Denegri e altri rimedi, la ricetta cremonese per la salvezza

Domenica l’Estra Pistoia dovrà stare attenta alle carte vincenti di Cremona, dalla leadership di Denegri alla fisicità dei lunghi

Quando si guarda ad un fenomeno, tutto ciò che risulta immediatamente complesso da decifrare deve diventare costante oggetto di studio. Spiegare la stagione di Cremona, in questo senso, può essere un esercizio semplice in alcuni aspetti, ma fare un’analisi dettagliata è lavoro già più ostico. I paragoni con l’Estra Pistoia sono innumerevoli e la sfida di domenica al PalaRadi sarà un banco di prova per entrambe le squadre al fine di misurare le vere ambizioni delle due neopromosse di questa stagione. Un primo elemento che merita subito attenzione è rappresentato da un vero e proprio rookie in Serie A: Davide Denegri.

DENEGRI E I SUOI FRATELLI

Pistoia stessa ha avuto modo di vedere da vicino la crescita del classe 1998. Nella serie cadetta, le sue giocate e la sua grinta hanno fatto le fortune prima di Ravenna e poi di Cremona. Tre anni di apprendistato che lo hanno preparato al salto della sua prima stagione nella massima categoria. Adesso, quando si passa dalle parti del PalaRadi, gli occhi sono tutti puntati su di lui e sui colpi che potrà sparare. Alcuni addetti ai lavori lo bollano già come papabilissimo “rookie dell’anno” e, a novembre, è arrivato anche il riconoscimento di “miglior italiano del mese”.

Il nativo di Tortona, dalla fine del 2023, ha infatti scalato le gerarchie ed è attualmente la principale bocca da fuoco dei lombardi con i suoi 12.2 punti ad allacciata di scarpa, cui aggiunge anche 3 rimbalzi e 3.1 assist di media. Certo, la discontinuità mostrata da Marcus Zegarowski e Wayne McCullough può avere certamente indotto coach Cavina a puntare maggiormente su di lui. Fatto sta che, dinanzi ad un’opportunità, la point-guard prodotto della Junior Casale ha risposto subito “presente”. E queste prime partite del girone di ritorno lo confermano, con 15.2 punti messi a segno per la causa.

Denegri è in realtà solo la punta dell’iceberg di un gruppo italiano capace di incidere nelle sorti cremonesi. Insieme a lui, le conferme del capitano Andrea Pecchia, di Matteo Piccoli e di Paul Eboua sono state la chiave di volta per una stagione da underdog. Il tutto senza dimenticare l’aggiunta di un giocatore esperto della categoria come Simone Zanotti, in grado di coprire e marcare più ruoli. Questo per dire che, dinanzi ad una salvezza della Vanoli, non si potranno negare i contributi di tutti i citati al conseguimento dell’obiettivo.

GOLDEN GATES

La sconfitta alla ripartenza del campionato contro Brindisi ha mostrato immediatamente un punto vulnerabile, per quanto ovvio: senza Grant Golden, Cremona perde molto. Soprattutto quel 64.8% da dentro l’area che può minare da subito le difese avversarie. Avevamo già sottolineato, alla vigilia del match di andata, l’importanza di questa intuizione nel mercato estivo: il centrone nato e cresciuto cestisticamente a Richmond è di gran lunga lo straniero più impattante di Cremona.

Come accennato sopra, queste considerazioni non devono per forza mettere sul banco degli imputati il resto del collettivo non formato. Trevor Lacey, partendo dalla panchina, rappresenta un lusso di cui molte altre squadre vorrebbero poter disporre. Così come Nathan Adrian non poteva non essere un profilo appetibile dopo la sua stagione da MVP a Forlì e nonostante le difficoltà già riscontrate nel massimo campionato ai tempi di Brindisi.

Senza però fare troppi giri di parole, l’ago della bilancia del match contro Pistoia potrebbero davvero essere Zegarowski e McCullough. Il primo rimane ancora oggi tra i migliori realizzatori da dietro l’arco della lega (43.3%), mentre il secondo rimane un giocatore prezioso per la sua polivalenza e affidabilità in qualsiasi sistema. Con Grant di nuovo a referto e la possibilità di poter attingere più o meno da tutti, coach Demis Cavina può senza dubbio preparare un bello scherzetto all’Estra del collega Brienza.

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