Da definire il futuro di Brienza e Sambugaro: «Abbiamo un altro anno di contratto. Siamo in una fase di studio. Poi la proprietà farà una scelta»
Ci vorrà ancora un po’ di pazienza per scoprire se il Pistoia Basket ripartirà o meno nella prossima stagione dal duo Nicola Brienza-Marco Sambugaro, uno dei segreti – se non il principale – della fenomenale cavalcata dei biancorossi fino ai playoff. Sia il coach che il direttore sportivo hanno ancora un anno di contratto, ma il futuro di entrambi deve essere definito. Già, perché tutto dipenderà da quella che sarà la decisione ultima della nuova proprietà americana, e in particolare di Ron Rowan, presente in città per conoscere più approfonditamente l’ambiente e delineare le strategie. «La proprietà vuole capire dove è arrivata e quali sono le dinamiche all’interno del club – racconta Sambugaro – Non c’è ancora niente di deciso: Rowan è una persona molto attenta meticolosa. E’ intenzionato a conoscere chiunque lavora dentro la società prima di fare delle scelte. Ci sarà bisogno di un po’ di tempo, ma mi aspetto che non si vada oltre la metà del prossimo mese».
Possibile che il futuro di Sambugaro e quello di Brienza siano legati? «Onestamente non lo so. Siamo davvero in una fase di studio. Ma è normale che sia così: è vero che Rowan ha giocato in Italia e a Pistoia, ma lo ha fatto tanti anni fa. E’ come se fosse arrivato in un Paese che non conosce, perché le dinamiche rispetto ai suoi tempi sono decisamente cambiate». Ma fosse per lui, l’ex Biella resterebbe ancora in biancorosso? «Io darò sempre il massimo. Ma ho bisogno di sapere chi saranno le persone al mio fianco, quali saranno gli obiettivi, la linea societaria. Spero e penso che presto la proprietà terrà una conferenza dove spiegherà quali sono i suoi piani per il futuro».
In attesa che si arrivi ad un dunque, la mente non può che tornare a quanto di buono fatto in una stagione che Sambugaro ha definito «irripetibile» subito dopo gara 3 con Brescia. «Questo è stato un anno da favola. Bisogna ricordarsi la base di partenza, quando qualcuno rideva dando un’occhiata al nostro roster e ci dava già per spacciati. Abbiamo raggiunto obiettivi sportivi di altissimo livello, vedi la qualificazione alla Final Eight, ai playoff e potenzialmente all’Europa. E lo si è fatto con pochissimo. In più – continua Sambugaro – si è creata una simbiosi fra tutte le parti in causa. I tifosi hanno percepito la difficoltà di budget e si sono messi l’elmetto in testa per scendere in campo con la squadra. Anche fra i ragazzi è nato un rapporto unico. Hanno giocato con passione, senso di appartenenza».



