Pistoia, la Serie A non permette cali di concentrazione: servirà come nuova scossa

Da cancellare il black-out nella parte centrale di gara contro Pesaro, da premiare la reazione avuta nel finale. Una lezione da cui ripartire

Un incidente di percorso. Così l’ha giustamente definita capitan Della Rosa, così deve essere per tutto l’ambiente biancorosso. La sconfitta contro Pesaro è un risultato difficile da accettare per come è maturato ma che al contempo non deve creare allarmismi. Anzi, al contrario, magari servire da nuova scossa per ripartire.

L’amarezza per Pistoia non deriva dal successo soltanto sfiorato bensì da un atteggiamento errato. Questo ciò che più ha deluso Brienza, questo ciò su cui dover lavorare a partire da questa settimana. Detto che, quando al PalaCarrara arriva una squadra del calibro della Virtus, gli stimoli già di per sé saranno numerosi tanto per i giocatori che per il pubblico.

L’ATTEGGIAMENTO

Arrivando da quattro vittorie consecutive, tra cui lo scalpo del Forum e il trionfo all’ultimo secondo contro Tortona di una settimana fa, il rischio di alleggerire un po’ la tensione c’era. Ne era ben consapevole il coach che già nella conferenza della vigilia aveva messo in guardia i suoi da possibili pericolosi cali di concentrazione. Calo che puntualmente si è verificato a cavallo dei due tempi, con la stessa ammissione di dispiacere di Brienza nel non essere riusciti ad evitarlo.

L’avvio di Pistoia peraltro era stato ottimo. Moore e Willis subito caldi e +8 toccato pochi secondi prima il 10′. Proprio in quel momento la luce ha iniziato ad affievolirsi. Pesaro si è dapprima affiancata – con Pistoia comunque a tenerle testa – e poi ha operato il decisivo sorpasso toccando addirittura il +17 a 7’56” dalla sirena conclusiva. Una gara iniziata a giocare di rincorsa proprio quando le cose sembravano essersi incanalate nel verso giusto. Questo forse ciò che più dispiace. L’essersi sciolti proprio quando la gara era da tentare di chiudere e poi gestire.

LA REAZIONE

Ad un certo punto, l’impressione era quella di una squadra che avesse staccato la spina. Incapace di contenere l’enorme e forse inaspettata aggressività che Pesaro è riuscita a mettere sul parquet. D’un tratto poi, quando la VL sembrava ormai essere definitivamente scappata ecco il moto d’orgoglio. Il black-out si interrompe e l’opaco Willis del primo tempo riaccende la luce scambiandosi col compagno Moore nel ruolo di trascinatore. Rinata dalle ceneri, Pistoia era riuscita a ricucire lo svantaggio fino al -1, avendo persino la clamorosa chance di vincerla con il play di Chicago.

Rimane un mistero cosa sia passato nella mente di Moore in quegli attimi. Di certo possiamo dire come la poca lucidità rimasta a pochi secondi dal termine – in una partita in cui è stato costantemente braccato dai difensori avversari – non l’abbia certo aiutato. Il dispiacere resta comunque per come sarebbero potute andare le cose se Pistoia fosse restata concentrata dall’inizio alla fine in egual modo. Serate che possono capitare ma dovranno essere evitate perché la Serie A non permette alcun calo.

LA LEZIONE

Se carica, consapevole e concentrata, Pistoia ha dimostrato di poter mettere i bastoni fra le ruote anche le squadre più forti e blasonate del campionato. Ne sanno qualcosa Venezia, Milano e Tortona giusto per nominare le tre vittime più prestigiose. Queste vittorie non devono essere motivo di esaltazione ma – dopo essersele godute – pensate invece come un semplice ulteriore passo verso l’obiettivo. Giunti alla 12ª giornata, i biancorossi sono in una posizione di classifica eccellente non per l’attuale nono posto o il settimo di una settimana fa, bensì perché la salvezza è un passo più vicina.

I successi da conquistare per la tranquillità sono ancora tanti mentre dietro le altre formazioni corrono e si rafforzano. La striscia di vittorie ottenuta deve essere motivo di gioia e utile per credere nei propri eccellenti mezzi, lo sguardo però deve restare rivolto verso il basso, almeno per ora. Il mantra deve essere l’umiltà o il rischio, come sottolineato dal capitano, è quello di montarsi un po’ la testa. Come le quattro vittorie in fila non dovevano essere motivo di presunzione così la sconfitta con Pesaro non deve placare l’entusiasmo. La vittoria di Brindisi aveva stappato il campionato, questo KO può dare una nuova scossa per far tornare tutti con i piedi per terra.

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