La determina arriva ad un mese dalla precedente in cui si chiedeva il pagamento del debito con una tempistica che desta riflessioni
Ad un mese dalla determina del 22 marzo scorso in cui l’amministrazione comunale chiedeva alla Pistoiese di pagare in un’unica soluzione – entro dieci giorni – l’intero ammontare del debito (37.411,92 euro) accumulato per la mancanza dei pagamenti per l’utilizzo degli impianti sportivi, l’Ing. Nobili Francesca ha emesso una nuova determina comunicante la revoca parziale della concessione d’uso degli impianti sportivi comunali alla prima squadra. Come allora e ancor di più oggi – visti i recenti accadimenti maturati attorno alla società arancione – la cifra non è stata saldata.
La Pistoiese non potrà dunque più usufruire dello stadio Marcello Melani né del prato del Turchi. Una domanda a questo punto sorge spontanea. A chi sarebbe stato revocato l’utilizzo dei suddetti impianti? Una prima squadra della Pistoiese difatti al momento non esiste più. Il club è stato escluso dalla Serie D e di conseguenza nessuno avrebbe comunque sfruttato quegli spazi. L’immediato pensiero è quello che il provvedimento dell’amministrazione comunale sia arrivato quanto meno in ritardo rispetto alla sua efficacia nei fatti. La determina – emessa nella giornata di lunedì – arriva a stagione finita e con la strada verso il fallimento del’Us Pistoiese che imperversa.
Non è tutto però. Oltre ai campi da gioco, dovranno essere liberati anche gli uffici di Via delle Olimpiadi, con un tempo massimo di 60 giorni dal provvedimento. L’indiziato ad intervenire sulla situazione potrebbe essere il curatore fallimentare, la cui nomina è prevista per il prossimo 14 maggio. Dopo la nomina, se non dovessero esserci ulteriori novità, potrebbe essere proprio lui ad occuparsi del club fino al momento della liquidazione giudiziale.




