L’ala della Fabo, appena rientrata in campo dopo un mese e mezzo ai box: «Siamo più compatti e solidi: pensiamo una partita alla volta»
Arrivati esattamente a metà della regular season è tempo come sempre di fare bilanci. C’è chi è soddisfatto e chi non lo è per niente, poi c’è chi si pone a metà strada come la Fabo Herons Montecatini. Ovviamente il giudizio non può che essere positivo, però c’è la sensazione che si poteva fare qualcosina in più a livello di rendimento in campo e di punti in classifica. Il fatto che ci sia tutto un girone di ritorno per trovare quel quid che sta mancando è fonte di speranza una Fabo che si sta comunque confermando tra le grandi del campionato e che vuol continuare a farlo già dalla prossima giornata sul difficile campo di Caserta.
IL GUIDIZIO SUL GIRONE D’ANDATA
Se dobbiamo proprio trovare un fattore che ha rallentato la corsa del team di coach Federico Barsotti sono stati gli infortuni: di veramente gravi per fortuna non ce ne sono stati per ora, è vero però che poche volte gli Herons si sono presentati alla palla a due a ranghi compatti. Ne sa qualcosa Nicola Mastrangelo, che è stato tra gli atleti termali colui che più di tutti ha subito i danni di questa stagione frenetica e stressante. I rosso-blu hanno dovuto fare a meno dell’ala ex-Gema per almeno un mese e mezzo e solo recentemente, nel match del 29 dicembre vinto a discapito di Rieti, è riuscito a tornare nelle rotazioni: «Sicuramente mi sento meglio – racconta Mastrangelo – vengo da un periodo di stop importante e ritornare in ritmo non era proprio facile, però ho lavorato molto bene insieme allo staff e nelle ultime due uscite sono reintegrato in squadra in modo progressivo. Con il mio problema, lo stop di Natali e altri acciacchi passati tra cui quello di Benites penso che non abbiamo mai giocato al 100% dal punto di vista fisico e atletico, peccato perché potrebbe essere uno dei nostri punti di forza».
Proviamo dunque a chiedere a Mastrangelo stesso un giudizio su questa prima metà di campionato Fabo. Sicuramente il ruolino di 13-6 è un buon biglietto da visita per entrare nella seconda parte di stagione, salta però all’occhio il problema dei grossi parziali concessi ogni volta agli avversari. Prendiamo per esempio l’ultima uscita, il successo sul terreno di Chieti, una contesa che gli Herons parevano aver chiuso si è improvvisamente riaperta a cavallo tra gli ultimi due quarti, un rischio che non può essere corso: «Evidentemente, come dice spesso anche coach Barsotti, questa è una cosa con cui ci dovremo fare i conti e alla quale ci dovremo adattare. Non parlo però solo di break negativi, ne abbiamo avuti anche di ultra-positivi dove nessuno riusciva a starci dietro coi punti e che spesso sono avvenuti nei primi minuti di gioco».
«Il fatto di prendere tutte quelle rimonte certamente pesa – prosegue il numero 1 – troppe volte all’improvviso ci smarriamo all’interno della partita; però a parte quella persa con Piombino i grandi recuperi subiti dalle altre squadre non ci hanno impedito di vincere. Penso quindi che vada a nostro favore il fatto che le partite le portiamo a casa nonostante tutti questi momenti di difficoltà; è chiaro però che ci sono ancor da limare tanti aspetti sotto qualsiasi punto di vista, in particolare dovremo lavorare sugli aspetti tecnici dai quali spesso sono scaturite le rimonte degli avversari. Detto questo, ci vedo sempre più compatti e sempre più solidi. Secondo me siamo andando verso la giusta direzione, anche se poi l’importante è arrivare al meglio quando conterà per davvero. Non saremo la squadra col maggior talento ma, e di questo ne sono convinto, siamo quella che ha il margine di miglioramento. Vedo le nostre avversarie, sono molto forti ma sono pari a noi e la classifica lo conferma visto che in zona playoff siamo tutti vicini in termini di punti; secondo me di questo gruppo siamo noi quelli che abbiamo più aspetti da migliorare, possiamo essere più forti di così».
TRA CASERTA ED IL DERBY DA EX
Dando uno sguardo al futuro prossimo, il gennaio di Montecatini prosegue con sfide sempre più spettacolari, partendo proprio dalla prossima contro la Juve e dalla stracittadina di mercoledì contro La T Tecnica Gema. Approcciare una gara alla volta è la soluzione che consiglia Mastrangelo per non cadere in passi falsi banali: «Quest’anno va fatto ancora di più rispetto a quelli scorsi, perché se penso prima a dover giocare domenica e subito dopo a doverne giocare altre quattro in due settimane diventa molto tosta. Dobbiamo quindi affrontare una partita alla volta, vedere come va e, se man mano otteniamo sempre più vittorie, utilizzare la fiducia che abbiamo guadagnato in vista delle sfide successive. Sicuramente tra le prossime 5/6 giornate ci sono sfide molto toste: Roma, Ruvo, il derby, la trasferta stessa di domenica a Caserta. Non ho mai giocato nel loro campo nuovo ma mi hanno detto che è bello caldo, d’altronde la Juve ha sempre avuto una storia e delle squadre importanti supportate da un pubblico caloroso. E’ risalita in classifica dopo che non aveva iniziato bene in campionato, con alcuni aggiustamenti ha superato il periodo di down e ora si trova nella posizione che le spetta. Sicuramente è un’avversaria da temere ma noi andremo e là e ce la giocheremo».
Eppure non sarà facile per l’intervistato concentrarsi unicamente su Caserta, quando fra meno di una settimana tutti gli occhi saranno su di lui nel prossimo Herons – La T Gema in qualità di grande ex della sfida: «Ci penso ancora al fatto di non aver giocato il derby d’andata (dove era assente per infortunio), è stata un’amarezza soprattutto perché poi abbiamo perso. Mi carica il pensiero che siamo vicini al giorno del derby di ritorno, è una di quelle date che ti segni sul calendario. Loro sono una squadra molto molto forte e rispetto all’ultima volta, dove tra le nostre file mancavamo io e Dell’Uomo più altre assenze importanti tra di loro, sarà partita vera. Ovvio che personalmente sento molto questa gara ma alla fine, chiunque io abbia di fronte in campo, l’unica cosa che devo avere in testa è vincere e fare il bene della mia squadra. E’ una cosa a cui pensare prima di scendere sul parquet, poi in ogni caso devi giocare e su quello mi dovrò concentrare».



