CQS, Niccolai ci crede: «La salvezza è alla nostra portata»

«Con Montuori inizio sfortunato, ora abbiamo trovato un’identità»: così Lorenzo Niccolai, co-capitano del CQS

La stagione de CQS era iniziata con una lunga serie di pareggi, ai quali è seguita un’altrettanto lunga serie di sconfitte, con tanto di cambio in corsa sulla panchina. La “cura Montuori” ha però dato i suoi frutti al termine del girone d’andata, terminato con due pareggi ed una netta vittoria nel derby col Tempio Chiazzano. Lorenzo Niccolai, co-capitano della squadra insieme a Cerretini, è intervenuto ai nostri microfoni per fare il punto della situazione in casa giallo-rossoverde.

PERIODO BUIO ORMAI LONTANO?

«Abbiamo chiuso il 2024 con una serie di risultati positivi e siamo riusciti ad iniziare il 2025 con una vittoria veramente bella in casa della capolista – inizia Niccolai – Contro il Capezzano Pianore siamo scesi in campo senza paura e, dopo un primo tempo tutto sommato equilibrato, siamo venuti fuori alla grande. Sbloccarla a pochi secondi dall’intervallo ci ha fatto capire che poteva essere la giornata giusta per fare il colpaccio, e così è stato. Al rientro dagli spogliatoi un po’ abbiamo subito il loro gioco, ma del resto erano primi per un motivo. Bacci però ci ha salvati in più di un’occasione e noi siamo riusciti a raddoppiare il vantaggio con un altro bel gol. Sul 2-0 abbiamo addirittura sbagliato il rigore del definitivo ko, ma la partita era ormai indirizzata. Sapevamo che ci sarebbe stato da soffrire, ma l’avevamo preparata per ripartire in contropiede e così è stato».

CAMBIO IN CORSA

«Quando arriva un nuovo allenatore noi giocatori, magari anche inconsciamente, ci sentiamo in dovere di dimostrare qualcosa. L’arrivo di Montuori ci ha fatto svoltare, ma con Mangoni il rapporto umano c’era. Purtroppo il vecchio mister ha, secondo me, pagato i troppi pareggi di inizio anno. Eravamo entrati in una sorta di circolo vizioso dal quale non riuscivamo ad uscire e vincere sembrava quasi impossibile. Il cambio in panchina ci è servito – ammette Niccolai – Abbiamo capito che per risalire la classifica serviva un approccio diverso e ci siamo messi totalmente a disposizione. Già col Capannori si erano visti dei miglioramenti, ma la rimonta subita nel finale ha rovinato quanto fatto nel resto della partita. La differenza più netta rispetto alla vecchia gestione è che adesso siamo noi a decidere l’andamento della partita. Il nostro stile di gioco non cambia in base all’avversario: contro il Tempio, ultimo, e contro il Capezzano Pianore, primo, abbiamo approcciato la sfida alla stessa maniera. Il merito va a mister Montuori: è stato lui a darci un’identità».

IDEE CHIARE

«Voglio essere chiaro: il buon periodo di forma non deve farci abbassare la guardia. L’obbiettivo primario era e resta il raggiungimento della salvezza. La nostra fortuna è che la classifica è ancora molto corta e, facendo risultato nelle prossime due/tre uscite, potremmo agganciarci alla zona di mezzo tra playoff e playout. Per pensare a qualcosa di più è presto. Quanti punti servono per mantenere la categoria? Secondo me 35 possono bastare. Manca ancora tutto il girone di ritorno e molte sfide importanti, tra cui quella di domenica prossima, saranno da affrontare in casa. Col Pieve Fosciana sarà dura – sottolinea Niccolai – Preparare una sfida con la capolista è molto più facile, le motivazioni vengono in automatico. Le squadre della Garfagnana sono sempre toste: conoscono la categoria e sanno come renderti dura la vita. Mi aspetto un avversario chiuso e difficile da sorprendere. Sono però sicuro del fatto che un’eventuale vittoria rappresenterebbe per noi la definitiva svolta. Ci agganceremmo alla metà classifica, che è dove vogliamo stare, e distanzieremo la zona pericolosa di parecchi punti».

L’IMPORTANZA DELLA FASCIA

«Essere il capitano di una squadra è sempre una bella responsabilità, a prescindere dalla categoria. Al CQS ci siamo io e Cerretini che, essendo qua da più tempo, sappiamo come gestire l’ambiente e le dinamiche che lo circondano. Prima c’era anche Matteo Mangoni, ma a dicembre è andato via e ora siamo rimasti in due. Nei momenti di difficoltà cerchiamo di dare l’esempio, ma per fortuna nel nostro gruppo ci sono tanti giocatori esperti come noi. Bacci, Dragomanni, Agostiniani, Begliomini e anche altri hanno diversi campionati alle spalle e sanno come comportarsi in certi momenti. Il gruppo è molto omogeneo e anche gli ultimi arrivati si sono integrati fin da subito. Tanti dei ragazzi sono della zona e questo rende le cose più semplici. Chiaro che quando le cose andavano male c’era meno entusiasmo, ma facendo gruppo siamo riusciti a trovare una quadra – conclude Niccolai – Ognuno di noi dà il massimo e nessuno ha mai remato contro l’allenatore o la dirigenza».

Gabriele Cecchi
Gabriele Cecchi
Nato nel 2001, laureato in Scienze della Comunicazione. Da sempre grande appassionato di sport e scrittura. Una domenica senza calcio non merita di essere vissuta.

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