Sforate le 100 presenze in canotta Fabo Montecatini, Marco Giancarli si confessa: «Avellino? Feriti e pericolosi»
In un’epoca in cui la tanto agognata quota 100 è ambita da più di un lavoratore, Marco Giancarli in maglia Fabo l’ha superata qualche giorno fa. Dopo la gara con Piombino, purtroppo amara, sono salite a 100 le presenze del play classe 1995, al suo terzo anno a Montecatini sponda Herons. Il fatto di aver raggiunto questo traguardo insieme a Daniele Dell’Uomo e ai due allenatori Barsotti e Carlotti testimonia la sua stoicità in questi due anni e mezzo. Mai una gara saltata, nonostante gli acciacchi e sempre presente l’ex capitano a contribuire con grinta e tenacia ai successi della sua squadra. Ultimo dei quali l’exploit in casa di Omegna.
Non era facile espugnare un campo come quello di Omegna: qual è stata la chiave del vostro successo?
«Il loro è un campo molto difficile da espugnare. Noi siamo stati bravi ad incanalare la rabbia della sconfitta con Piombino di mercoledì nella giusta direzione e rimanere compatti nel momento più difficile della gara anche quando siamo scivolati a -10. Loro sono una delle “nobili” di questo campionato, hanno un roster di tutto rispetto e vincere là ci dà consapevolezza e ci permette di continuare il nostro processo di crescita. Questo successo va nel cassetto di quelli più belli perché vincere in trasferta nel girone di ritorno non è mai scontato e ci dà grande energia»
Domenica arriva Avellino, squadra totalmente rinata dopo un girone d’andata difficoltoso: su cosa cercherete di far leva?
«Loro sono una delle migliori squadre del girone. Hanno sì avuto un momento di difficoltà, arrivano da due sconfitte (tra cui quelle rocambolesca contro Cassino), ma sono feriti e bisognosi di far punti per risalire la classifica. Noi dobbiamo concentrarci su noi stessi, su far bene questa settimana per continuare il nostro processo di crescita iniziato con l’inserimento di Radunic. Son convinto che dobbiamo concentrarci sul piano gara con l’apporto dei nostri tifosi, con il calore del Palaterme che conosciamo bene e goderci una gara di grande livello. Tra di loro c’è gente esperta che ha vinto campionati quindi servirà massima attenzione».
Parlavi di Radunic: come lo hai ritrovato dopo la conquista della serie B nel 2021-22 e cosa pensi abbia apportato in più il suo arrivo?
«Ho ritrovato un compagno speciale. L’anno della vittoria del campionato ci ha legato particolarmente. Lo ritrovo come lo avevo lasciato, non dal punto di vista meramente fisico perché si è “sciupato” (ride, nda)!. Ha la stessa voglia di vincere che abbiamo noi e ci porta una fisicità che non avevamo e soluzioni offensive e difensive di un certo tipo. Radunic è un’arma in più per la Fabo e che possiamo utilizzare per provare a vincere la domenica. Sono molto contento di tornare a lavorare con lui e per ciò che ci può dare in campo».
102 presenze con la maglia della Fabo Herons: al tuo arrivo pensavi di poterci rimanere così tanto o sei stupito?
«Il traguardo raggiunto è un motivo di grandissimo orgoglio. Sono stupito perché al giorno d’oggi non è facile trovare un’organizzazione che ti dà tanta fiducia e per tutto questo tempo. Questo è un qualcosa che speravo perché ho grande rispetto della tradizione cestistica di questa città. Tagliare questo traguardo con Daniele, col coach e con Gabriele è un qualcosa che mi porterò dentro tutta la vita».
Qual è stato il momento più bello e più difficile di questi due anni e mezzo?
«Insieme alle presenze raggiunte mi rimarrà nel cuore anche il taglio della retina a San Miniato: il mondo non è stato mai così piccolo sulle spalle di Paunovic! Momenti brutti? Non ce ne sono. Quelli meno felici sono sempre serviti per fare qualcosa di meglio facendo pallacanestro con questa gente e con questa società »
9 gare al termine, due punti di ritardo sulla Pielle soprattutto un calendario non facile con il derby e le due trasferte a Livorno su tutte. Avete qualche rimpianto e pensi che si deciderà tutto in una determinata partita?
«Balzano sì agli occhi questre tre gare, ma le altre non son da meno. Infatti oltre ad Avellino dobbiamo andare in un campo complicatissimo come Desio e affrontare Brianza che ci ha messo in difficoltà all’andata. Inoltre dobbiamo giocare con Legnano e riscattare il ko di Sant’Antimo. Queste 9 partite hanno tutte le solita importanza per me. Rimpianti? Ogni passo falso ci è sempre servito per aggiustare qualcosa e crescere. Sono contento di come abbiamo risposto come gruppo anche nelle sconfitte di Caserta. Perdere non piace a nessuno, tantomeno a noi, ma serve all’interno di una stagione. Tutto si deciderà a maggio e dobbiamo arrivare pronti a quel momento».


