Saccaggi: «Aiuteremo coach Markovski ad inserirsi e a conoscerci»

Parola al leader Saccaggi: «Della Rosa? Opportunità meritata. L’addio di Calabria? Cose che i giocatori non possono controllare»

Mentre in casa Estra Pistoia si è ormai definito un nuovo cambiamento, la parola passa a colui che è una delle costanti della storia recente del club, ossia Lorenzo Saccaggi. Naturalmente i contenuti e le relative domande non possono mancare e la parola di un leader dello spogliatoio è senza dubbio quella che può aiutare a comprendere al meglio, nei limiti della sacralità del locker room, il momento che vive squadra biancorossa. In prima battuta il presente, dalla domenica vittoriosa contro Reggio Emilia con coach Tommaso Della Rosa in panchina all’insediamento di Zare Markovski come nuovo allenatore.

«L’abbraccio con Tommaso e la vittoria sono stati un bel finale in una giornata molto emozionante – così il play dell’Estra -. Sia lui che noi come squadra meritavamo questa soddisfazione. Tommy di più, però, perché si è guadagnato questa opportunità: è un allenatore bravo e dotato di una forte personalità. È stato un momento di grande felicità, anche nel vedere il pubblico capire la situazione e darci il solito apporto. Della Rosa si è inserito in una situazione complicata, inutile nasconderlo, e non si è tirato indietro. Le sue qualità si vedevano già anche da assistente: non parlo di tecnica, ma del modo in cui si è approcciato al ruolo in una partita così difficile. Anche ora, con il nuovo coach, la sua conoscenza nei nostri confronti sarà fondamentale».

«Markovski? Penso che la sua lunga esperienza lo abbia spinto ad entrare nel nostro contesto in punta di piedi, senza sconvolgere i nostri equilibri. La nostra è una squadra che, nonostante le difficoltà, ha comunque trovato una via e lui sta rispettando la direzione che abbiamo preso. Poi è ovvio che la sua idea di basket dovrà piano piano trovare spazio, ma questo si vedrà giorno per giorno. Da parte nostra ci sarà comunque la responsabilità di aiutarlo a conoscerci nel minor tempo possibile».

L’ADDIO DI CALABRIA E LA REAZIONE

Più facile, o forse no, parlare del passato, seppur recentissimo. La giornata di martedì si è chiusa non solo con l’annuncio di Markovski, ma anche con la società che ha chiuso definitivamente il rapporto con Dante Calabria ricorrendo al licenziamento per giusta causa. Lasciando in sospeso qualsiasi tipo di giudizio su una vicenda che certamente non si chiuderà qui, la reazione sul campo dei biancorossi alla situazione vissuta per settimane è stata potente e decisa. E il merito va soprattutto ai beniamini Della Rosa e Saccaggi, che sul parquet contro Reggio Emilia si sono confermati leader emotivi dell’Estra.

«L’addio di Calabria? L’abbiamo vissuto come fanno dei professionisti. Alcune cose non si possono controllare e i giocatori devono continuare a giocare. È passato poco tempo e tutto si è consumato in modo talmente veloce che è difficile dare dei giudizi, ma resta il dispiacere per la persona. Non nascondo che questo periodo abbia inciso molto nella nostra crescita come squadra: è ovvio che questi cambiamenti non fanno bene, ma anche che c’era bisogno di trovare una quadra. Penso che proprio in questi momenti un team può decidere di fare ancora più quadrato o di disunirsi completamente. La classifica per ora ci sorride ma non voglio sbilanciarmi, visto che i cambiamenti sono ancora in divenire e dopo tre vittorie non puoi certo considerarti un fenomeno».

«Io e Gianluca, come anche Gabriele (Benetti, ndr), siamo tenuti a dare l’esempio e per noi questo è un vanto e un onore: avere responsabilità è una cosa sempre positiva e un modo per crescere. Io e “Della” siamo stati molto contenti di far sentire in campo questo nostro senso di appartenenza, ma anche altri elementi della squadra sono stati bravi nel fare un passo in più. Lo stesso Benetti, anche se non ha potuto giocare molto, in settimana è sempre prezioso nel dare a tutti noi degli obiettivi in termini di intensità difensiva e di tante altre cose fondamentali. I meriti dunque vanno divisi, tra noi che cerchiamo di infondere questo spirito e coloro che ci seguono».

UN RECORD CHE SI AVVICINA

Ma rimanendo sul solo Saccaggi, l’ultima settimana è stata importante anche a livello personale. A Varese, pur nella sconfitta, ha realizzato il proprio career high in Serie A, ma ciò che ormai si avvicina sempre di più sono le 260 presenze con la canotta di Pistoia che lo renderebbero il recordman assoluto nella storia del club di via Fermi. Superando tra l’altro il suo ex compagno e capitano ai tempi del suo debutto tra i grandi, Fiorello Toppo.

«Cosa provo a riguardo? Cerco di non pensarci, perché sono abituato a ragionare di domenica in domenica – ha così concluso “Lollo” Saccaggi -. Sono già orgoglioso di quanto ho raccolto finora con questi colori addosso, sia in termini di presenze che di risultati. Chi mi conosce e mi ha visto crescere qui sa già quanto sia stata importante la mia storia in questa città, non solo da giocatore ma anche come uomo. Qui ho stretto amicizie che vanno aldilà della pallacanestro e per me Pistoia rappresenta qualcosa di viscerale, che quasi non si può spiegare. Poi è ovvio che diventare il recordman all-time di presenze sia un altro motivo di orgoglio».

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