L’intervento di Duilio Evangelista alla nostra trasmissione: «Alla Pistoiese serviva questo pareggio. Ora il cambio di marcia definitivo»
Domenica contro il Mezzolara è arrivato il primo risultato positivo per la Pistoiese di Gabriele Parigi. Un punto molto atteso da tutto il gruppo arancione, che da inizio 2024 aveva raccolto solo sconfitte. Un pari che deve essere un nuovo inizio per gli arancioni, in vista di una rincorsa alla salvezza che rimane comunque molto difficile. Del cammino arancione e di molto altro abbiamo parlato a PistoiaSportLIVE col centrocampista Duilio Evangelista, tornato alla Pistoiese a gennaio. Il classe ’95 aveva conosciuto l’ambiente orange già nello scorso campionato, in cui però aveva trovato poco spazio.
«Sapevamo che sarebbe stata una partita importante per il prosieguo del campionato – esordisce Evangelista – ma ci portiamo dietro comunque del rammarico per il pareggio finale. Guardando le occasioni avute penso che avremmo meritato maggiormente ed è questo aspetto che ci lascia un po’ di amarezza, soprattutto perché i tre punti sarebbero stati veramente importanti per la classifica. La settimana di pausa ci è servita per ricaricare le pile e fare quadrato anche su alcuni aspetti tecnico-tattici. Su questo fondamentale va ringraziato anche lo staff tecnico che ogni giorno lavora alacremente sul campo per aiutarci a rendere al meglio».
Ad Imola la Pistoiese è cresciuta col passare dei minuti, disputando un secondo tempo più positivo rispetto al primo: «Sinceramente ci ha spiazzato lo schieramento del Mezzolara – ammette Evangelista. Avevamo preparato la partita in un certo modo, sapendo che loro potevano giocare con due moduli e invece ne hanno utilizzato uno ancora differente. Abbiamo impiegato quindi un po’ di tempo per adottare le giuste contromisure, ma quando la squadra si è sciolta ha mostrato di poter fare male al Mezzolara. Dovremo portarci dietro questo approccio per le prossime gare, perché avremo impegni molto importanti come quelli con Progresso e Certaldo».
Trequartista, interno o mezza punta? Evangelista parla così della propria collocazione preferita: «Sono un trequartista naturale ma per caratteristiche ho fatto anche l’interno di centrocampo. Diciamo che mi piace cercare il filtrante per i compagni e per questo a volte abbasso di qualche metro la mia posizione. La convivenza con Diakhatè? Abdou è un giocatore importante per noi e il mister ci ha provato spesso insieme in campo. Abbiamo caratteristiche diverse e perciò credo che non sia impossibile vederci in campo contemporaneamente. La parola finale però spetta al mister, in base anche a come giocano le varie squadre avversarie».




