Far giocare la Pistoiese in queste condizioni è una farsa e non c’entra nulla con lo sport. Serve ripartire da zero e occorre farlo il prima possibile
Di Fabio Fondatori
Sembrava di aver già toccato il fondo. E invece c’è chi ancora scava per rovinare l’immagine di Pistoia e della Pistoiese in tutta Italia. Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un teatrino con diversi attori (ex dirigenti della Pistoiese, qualche politico in cerca d’autore, qualche genitore disposto a tutto pur di far fare al figlio una presenza in più in Serie D, faccendieri vari, nani e ballerine) tutti impegnati a creare i presupposti per far giocare la partita della Pistoiese contro il Sangiuliano City.
Chiariamo il contesto. Se oggi la Pistoiese non gioca, sarà esclusa dal campionato e sarà revocata automaticamente l’affiliazione alla Serie D. E’ uno scenario che questi volenterosi vogliono scongiurare a dispetto di una situazione societaria disastrosa, di un’inchiesta della Procura in corso per bancarotta fraudolenta e di un contesto che non ha niente a che fare con lo sport e i suoi valori. È naturale porsi qualche domanda: cosa c’è dietro questo attivismo? Quali ragioni e quali interessi muovono queste persone? Qualcuno ha messo in mezzo il settore giovanile arancione, sostenendo che l’eventuale esclusione del campionato avrebbe determinato anche l’immediato stop dell’attività dei ragazzi. Non è vero. La Lega ha assicurato che l’eventuale decisione di esclusione riguarderebbe solo la prima squadra e il settore giovanile potrebbe proseguire l’attività e i campionati fino in fondo alla stagione. Altri stanno parlando di una trattativa per la vendita della società ad un fantomatico imprenditore del Nord Est che avrebbe trovato il denaro necessario a sostenere la squadra fino a fine stagione.
Ma la squadra non crede più a queste promesse, molti dirigenti si sono dimessi, i tifosi sono avviliti e sdegnati e la città intera è amareggiata e arrabbiata. Tutti contro, insomma, a parte questi volenterosi e qualche tifoso che, in una situazione del genere, ha messo mano al proprio portafoglio convinto di aiutare e fare il bene della Pistoiese e finendo invece per sovvenzionare una situazione che di normale non ha niente e che, come tale, non dovrebbe più essere considerata da nessuno. A questi pochissimi tifosi che ingenuamente si sono fatti trascinare dall’amore per la maglia arancione diamo un consiglio: andate a tifare gli Allievi della Pistoiese a Camaiore, con un pareggio si assicurano la vittoria del campionato con diverse giornate di anticipo. Perché sono loro, questi ragazzi, che rappresentano l’essenza dello sport, i suoi valori, e indossano con orgoglio e passione la maglia arancione.
La Pistoiese che dovesse scendere in campo oggi al Melani sarebbe protagonista dell’ennesima farsa che metterebbe ancora più in ridicolo questo simbolo sportivo in tutto il mondo del calcio italiano. E chi si è dato da fare per rendere possibile questo evento sarà complice. Non ci sono motivi plausibili per disputare una partita con un gruppo di ragazzi spauriti e demotivati se non quello di prolungare l’agonia di un simbolo sportivo in mano ad una società che non c’entra nulla con Pistoia, con lo sport e con i suoi valori. Sarebbe solo accanimento terapeutico perché, purtroppo, questa Pistoiese, dal punto di vista sportivo, è già morta. La dignità è stata persa quando una squadra costruita per vincere la Serie D è stata barattata con un nuovo gruppo rattoppato, con chi ha avuto il coraggio di venire a finire la stagione qua dopo che tutti i loro predecessori se ne erano andati, lamentando promesse disilluse e rimborsi non ancora arrivati. La regolarità del campionato non c’è già più, perché in una gara la Pistoiese ha schierato la Juniores e in un’altra non si è proprio presentata in campo. Dunque, forma e sostanza ad oggi collimano nell’essenza del nulla.
A Pistoia Sport non interessa sostenere oltre questo teatrino. Oggi i giornalisti di Pistoia Sport saranno allo stadio per fare la cronaca di questa specie di partita, se sarà giocata. Com’è giusto che sia dal punto di vista deontologico e, soprattutto, per il rispetto che abbiamo nei confronti della Pistoiese e della professione.
A Pistoia Sport interessa soprattutto che si chiuda al più presto questo capitolo indegno della storia e dei valori rappresentati dalla Pistoiese. È brutto dirlo, ma questa Pistoiese deve morire. La verità, dura e cruda, è questa. Perché siamo già andati ben oltre il salvabile e non c’è più niente che resti dentro la magica maglia arancione. Chi parla di stagione da finire, salvataggio della categoria e del titolo, non ha ancora compreso pienamente lo stato dell’arte e tutto quello che in pancia si porta dentro l’Olandesina. E non sono soltanto i debiti. Perché c’è anche tutto quello che di qui in avanti emergerà dall’indagine portata avanti dalla Procura di Pistoia e quello di cui saranno chiamati a rispondere tutti quelli che negli ultimi due anni hanno accompagnato per mano l’Olandesina, sedendosi e facendosi andare bene chi c’era, pur sapendone il curriculum e pur vedendo cosa veniva fatto e pure con l’aggiungersi di indagini e inchieste, una sopra l’altra, in giro per tutta l’Italia.
E di salvabile, oggettivamente, non c’è più niente. Men che meno i valori morali che stanno dietro pagliacciate come l’eventuale partita di oggi. Da qualche giorno di pallone non si parla più, non interessa l’avversario, lo stato di forma della squadra e l’umore alla vigilia della prossima sfida. Il pallone è forato, trinciato e non rimbalza più: chiamare questo calcio è offensivo e irrispettoso verso lo sport per eccellenza degli italiani. E c’è una questione di legalità e di moralità che riguarda Pistoia e la Pistoiese. Valori che vanno ricostruiti anche nell’immagine della Pistoiese a livello nazionale e che devono essere messi al centro di qualsiasi nuovo progetto. Il nostro auspicio è che arrivi prima possibile la parola fine a questo orrendo capitolo della storia centenaria di un simbolo sportivo nel cuore di tutti noi.
Deve iniziare una nuova stagione e, sia chiaro, Pistoia Sport non fa il tifo per nessuno. La lezione di questi anni deve servire: chi non metterà al centro la pistoiesità, i valori dell’onestà e dello sport non rappresenterà la storia della Pistoiese.




