Pistoia, Mino Taveri: «Stagione eccellente. Brescia? Gara 1 darà risposte»

Il noto giornalista sportivo si è espresso sulla sfida play-off e non solo: «Passaggio di quote? Chi investe nel basket è sempre il benvenuto»

Giornalista e conduttore televisivo, Cosimo Taveri, per tutti Mino, è un volto notissimo del giornalismo sportivo italiano. Nelle numerosi emittenti per cui ha lavorato durante la sua lunghissima carriera, Taveri si è occupato tanto di calcio quanto di basket, raccontando gli eventi più seguiti dello sport mondiale. Nel 2005 approdò a Sport Mediaset, della cui redazione è tutt’ora uno dei giornalisti principali. Da questa stagione fa parte della scuderia di telecronisti di DAZN per le gare di Serie A di basket. Per l’emittente ha commentato spesso anche le sfide del Pistoia Basket, proprio quest’anno tornato sul massimo palcoscenico nazionale.

Dopo aver commentato l’ultimo match di regular season contro Varese, Taveri sarà il telecronista di DAZN anche per Gara 1 dei play-off che i biancorossi disputeranno contro Brescia. Dopo aver osservato da vicino Pistoia nell’arco di tutta la stagione e pronto a raccontare almeno il primo atto dei quarti di finale, abbiamo deciso così di interpellare l’espertissimo collega sulla stagione dei ragazzi di coach Brienza, neopromossa Cenerentola ai play-off contro la Germani. Tra duelli individuali e forza del gruppo, abbiamo chiesto a Taveri anche un pensiero generale sul campionato ed infine sugli investitori americani entrati nella società del Pistoia Basket.

Partendo da underdog, Estra è riuscita a sovvertire tutti i rankings che la vedevano papabile retrocessa conquistando addirittura i play-off. Come valuti la stagione di Pistoia?

«Valutarla è semplice: stagione eccellente. Ritengo che Pistoia e Cremona siano le vere rivelazioni della stagione regolare, al pari di Brescia, che aveva comunque un roster di alto livello. Ma l’ottimo lavoro fatto dalla società toscana parte da lontano, già dallo scorso anno con la promozione in Lega A e la capacità di costruire e poi mantenere sano un roster che è un mix di talento ma anche sacrificio, requisiti necessari per squadre che non sono di prima fascia».

Chiusa la regular season, Pistoia affronterà Brescia ai quarti di finale. Come pensi possa svilupparsi la serie a partire da Gara 1 al PalaLeonessa?

«È chiaro che i lombardi partono favoriti, hanno un roster più profondo e hanno condotto una stagione regolare sempre nelle zone alte della classifica. Credo che l’ultima brutta sconfitta contro Varese possa essere stata salutare per i ragazzi di Brienza, ai quali si poteva comunque concedere un attimo di relax e calo di motivazioni, ora sanno di dover ripartire. La pressione sarà ovviamente sulle spalle di Brescia, Pistoia dovrà stare molto attenta ai primi minuti del match, è lì che la squadra di Magro spesso indirizza le sue partite, in casa Della Valle moltiplica le prestazioni e Bilan diventa spesso immarcabile, per cui Ogbeide avrà il suo bel da fare. E poi Moore dovrà capire che il campionato non è ancora finito…».

La Germani parte con il favore del pronostico ma Pistoia ha dimostrato di essere una mina vagante già in regular season. Potranno esserci sorprese anche ai play-off?

«Che possa essere la mina vagante non c’è dubbio, ma questo non vuol dire che sia operazione facile sbarazzarsi di Brescia. I risultati della stagione regolare non fanno più testo, nei playoff entrano in campo altri fattori, non ultimo avere gente che è abituata a giocare il dentro/fuori. Gara-1 darà molte risposte sull’andamento della serie».

Tanti duelli sul parquet, uno anche in panchina. Pistoia-Brescia sarà anche una sfida a scacchi tra Nicola Brienza e Alessandro Magro. La sensazione è che fra i due possa uscire anche il vincitore del premio dedicato al miglior allenatore dell’anno.

«Ho grande stima per Magro, coach che ha saputo tenere i nervi saldi in passato quando le cose sembravano mettersi male, grazie anche a una società che lo ha supportato in quei momenti. È fuori discussione che la Germani abbia prodotto per gran parte della stagione il basket più bello, nella fase finale della regular season credo siano mancate solo le energie fisiche per tenere il ritmo infernale del suo gioco. Però confesso di aver votato, nel panel giornalisti degli Awards, per Nicola Brienza, proprio per quello che dicevo prima, per la sua capacità di guidare una squadra allo stesso modo in due campionati differenti come la A2 e la Lega A, due mondi diversissimi dove la gestione del roster è fondamentale. E comunque parliamo sempre di un tecnico di estrazione canturina, da quelle parti il basket lo conoscono molto bene».

Due gruppi molto forti e coesi. Pistoia e Brescia si affronteranno con lo stesso roster costruito in estate. Sicuramente una caratteristica particolare considerando il tanto mercato fatto dalle altre società.

«Sintomo di grande preparazione ma anche di fortuna, la scelta dei giocatori stranieri si rivela sempre un rebus al momento di comporre i roster. Nel basket di oggi avere società dalle idee chiare e soprattutto in grado non di vivere alla giornata ma di progettare a lunga scadenza è fondamentale. Purtroppo, in un mondo in cui ogni anno sei costretto a rivoluzionare il roster e ripartire da zero, le incognite sono sempre dietro l’angolo e non sempre le cose vanno come uno spera. Personalmente, nel caso di Pistoia, mi piace sottolineare l’importanza e la fiducia che la società ha voluto riporre su giocatori di una straordinaria importanza come Della Rosa e Del Chiaro. E, si sa, quando hai gli italiani di spessore hai fatto già un gran passo avanti».

Milano e Bologna ai lati opposti del tabellone. Alla fine anche quest’anno la finale scudetto sarà cosa loro?

«Milano avrà una gran voglia di riscattare il resto della stagione non all’altezza della sua fama…e del suo roster. Bologna ha confermato nel finale di stagione di aver recuperato le tante energie spese in una Eurolega di altissimo livello. Tutto lascia come sempre prevedere una finale scudetto tra di loro, eppure quello che è successo in regular season può dare indicazioni importanti: squadre come Venezia e Brescia possono dar filo da torcere alle favorite, e sono curioso di capire che ruolo potrà recitare Tortona. Per il resto è stato un campionato come sempre equilibrato e incerto, lo dimostra l’innalzamento della quota salvezza e il thrilling finale».

Per chiudere torniamo su Pistoia, questioni extra-campo. È ufficiale il passaggio di quote del Pistoia Basket agli investitori americani della East Coast Group, con l’ex cestista dell’Olimpia Pistoia Ron Rowan in prima fila. Cosa significa per il basket nazionale (e lo sport) e per il club biancorosso?

«Allora: ho sempre creduto che gli investitori stranieri puntino a subentrare nel nostro sport, calcio e basket in particolare, in primis perché i loro obiettivi sono chiari, ovvero, investire nelle strutture e creare lo show business, aspetto tipicamente a stelle e strisce. Purtroppo poi arrivano spesso a scontrarsi con la miriade di ostacoli della burocrazia italiana che spesso li fa anche desistere, è già successo nel calcio. Non so nel dettaglio quali sono le loro reali intenzioni a Pistoia, ma ben vengano, di questi tempi chi ha voglia di investire nel basket è sempre il benvenuto».

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