«Il calcio in Usa è molto più fisico, alla Pistoiese posso imparare tanto»: queste le parole di Simone Masi, nuovo difensore arancione
Domenica la Pistoiese, nella sfida contro il Mezzolara, ha conquistato il primo punto della nuova gestione targata Gabriele Parigi. Un pari per 0-0 che consente finalmente agli arancioni di muovere la classifica e di lavorare con maggiore fiducia in vista dei prossimi impegni, in primis quello di domenica col Forlì. Al “Romeo Galli” di Imola ha fatto il proprio esordio con l’Olandesina anche Simone Masi, uno degli ultimi arrivati in casa arancione. Classe 2002 italo-canadese, Masi ha formato la coppia di centrali difensivi assieme all’altro esordiente Marie-Sainte, aiutando la Pistoiese a tenere la porta inviolata per la prima volta dopo quasi tre mesi.
«Ad inizio partita non nascondo di essere stato un po’ nervoso – ammette Masi durante la conferenza stampa di presentazione. Per me era la prima volta con la maglia della Pistoiese e volevo aiutare la squadra facendo del mio meglio. La gara è stata tosta e combattuta come ci immaginavamo, il Mezzolara ha provato a crearci difficoltà ma alla fine noi abbiamo avuto le occasioni migliori. Ci è dispiaciuto aver ottenuto un solo punto invece che tre perchè sapevamo di poter portare a casa la vittoria. La squadra di essere viva e di avere le carte in regola per raggiungere la salvezza».
Masi si è formato calcisticamente in Canada, dove ha frequentato il college e giocato con la casacca dei Vancouver Whitecaps: «Con la squadra canadese ho giocato prima in Under 19 e poi con la seconda squadra – racconta Masi – composta quasi esclusivamente da giocatori under 23, prendendo parte al campionato Mls Next Pro. Un allenatore che mi ha aiutato molto nella mia crescita è l‘italiano Vanni Sartini. Grazie alla sua esperienza e agli studi fatti in Italia ha contribuito ad alzare notevolmente il livello del calcio degli Whitecaps. Differenze tra Stati Uniti e Italia? Oltre oceano si gioca un calcio molto più fisico e in allenamento viene privilegiata la parte atletica e di corsa. Qui in Italia invece le squadre lavorano molto sulla tattica. Fin dal mio arrivo sto cercando di mettermi a disposizione e di imparare a conoscere il prima possibile il calcio italiano».



