Il terzino e il mediano parlano della nuova avventura alla Pistoiese: «Quella arancione è una maglia pesante da indossare»
Nonostante la pausa, legata al Torneo di Viareggio, la Pistoiese continua a lavorare a testa bassa, dentro e fuori dal campo. Per sopperire alla mancanza di impegni ufficiali, la squadra arancione disputerà un allenamento con la Sangiovannese nella mattinata di sabato, precisamente alle ore 11, sul nuovissimo sintetico del “Don Siro Butelli” di Chiazzano. Una sgambata utile per tenere sul pezzo l’intera rosa, arricchitasi in questi giorni di un giocatore in prova come il difensore Simone Masi e del centrocampista offensivo Nizar Sabbar, ufficializzato dalla Reggiana. Intanto prosegue anche il ciclo delle consuete presentazioni dei calciatori arrivati in arancione ad inizio gennaio: stavolta è stato il turno di Federico Biaggi e Luigi Cordato.
Il primo è un centrocampista classe 2003, cresciuto nel vivaio del Genoa e proveniente dal Seravezza Pozzi: «Pistoia è una piazza importante nonostante i problemi che ci sono – dice Biaggi. Qui ho visto un’opportunità per rilanciarmi dopo il poco spazio trovato a Seravezza. In questi giorni abbiamo lavorato molto sulla forza fisica, anche con alcuni test ad hoc, facendo anche carichi importanti in palestra. Il mister e lo staff ci stanno tenendo sul pezzo per provare a migliorare gli errori fatti in queste prime uscite. Penso che la squadra sia unita e carica e che la fiducia nello spogliatoio non manchi. Il mio ruolo? Prevalentemente sono un play che gioca davanti alla difesa, mi piace costruire le azioni e giostrare quanti più palloni possibili. Posso agire sia in una mediana a tre, soluzione che preferisco, che a due».
Cordato è invece un terzino mancino proveniente dall’Angri: «Ho scelto la Pistoiese perché è una piazza e un ambiente che mi può valorizzare – ammette il classe 2003. Sono venuto qui con grandi motivazioni e per aiutare la squadra a fare una buona seconda parte di stagione. Nasco come quinto di centrocampo ma già da un paio di anni gioco prevalentemente come terzino. Per le caratteristiche che ho preferisco attaccare e mi trovo meglio quando posso spingermi in avanti. Al contrario sulla fase difensiva posso ancora migliorare e sto lavorando per riuscirci. D’altronde è solo facendo il massimo che potremo migliorare e uscire da questo momento negativo».




