Il trionfo in Coppa Italia ha inserito Napoli tra le squadre da battere. Ma adesso la prossima avversaria dell’Estra dovrà sudarsi i play-off
Non siamo alla fine del film di una stagione, ma solo al momento che dovrebbe coincidere col pre-finale o poco ci manca. Come per molte avversarie dell’Estra Pistoia, prendere in considerazione un’intera annata può essere anche troppo se si vuole analizzare esclusivamente lo stato di forma mentale e fisico di una squadra. Ma nel caso di Napoli, di cui abbiamo assistito praticamente a tutto l’arco narrativo, possiamo e dobbiamo fare un’eccezione. Riavvolgiamo il nastro, dunque.
DA SANSEPOLCRO A VIA FERMI
Dal 9 settembre al 2 dicembre dell’anno ormai passato, Napoli ha vissuto momenti di grande esaltazione. L’antipasto della Link Cup di Sansepolcro, primo incrocio tra i partenopei e Pistoia, ha messo subito in chiaro che al team di coach Milicic non si poteva precludere niente. Bollarla come una delle contendenti alla salvezza, dopo aver visto già in pre-season un’idea molto precisa di basket essere messa sul parquet, appariva a tutti riduttivo rispetto alle potenzialità di una squadra che, nel corso della stagione, avrebbe potuto solo crescere.
L’esperienza di giocatori come Zubcic, Sokolowski, Pullen ed Ennis già bastava a dare l’idea di un team che, anche a scatola chiusa, poteva subito contare su importanti individualità. E le prime nove giornate sono state più di una conferma, visto che la Gevi è andata ben oltre le aspettative. 7-2 e primo posto in classifica: sconfitta solo da Brescia e dalla Virtus, con “Zuba” fino a quel momento miglior giocatore del campionato.
Proprio allora è arrivata la trasferta del PalaCarrara, rincontrando una Pistoia che poco meno di tre mesi prima non riuscì a battagliare a causa delle assenze di Moore e Varnado. Quest’ultimo sarebbe stato anche il grande assente della seconda sfida, con l’Estra che tornava proprio dal “Miracolo a Milano”. E proprio in una gara in cui tutto sembrava dover andare storto, con l’infortunio alla caviglia di Hawkins a complicare ulteriormente le cose, arrivò invece una rimonta di carattere. Un ribaltone firmato anche dal dolorante prodotto di Creighton e da capitan Della Rosa, in una serata davvero magica.
L’ORO DI NAPOLI
La sconfitta in via Fermi aprì un mese nerissimo per Napoli, che incappò in ben 4 ko di fila (Pistoia compresa). L’occasione capace di ridare slancio agli uomini di coach Milicic, oltre ai 4 successi consecutivi a cavallo tra le due metà di stagione, è stato l’arrivo dell’ex Varese Markel Brown, inizialmente in sostituzione dell’infortunato Jaworski e poi in pianta stabile. Aggiungendo infatti un giocatore più scafato in questa lega, sono tornati risultati e spettacolo.
Il tutto fino all’apice delle Final Eight di Coppa Italia, prendendosi prima gli scalpi della capolista Brescia e di Reggio Emilia e poi beffando in finale un’Olimpia Milano che sembrava essere tornata imbattibile. Un autentico capolavoro sportivo e un successo storico per un club passato anche per stagioni tormentate e terribili fallimenti.
Tutti gli stranieri sotto il Vesuvio ad oggi viaggiano sulla doppia cifra di media. L’ultimo arrivato Brown, in 12 gare, ha messo insieme 14.5 punti. Il migliore per valutazione rimane l’ex gialloviola Tyler Ennis, con i suoi 13.6 conditi anche da quei 6.7 assist che ne fanno il primo specialista del campionato. Le armi poi rimangono quelle già note: il tiro clutch di Pullen, l’ampiezza di tiro di cui dispongono Zubcic e Sokolowski e la presenza in area di Owens. Quando la palla arriva nel pitturato e tra le mani dell’atletico pivot prodotto di Texas Tech, nel 71.1% dei casi sono dolori.
OCCHIO ALLE SPALLE
Con 24 punti in tasca e un trofeo in bacheca, Napoli non può però distrarsi se non vuole correre il rischio di perdere il treno dei play-off, ossia dell’ultimo grande traguardo di questa stagione. I recuperi di squadre come Trento, Tortona, Sassari e la stessa Pistoia impongono infatti ai partenopei di non sentirsi con un posto nella griglia già prenotato. Le otto partite che mancano alla fine della regular season saranno fondamentali per cementificare il miglior piazzamento possibile, che dovrebbe coincidere con il quinto posto.
La sonora sconfitta subita proprio da Tortona dovrebbe fungere da sveglia a De Nicolao e compagni. Quindi al PalaBarbuto l’Estra non dovrà assolutamente passare: pena la possibile perdita di posizioni, fin quasi a scivolare fuori dalle prime otto considerando gli scontri diretti a favore sia dei toscani che dei piemontesi. Anche perché subito dopo ci sarà un dittico complicatissimo: prima Milano al Forum, poi Venezia in casa.
In seguito alla successiva trasferta di Varese, avrà inizio una serie di potenziali scontri diretti play-off contro Sassari, Trento e Reggio Emilia, per concludere infine il 5 maggio con il derby campano. Un calendario dunque che non concederà più di un passo falso, se l’obiettivo rimane regalarsi anche una bella post-season. A Napoli non vogliono smettere di sognare: Pistoia e tutte le altre che verranno da qui alla fine sono avvertite.



