Tre big in attacco per la Pistoiese: Cardella e Tascini reduci da un’annata incredibile, Sparacello torna dopo sette anni con più esperienza
FEDERICO CARDELLA
Il classe 1994 Federico Cardella arriva dalla Nocerina, squadra con la quale si è laureato capocannoniere del girone G di Serie D durante la scorsa stagione grazie alle 20 reti da lui messe a segno. Il feeling della punta romana con il gol è cosa nota, tanto che, prendendo in esame i dati dell’intera carriera e considerando il numero totale di reti e quello di minuti in campo, si ottiene l’invidiabile media di una marcatura ogni due match…a testimonianza del perché Cardella è considerato uno dei migliori bomber della categoria.
Tornando alla scorsa annata, il nuovo attaccante della Pistoiese l’ha trascorsa tra Ostiamare Lido e, appunto, Nocerina. Coi biancoviola – tra campionato e Coppa – ha disputato 14 partite segnando 11 volte, mentre coi rossoneri i match giocati sono stati 19, con altre 11 reti messe in saccoccia. Per caratteristiche, il classe ’94 non è un’attaccante a cui piace “fare capanno” in area: le sue doti tecniche, infatti, lo rendono anche un ottimo regista aggiunto, tanto che spesso gli capita di abbassare il proprio raggio d’azione in modo da rendere più fluido il fraseggio coi compagni. Il gioco spalle alla porta e le sponde per l’inserimento dei centrocampisti sono per l’appunto tra le cose che riescono meglio a Cardella.
Il percorso di Cardella, nonostante la clamorosa stagione andata in archivio, non è stato tutto in discesa: dopo essersi scottato in seguito al primo e unico contatto col professionismo, infatti, il bomber aveva addirittura pensato di smettere, salvo poi rimboccarsi le maniche e decidere di ripartire dall’Eccellenza. Da qui, grazie ad una vera e propria rinascita, è approdato in Serie D, divenendone autentico dominatore. Com’è possibile notare dal video sottostante (con la compilation di tutti i gol della passata stagione), tra l’altro, il repertorio del futuro attaccante arancione è assai vasto. Colpo di testa, botta da fuori, freddezza nell’area piccola…tutte frecce nella faretra di Cardella.
ALESSANDRO TASCINI
Alessandro Tascini, esperta punta centrale, è un classe 1992 nato a Todi, collinare città dell’Umbria che tra l’altro ha dato i natali al celebre Jacopone, uno dei massimi poeti italiani della seconda metà del 1200. Sempre a proposito di Todi, nel 2015 Tascini è stato insignito del “Pallone d’oro” del calcio umbro dopo aver segnato 16 gol in Eccellenza con il club della propria città natale. Il classe ’92, comunque, arriva all’ombra del “Melani” dopo l’anno passato a Città di Castello, dove col Trestina ha collezionato in totale 32 presenze, 15 gol e 7 assist, a testimonianza non soltanto della sua vena realizzativa, ma anche dello spirito di cooperazione coi compagni.
Nonostante non sia più un ragazzo alle prime armi, quando in stagione il bomber umbro è partito dall’inizio è praticamente sempre rimasto in campo per tutti i 90 minuti, divenendo a dir poco imprescindibile per l’economia della squadra. Anche per lui, così come per Cardella, quello passato si tratta del miglior campionato della carriera: col Bastia i gol segnati erano stati 3 in più, è vero, ma gli assist addirittura 6 in meno. L’annata in bianconero, in tal senso, ha dunque certificato la maturazione di Tascini anche da questo punto di vista, maturazione che non a caso lo ha reso il calciatore del girone E più incisivo per la propria squadra. Nella speciale classifica stilata da NotiziarioCalcio, infatti, l’attaccante del Trestina è in testa per percentuale di partecipazione alle reti segnate dalla propria compagine nel campionato di Serie D (tenendo in considerazione sia i gol che gli assist) col 51,2 %.
Giacomarro, schierandolo a fianco di Cardella, vede in Tascini una punta mobile capace di svariare su tutto il fronte offensivo. Anche in allenamento, infatti, il dialogo fra i due attaccanti arancioni ha evidenziato quali dovrebbero essere i loro compiti, con l’ex Nocerina come vero e proprio riferimento centrale, e con l’ex Trestina libero di muoversi maggiormente puntando anche palla al piede la linea difensiva. Almeno sulla carta, dunque, la coppia d’attacco così composta sembra essere ben assortita.
CLAUDIO SPARACELLO
Claudio Sparacello, classe 1995 di Palermo, ritorna a Pistoia dopo sette anni, avendo già vestito la casacca arancione per 6 mesi dal febbraio al giugno del 2017. Arrivato dal Roma City (con il quale ha concluso il campionato al quinto posto nel girone F), Sparacello vanta in carriera 161 apparizioni in Serie D e 117 in Serie C. Nell’ultima stagione in 33 presenze totali ha messo insieme 7 gol e 3 assist, non certo numeri da capogiro. Così come non furono esaltanti anche i dati della sua prima esperienza con l’Olandesina: 4 partite disputate dall’inizio, 5 da subentrato, 7 volte in panchina e zero reti messe a referto.
All’epoca, con la Pistoiese in Lega Pro, l’attaccante siciliano non riuscì a lasciare il segno, cosa che invece adesso si augura di fare a distanza di tanto tempo da quella “prima volta”. Andando a ben vedere, effettivamente, Sparacello non è mai stato un vero e proprio bomber implacabile: in carriera, infatti, l’annata più prolifica è stata quella 2022/23, quando con il Nola il classe ’95 mise insieme 10 gol e 5 assist. Inevitabilmente, quindi, rispetto a Tascini e Cardella, Sparacello parte dietro nelle gerarchie, anche se la sua indubbia esperienza potrà certamente tornare utile in molte occasioni. Il percorso della nuova punta arancione è infatti assai curioso: partito a giocare in giardino col proprio fratello – Daniele -, Sparacello, cognome che in siciliano connota un ortaggio simile ai broccoli, viene acquistato dal Palermo, giocando inizialmente davanti alla difesa vista la stazza.
Fu in una partita contro la Reggina, nei Giovanissimi Nazionali, che mister Dario Golesano decise di provarlo attaccante…alla luce dei due gol realizzati, era chiaro che quello sarebbe stato il suo ruolo da lì in avanti. A 16 anni, però, i rosanero gli chiudono la porta in faccia, costringendolo ad andare lontano da casa per farsi le ossa in Serie D. L’annata ad Ancona, in compenso, andò talmente bene che successivamente a chiamarlo fu addirittura il Torino, per giocare in Primavera. Da menzionare, nel percorso della punta, anche la parentesi in Serie B al Trapani, con il quale esordì (nel settembre del 2015) grazie a Serse Cosmi, allora allenatore dei granata.




