Estra Pistoia, i ragazzi di Brienza fanno grandi sogni

Col successo di Napoli e a sette partite dalla fine, l’Estra ha adesso un nuovo obiettivo. Ma raggiungerlo non sarà scontato

“Forse peccano d’ingenuità, ma l’audacia le riscatta sempre non le fa crollare mai“: queste erano le ragazze di Edoardo Bennato, quelle che fanno grandi sogni. I ragazzi dell’Estra Pistoia non sono affatto diversi, anzi possiamo dire che hanno lo stesso identico spirito. Al PalaBarbuto ne abbiamo avuto l’ennesima e ormai non necessaria prova, in una gara vissuta costantemente sul filo del rasoio. 45 minuti di sofferenza, di colpi dati e presi, dove la prima ad abbassarsi è condannata. E il fatto che a cedere sia stata Napoli, ad un mese dalla vittoria della Coppa Italia e con quei giocatori a disposizione, dice tutto sulla forza dei biancorossi.

INGENUITÀ E AUDACIA

Napoli-Pistoia non è stata una gara tanto diversa da altre che abbiamo visto. La squadra di coach Brienza si è sempre dimostrata capace, con una difesa all’altezza, di contenere anche i migliori collettivi e singoli. E quelli della GeVi, di singoli, sono davvero ostici da affrontare: Pullen, Brown, Ennis per dire quelli più forti nell’uno contro uno, Sokolowski e Zubcic per citare quelli che hanno più soluzioni offensive. Il lavoro dei biancorossi su ognuno di loro è stato encomiabile, non tanto per le cifre che hanno potuto raggiungere quanto per non essere mai riusciti a trovare continuità.

Il problema però era riuscire ad affondare il colpo in una gara dove gli uomini di coach Milicic sono stati bravi, con concorso di colpa, a forzare le 21 palle perse da parte di Della Rosa e compagni. L’audacia di un underdog contro l’ingenuità di un gruppo giovane che a volte tende a non prendere le decisioni giuste quando ha la palla in mano. L’overtime, dove era lecito aspettarsi un’Estra ormai scarica e con energie fisiche e mentali in riserva, ha invece mostrato la maggiore voglia di questo team di raggiungere una vittoria che avrebbe rappresentato anche un importante verdetto per questa stagione.

Il killer instinct di Willis e Moore, il ritorno di Varnado ai livelli da MVP cui ci aveva abituato, la fisicità e la personalità di Wheatle e Ogbeide, l’abnegazione di Hawkins, la grinta di Saccaggi, Della Rosa e Del Chiaro. Lo abbiamo detto diverse volte, ma sono questi gli ingredienti della ricetta brienziana. Questi ragazzi che, a parte qualche dichiarazione degli americani, hanno tenuto per loro la convinzione di poter fare tutto e arrivare ovunque.

DALLA SALVEZZA AI PLAY-OFF

Ed eccoci qua, tutti. Chi scrive, chi tifa e adesso anche chi allena. Tutti allineati nel dire qual è l’obiettivo e tranquilli nel pronunciare quella parola: play-off. Alla buon ora, ironizzerà qualcuno, dimenticandosi che, in un campionato di questo livello, col mercato sempre aperto e con la stagione di una singola squadra che può svoltare con una sola partita, uscire definitivamente dal discorso salvezza può essere un’operazione davvero lunga. Staremmo ancora a parlare di “obiettivo minimo” o di “cosa fatta” se, dopo le sconfitte contro le big, ne fossero arrivate altre con Tortona, Cremona e Napoli? Se, invece di un 3-0 dopo la sosta, Pistoia si fosse trovata a dover giocare contro Treviso con altre sconfitte sul groppone?

Dare tutto per scontato, anche oggi, può nascondere delusioni dietro l’angolo. L’Estra ha adesso un vantaggio, ossia gli scontri diretti a favore con due serie pretendenti come Napoli e Tortona. Ma non è detto che alla fine siano loro quelle con cui giocarsi un posto nella griglia: ci potrebbero essere anche Reggio Emilia, Trento o Sassari, squadre contro cui è ormai impossibile o sarà estremamente difficile ribaltare la differenza canestri.

Della Rosa e compagni hanno adesso 7 partite per realizzare l’impensabile, un’altra volta in neanche un anno da quella promozione. Sì, anche adesso, dopo il successo esterno di Napoli. 7 gare che, prima, avrebbero avuto tutt’altro significato e che adesso tengono in bilico i biancorossi tra il concludere la stagione il 5 maggio o prolungarla ulteriormente. Una cosa è sicura: come lo è stato finora, sarà bellissimo osservare e raccontare questa bellissima cavalcata. I ragazzi di Brienza fanno grandi sogni: sempre più grandi, sempre più incredibili.

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