Treviso, una macchina che adesso viaggia

Dopo un avvio drammatico, Treviso ha reagito: merito degli innesti in corsa e di un coach dato troppo presto per spacciato

Se fermiamo il calendario al 26 novembre, il quadro appare fin troppo chiaro: nove partite e zero vittorie. Treviso appare ormai in fondo ad un baratro impossibile da risalire, con una squadra costruita per raggiungere l’obiettivo ma completamente sfilacciata e priva di mordente. Fischi al PalaVerde, con alcuni giocatori che, alla fine, reagiscono malamente ai rimbrotti dei tifosi. E soprattutto un Frank Vitucci sulla graticola, spesso in evidente difficoltà nel dissimulare tranquillità e pazienza.

Eppure parliamo di un allenatore che a Brindisi, negli ultimi anni, ha spesso reso possibile l’impensabile. Record positivo vittorie-sconfitte, premio di miglior allenatore dell’anno nel 2021, quattro partecipazioni ai play-off, un clamoroso secondo posto in regular season, due finali di Coppa Italia. Darlo per spacciato, anche in una situazione oggettivamente difficile, è stato l’errore di chi non conosce le capacità di leader di uno dei tecnici migliori del nostro campionato. Ma ovviamente un bravo allenatore non poteva bastare a salvare capra e cavoli, non senza una buona base e qualche ingrediente aggiunto in corsa.

LA BASE

Anzitutto Vitucci ha potuto portarsi dalla Puglia, o ritrovare direttamente a Treviso, diversi uomini di fiducia. Uno di questi è senza dubbio Ky Bowman, combo guard che sta sempre più dimostrando di avere un impatto notevole nel campionato italiano, soprattutto in termini realizzativi. E non si può non avere un minimo di timore reverenziale quando ci si accorge che accanto a lui può trovare spazio D’Angelo Harrison. Un talento che è stato il segreto di Brindisi negli ultimi anni. A Treviso, possiamo dirlo, troverà prima o poi la sua dimensione.

E cosa vorrà dire avere come capitano Alessandro Zanelli? Nato e cresciuto cestisticamente a Treviso, il suo senso di appartenenza e la sua grinta lo rendono a tutti gli effetti il “Della Rosa veneto”. Ma occhio anche all’altro prodotto di casa, il 2004 Leonardo Faggian: una personalità e una maturità difficile da trovare così presto in un quasi ventenne.

Ma se il reparto esterni era già una garanzia da molti punti di vista, non si può dire di meno riguardo al gruppo dei lunghi. L’esperienza europea di Terry Allen era sicuramente un ottimo punto di partenza e il giocatore non ha certo tradito le attese, specie adesso che la squadra nel complesso gira. Vitucci poi ha potuto inserire un altro uomo già rodato e pronto a maturare come Andrea Mezzanotte, capace di assicurare verticalità e pericolosità dal perimetro.

Infine due veri e propri pilastri sotto canestro, seppur bisognosi di trovare continuità. In primis Pauly Paulicap, una storia difficile alle spalle dove il basket ha rappresentato la salvezza, è senza dubbio uno dei pivot più interessanti del nostro campionato per le sue capacità a rimbalzo e il suo atletismo. Dietro di lui c’è infine il classe 2001 Gora Camara, senegalese formato in prestito dalla Virtus Bologna.

LE AGGIUNTE

In questo basket, quando le cose si fanno difficili, la cosa più preziosa è riuscire a riconoscere dove risiedono i maggiori problemi di una squadra e tamponare anche con scelte drastiche. A Treviso, queste scelte, si sono fatte rinunciando a Deishuan Booker e James Young, ritenuti non recuperabili a livello tecnico. Una coppia di esterni cui sono stati immediatamente trovati dei sostituti: i risultati, ad oggi, sembrano dare ragione.

Dietro le quattro vittorie consecutive dopo l’inizio horror, c’è molto, anche, di Justin Robinson e Osvaldas Olisevicius. Il play USA ex Pesaro ha assicurato equilibrio e regia, con i suoi 4 assist di media nelle 5 gare sin qui giocate. L’ala lituana uscita da Reggio Emilia, invece, in 4 partite ha avuto un impatto devastante: 18 punti, 6 rimbalzi e 4.5 assist ad allacciata di scarpe.


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