Alla luce dell’assenza della Pistoiese, il Fanfulla ha ripiegato su un allenamento in famiglia: un altro frame dell’horror a tinte arancioni
Col triplice fischio arrivato intorno alle 15:45, Vittorio Emanuele Teghille di Collegno ha posto fine ad una giornata di calcio surreale. Anzi, sarebbe meglio dire ad una giornata di “non calcio”. Perché ieri pomeriggio la “Dossenina” di Lodi non ha ospitato la partita tra Fanfulla-Pistoiese come da programma, bensì una sgambata in famiglia tra Fanfulla blu e Fanfulla bianco. Ciò che ormai era risaputo già da sabato pomeriggio è divenuto realtà: la Pistoiese, non presentandosi a Lodi, ha perso a tavolino, mentre i tre punti ottenuti d’ufficio dal Fanfulla consegnano la matematica salvezza al Guerriero. Al club arancione verrà inflitto anche un punto di penalizzazione, portando quindi a 31 i punti in graduatoria dell’Olandesina. A patto però che ci sia ancora qualcuno che pensa prioritariamente alla classifica.
Quanto successo a Lodi non ha niente a che vedere col calcio e soprattutto non ne sono assolutamente responsabili giocatori e dello staff tecnico che stanno provando a difendere fino all’ultimo i colori arancioni. Fino alla mattina di sabato quel che rimane della società ha tentato di trovare un mezzo per organizzare la trasferta, per poi arrivare ad un’amara conclusione: l’assenza di liquidità per pagare il pullman. Una situazione ai limiti del surreale di cui il gruppo squadra è la prima vittima. Ancora non è dato sapere cosa succederà nei prossimi giorni o se Matilda Jace, che formalmente seppur indagata rimane amministratrice del club, agirà in qualche modo. Ciò che è certo che è la regolarità della stagione è a forte rischio, in quanto alla prossima rinuncia la Pistoiese verrebbe esclusa dal campionato.




