Ancora manca l’aritmetica, ma l’impresa in casa della Pielle ha spianato la strada. Giocando così, La T Gema può sorprendere chiunque
Pagina dopo pagina il libro di questa appassionante ed estenuante Serie B Nazionale va riempiendosi e, come in ogni racconto che si rispetti, l’attesa e l’aspettativa per quello che sarà il finale non fa altro che crescere. L’ultimo capitolo, quello del weekend appena concluso, ha fatto saltare sulle sedie i lettori, specialmente quelli di fede rosso-blu. Quella di Livorno è l’ennesima serata di un 2024/25 che entra nel mito, La T Tecnica Gema Montecatini è risorta e lo ha fatto nel campo più difficile contro un avversario storico come la Pielle.
LE POSSIBILI COMBINAZIONI
Finita la serie di sconfitte consecutive, finita la serie di trasferte amare, finita la malasorte nelle sfide contro le big del Girone B. I campioni di Coppa sono tornati a dare spettacolo, altro che ‘braccino’ e paure varie. Adesso però la trama però s’infittisce sempre di più, perché la strada per i playoff non è ancora del tutto tracciata. Ci sono posizioni tutte da stabilire e nella giungla delle combinazioni non è facile orientarsi. In questo momento La T Gema si è ripresa una posizione in classifica, passando al quarto posto. Il fatto più rilevante però è che a 3 giornate dal termine della regular season non c’è ancora la certezza di chiudere dentro le prime sei, anche se in questo senso l’impresa di sabato scorso è doppiamente decisiva. Nessuno dei tre nemici che seguono a due punti di distanza i termali ha lo scontro diretto a sfavore: né i cugini della Fabo Herons, né la Virtus Roma e da poche ore nemmeno la Pielle Livorno. Peraltro la matematica al momento sorride in toto alla causa valdinievolina, perché tra le tre a pari merito sarebbero gli Herons a prendersi il quinto posto e nel limbo dei play-in finirebbero i labronici.
Magari, invece di stare attenti a ciò che succede alle spalle, La T Gema vista al Modigliani Forum ha tutta l’aria di avere ancora margine per attaccare le rivali che la precedono. Le due formazioni in questione sono però quelle con cui ha perso nelle ultime due settimane di marzo e che le hanno tolto il secondo posto. Sia la Luiss Roma che Ruvo di Puglia hanno una vittoria e la classifica avulsa positiva come vantaggio rispetto a Chiarini e soci, il terreno per vendicarsi sembra non essere sufficiente. Verosimilmente saranno queste due a contendersi la piazza d’onore finale, in caso di parità verrebbero premiati gli universitari (con la prima piazza che da tempo immemore è già certa per Roseto). Ricapitolando, cosa dovrebbe succedere a La T Gema per causare un cambio di posizione sia positivo che negativo? Per salire in classifica dovrebbe vincere almeno due partite in più delle tre disponibili rispetto a Luiss e/o Ruvo, per scendere invece dovrebbe succedere l’esatto opposto con uno dei componenti del terzetto all’inseguimento (in caso ci riuscissero tutte e tre, si materializzerebbe l’incubo settimo posto).
CALENDARIO NON PROIBITIVO
I piazzamenti a fine regular season sono certamente fondamentali perché, nel determinare gli accoppiamenti per ciò verrà dopo, stabiliscono anche in quale tabellone le squadre andranno a contendersi la Serie A2. E’ vero anche che si tratta di un’importanza relativa, perché nelle serie di playoff si è l’uno contro l’altro e, fattore campo escluso, non si sono aiuti o corsie preferenziali, tutti gli equilibri possono essere ridefiniti o addirittura sconvolti da episodi, infortuni, bassa condizione. Per fare un esempio relativo proprio alla B Nazionale: tutti i club di alta classifica sono molto preoccupati dalla possibilità di finire nello stesso ‘bracket’ di Roseto, la grande favorita per la promozione (pare che alcuni ci stiano pure provando ad evitare il suddetto scenario). Se però gli abruzzesi si presentassero alle gare da dentro o fuori con la versione ‘lontana parente di sé stessi’ che si sta vedendo in queste ultime giornate (domenica sconfitta a Salerno), è così certo che abbiano via libera? Ecco quindi che, se fare calcoli ha senso, è sbagliato dare loro valore di legge. La T Gema vista sabato ed in Coppa Italia (dove ha battuto in finale proprio gli abruzzesi) ha qualità, profondità, mentalità, spirito di squadra e campioni decisivi. Le caratteristiche per fare uno o più ‘upset’ e sbancare il tavolo ci sono tutte. Peraltro c’è pure margine di miglioramento da qui a maggio, visto che l’attuale condizione fisica può solo andare a migliorare.
Se davvero il tempo dei calcoli e delle considerazioni matematiche di classifica è giunto, va allora preso in considerazione quanto sta accadendo dall’altra parte del guado. Attualmente nel Girone A ci sono tre formazioni superiori al resto della concorrenza, ovvero Treviglio, San Vendemmiano e Legnano. Il resto è tutto ancora in via di definizione, ci sono troppe squadre ravvicinate. Se la regular season finisse oggi sarebbe la quinta classificata l’avversaria al primo turno de La T Gema e quel posto è momentaneamente occupato da una società veterana di questa categoria, la Fulgor Omegna. Davanti ai rossoverdi c’è Capo d’Orlando, neopromossa che vuole riabbracciare quei lidi della Serie A che occupava fino a pochi anni fa e che sarebbe l’accoppiamento provvisorio degli Herons. Più soldi e quadrati i piemontesi, più imprevedibili i siciliani. Ma sono comunque analisi assolutamente premature, non c’è niente di stabilito ancora.
L’unica certezza risiede invece nel calendario, che nelle ultime tre partite non sembra troppo proibitivo per le termali. Di sicuro, se la Fabo vive ancora col pericolo di impantanarsi nei play-in, questo discorso è molto vicino ad essere archiviato in casa La T Gema. I test con Fabriano, Rieti e Jesi dovranno aiutare la truppa di coach Marco Del Re a consolidarsi ed a far sì che la prova d’orgoglio di Livorno possa essere un nuovo punto di partenza dal quale costruire qualcosa di leggendario. Non resta quindi che voltare pagina e scoprire nel weekend il prossimo meraviglioso capitolo di questa Serie B Nazionale.


