Il -38 che l’Estra ha incassato in Sardegna sarà la lezione più preziosa per il prosieguo della stagione e il raggiungimento dell’obiettivo
Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto. La citazione da Sergio Leone rende l’idea, ragionando su quanto avvenuto in Sassari-Pistoia, ma non la completa del tutto. Questo perché la “pistola” dell’Estra non ha quasi mai fallito un colpo in questa stagione di ritorno in Serie A, anche quando ci si è ritrovati a dover fronteggiare squadre con ottimi fucili. Il 107-69 consumatosi al PalaSerradimigni ha tutti i crismi di una disfatta. Una debacle da cui, tuttavia, servirà trovare delle risposte e una reazione uguale e contraria.
MERITI E DEMERITI
Contro Pistoia, la Dinamo ha trovato una prestazione superlativa: 140 di valutazione complessiva, con il tanto discusso Alfonzo McKinnie capace di tirare fuori una prova da oltre il 70% dal campo. Il tutto senza considerare le prove dei vari Tyree, Kruslin, Jefferson, Diop e Gombauld. Si tratta inoltre del secondo maggior scarto finale della storia di Sassari in Serie A e del secondo miglior primo tempo (62 punti all’intervallo lungo). Questo intanto per chiarire che, oltre alle evidenti mancanze di Della Rosa e compagni, la partita è stata indirizzata anche dall’ottima giornata al tiro dei giocatori di Piero Bucchi.
I biancorossi hanno invece mostrato un approccio e un’attitudine difensiva neanche lontanamente all’altezza di quanto mostrato sinora. Tanto da rendere il comunque pesante ko casalingo contro una corazzata come la Virtus Bologna un innocuo buffetto sulla testa, in confronto. Quella presentatasi sul parquet di Sassari è stata una squadra priva di mordente e di idee, e le parole di coach Nicola Brienza nel post-partita vanno messe di diritto sul vocabolario di contorno alla voce “onestà intellettuale”. Detto questo, gli avvertimenti e i moniti non erano mancati.
EPPURE LO AVEVANO DETTO
Gli sforzi del duo Sambugaro-Brienza, profusi anche in esclusiva ai nostri microfoni, sembrano però quelli di moderne Cassandre di fronte ai troiani incuriositi dal cavallo di legno lasciato dinanzi le porte della città. Non tanto alla squadra, quanto a tutto l’ambiente, che pare essersi risvegliato da un’estasi fin troppo illusoria. Lo splendido girone d’andata, con tanto di qualificazione alle Final Eight, era e rimane un patrimonio da salvaguardare per raggiungere il reale obiettivo di questa stagione. Il passo falso, o meglio la caduta rovinosa di Sassari è l’avverarsi di quanto è stato detto.
Da adesso tutti alzeranno il livello e, giocoforza, non guarderanno più a Pistoia come alla neopromossa palesemente inferiore a livello di organico. Sentire le frasi dei vari allenatori avversari per avere la conferma: la truppa biancorossa adesso è quella squadra che, se non affrontata al massimo delle proprie possibilità, è capace di punirti e di sovrastarti fisicamente e nel gioco. Lo sapeva ieri Sassari, lo saprà Scafati quando si presenterà al PalaCarrara sabato sera.
ESTRA, UNA LEZIONE NECESSARIA A TUTTI
Aldilà del cliché del “cadere aiuta a rialzarsi”, Pistoia ha vissuto sulla propria pelle le parole di avvertimento pronunciate nella scorsa settimana. Se proprio bisogna trovare un risvolto positivo, oltre al fatto che ad oggi le concorrenti per la salvezza hanno tutte perso, è che questa lezione arriva nel momento più giusto e meno indolore. Al netto anche delle parole di coach Brienza, c’è la certezza che per i suoi giocatori questa non sarà solo una sconfitta, ma una prova da riscattare immediatamente. Magari con un pezzo fondamentale come Jordon Varnado di ritorno dall’infortunio. Non bisogna mai dimenticare quanti importanti risultati ha raggiunto l’Estra senza di lui e il fatto di essersene in parte scordati rende l’idea di ciò che ha saputo fare questo collettivo.
Servirà anche un ambiente ancora più compatto e consapevole. Perché non bisogna nemmeno dimenticare chi si è e da dove si viene. Al resto penserà la squadra, da domani in palestra per preparare una sfida che può essere davvero un crocevia per la stagione. E questa volta, dinanzi ai vari Gentile, Logan, Gamble e compagnia, bisognerà fare e colpire come Clint Eastwood: al cuore, Pistoia, al cuore.



