L’inglese Mark Cavendish, che da quindici anni abita a Quarrata, ha superato il record che condivideva col Cannibale Eddy Merckx
Mark Cavendish è entrato nella leggenda del Tour de France. Ieri, all’età di 39 anni, Cannonball ha infatti ottenuto, con la volata a Saint-Vulbas, la trentacinquesima vittoria di tappa alla Grand Boucle che gli ha finalmente permesso di superare il record di Eddy Merckx che aveva eguagliato nel 2021. Un’impresa, quella di tre stagioni fa, che pareva già sufficiente per archiviare una carriera fantasmagorica. Non a caso lui stesso aveva annunciato la scorsa primavera il ritiro dopo un’altra magica giornata: il successo a Roma nel gran finale del Giro d’Italia.
Lasciare da vincente pareva il miglior saluto. Invece, forte della fiducia dell’Astana Qazaqstan (il team col quale Vincenzo Nibali ha vinto nel decennio scorso due Giri, il Tour 2014 ed il Tricolore), Cavendish ci ha poi ripensato ed ha deciso di concedersi un ultimo tentativo. A distanza di quasi un anno, si può dire che tale ritorno sui propri passi non poteva essere più azzeccato.
DALLE FATICHE SUL GALIBIER ALLO STORICO TRIONFO
La storia di questa Grand Boucle unica di per sé, sia per la partenza da Firenze che per la conclusione a Nizza e non a Parigi per la concomitanza con le Olimpiadi, era iniziata con la presentazione nella bellissima cornice del Piazzale Michelangelo. Al momento del suo ingresso con l’Astana Cavendish, che conosce benissimo le strade toscane poiché abita da quindici anni a Quarrata, è stato fra i più celebrati dal folto pubblico.
Una carica che tuttavia non era servita lunedì quando, nella prima vera frazione per velocisti da Piacenza a Torino, l’eritreo Biniam Girmay aveva battuto tutti nel capoluogo piemontese. Cavendish, nonostante la fatica nella tappa alpina di martedì dove ha rischiato di uscire di scena per il tempo massimo, ha quindi messo nel mirino la quinta tappa, la Saint-Jean-de-Maurienne – Saint-Vulbas.
Una volata che si preannunciava ricca di colpi di scena e che non a caso ha visto la brutta caduta del belga Jasper Philipsen, uno dei favoritissimi della volata. Cannonball, che aveva tra l’altro battezzato la ruota del rivale poi finito a terra, è riuscito comunque a farsi spazio, si è messo in testa poco prima dell’incidente e non s’è più voltato. A 16 anni dalla prima volata benedetta a Châteauroux, il campione dell’Isola di Man è entrato nella leggenda del Tour.
CAVENDISH SI RITIRERÀ O PROVERÀ A VINCERE A 40 ANNI?
Dopo il Mondiale 2011, le molteplici vittorie in pista (tra cui l’argento alle Olimpiadi di Rio nell’Omnium in cui solo Elia Viviani riuscì a batterlo) e le diciassette tappe al Giro, Cavendish entra nella storia del ciclismo superando uno dei record più longevi del Cannibale Eddy Merckx che si era fermato a 34 successi di tappa (l’ultimo avvenne nel 1975).
La domanda sorge spontanea: a Cannonball basterà per appendere la bici al chiodo? Molto probabilmente sì considerando il ripensamento quasi all’ultimo minuto dello scorso anno. Tuttavia chissà se avrà voglia di entrare nella storia con un’altra impresa: trionfare a 40 anni compiuti. Solo il futuro ci svelerà quali saranno i suoi piani, ma di certo possiamo dire che sulle strade di Quarrata e della Toscana è passato, ci passa e ci passerà l’uomo che ha vinto al Tour come nessun altro.



