, possono rivelarsi molto preziose».

Di contro però c’è il problema delle partenze: ci mettete sempre un po’ a carburare

«Sì, in effetti è un problema che non mi so spiegare, perché oltretutto siamo una squadra giovane e dinamica che a livello atletico e fisico non ha nulla da invidiare alle altre. Ne abbiamo parlato con i preparatori e lo staff tecnico: credo sia un fatto mentale, dobbiamo avere un approccio ancora più cattivo ad inizio gara, cercare di capire subito alcune dinamiche di gioco perché non sempre riesci a recuperare lo svantaggio».

Come ti trovi con i dettami di coach Del Re?

«Ci siamo sfiorati più volte nel corso della mia carriera ma finora non mi aveva mai allenato. Ho sempre sentito parlare molto bene di lui specialmente da Passoni e devo dire che ho avuto modo di conoscere oltre che un allenatore preparatissimo anche una persona dallo spessore umano elevato. Il basket si sta evolvendo e hanno sempre più peso i tiratori da tre punti, ma il coach crede molto nel gioco dei lunghi, anche come diversivo: è logico che quando incontri difese che sanno proteggere il pitturato molto bene, come ad esempio quella della Libertas, diventa naturale mettere la palla sotto per poi scaricarla fuori a chi è più libero».

Pur avendo appena venticinque anni quest’anno sei uno dei veterani della squadra e l’unico confermato insieme a Savoldelli? Senti un peso maggiore sulle tue spalle?

«Sicuramente sia io che Nicola quest’anno abbiamo più responsabilità, stiamo cercando di trasmettere ai compagni il significato di battersi per questi colori e per la città di Montecatini. Devo dire però che anche i compagni più giovani hanno capito subito dove si trovavano: sono particolarmente svegli, apprendono in fretta e ciò che mi piace di più di loro è che hanno fame e voglia di dimostrare quanto valgono. C’è una sana competizione in squadra e questo credo sia uno dei segreti del nostro buon momento».

Redazione PtSport
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