L’attuale capolista Brescia ha dimostrato di poter avere il passo delle grandi. Anche se qualche inciampo c’è stato
Ritrovarsi nuovamente in vetta, da soli. A Brescia stanno vivendo una stagione che doveva essere di conferma al progetto: il responso dal campo è stato fantastico. Certo, questo poteva essere l’anno di Della Valle e compagni: l’assenza di competizioni continentali, un gruppo già per larga parte cementato, un roster completo e coperto in tutti gli spot. Ma tra il dire e il fare sappiamo cosa c’è di mezzo e la truppa di coach Magro ha dimostrato di poter dire la sua spesso e volentieri.
NUMERI DA PRIMA DELLA CLASSE
Non basta certo il miglior record a spiegare il valore dei lombardi, anche perché l’elemento più impressionante risiede in ben altri numeri. Per iniziare, Brescia ha inserito come nuovo volto Miro Bilan, che ad oggi è il terzo miglior giocatore del campionato per valutazione: 19.3, meno solo di Toko Shengelia e Rayjon Tucker. Il pivot croato, inoltre, domenica potrà confrontarsi nella battaglia tra i migliori rimbalzisti del campionato: una battaglia che promette di essere anche una prova del nove per Derek Ogbeide.
Il problema diventa ancora più ostico quando si vedono i dati collettivi. Brescia è infatti la seconda squadra che segna più punti di media (86.4, dietro solo alla Virtus) e anche la seconda per valutazione (100.7). L’Estra Pistoia dovrà poi fronteggiare una squadra praticamente infallibile: i lombardi infatti sono il team che in Serie A perde meno palloni a gara (10.3) e la seconda con le migliori percentuali da dentro l’area (56.2%, anche qui Bilan ha un ruolo importante).
BRESCIA È IMBATTIBILE?
Nessuno può essere esente dal sapore della sconfitta, anche una squadra molto strutturata che non pare avere punti deboli. Brescia in effetti non è tra le più letali da dietro l’arco, con i soli Della Valle e Massinburg, tra i titolari, a superare il 40% da tre. La media di squadra invece è del 33.8%: anche Pistoia fa meglio in questa voce. E infatti, quando Della Valle e compagni incorrono in brutte serate al tiro il risultato rimane in bilico. Resta però il fatto che stiamo parlando della seconda miglior difesa del campionato (74.8 punti concessi a gara): i numeri parlano di una squadra capace come poche altre di abbassare il rendimento dell’avversaria di turno. Solo in quattro sono riuscite, nell’arco di tutta la stagione, a scavallare quota 80 punti.
Che forse, allora, il segreto per battere Brescia sia, in un certo senso, fare una partita “da Brescia”? Le quattro sconfitte che sono arrivate in campionato (Trento, Virtus, Venezia e Brindisi) hanno tutte un minimo comun denominatore, seppur banale: i punti. Costringere Brescia sotto le proprie medie può essere il viatico giusto, ma anche non bastare. Quello che si nota di più nei passaggi a vuoto dell’attuale capolista è che, se la costringi a ricorrere al talento del singolo e riesci a mettere della sabbia negli ingranaggi del collettivo, le possibilità di spuntarla si alzano.
Abbiamo spesso parlato del duopolio Milano-Bologna e della possibilità di individuare una terza incomoda: Brescia, insieme a Venezia, si sta candidando ad esserlo. Sarà sicuramente interessante vedere per quanto ancora le ultime due citate saranno in grado di tenere le due corazzate lontane dalle zone di classifica che sembravano loro esclusivo appannaggio. Il campionato e lo spettacolo non può che beneficiarne.


