«Non dovevo giocare»: Benites e quel finale di partita iconico che rilancia gli Herons

Sabato la Fabo avrà il match point per volare ai playoff dopo quella tripla di ‘Ben the Killer’ che ha sentenziato Ravenna: «Abbiamo svoltato da squadra vera»

Ci sono finali di partita divertenti ma che escono velocemente dalla testa di tifosi ed appassionati, poi ce ne sono altri che diventano da subito iconici e difficilmente dimenticabili negli anni a venire. Quello che ha fatto Josè Alberto Benites Vicente nelle ultime azioni dell’incontro contro Ravenna è certamente il sogno proibito di tutti i cestisti: segnare il canestro della vittoria. L’impresa personale del numero 2 della Fabo Herons Montecatini non si è però limitata al tiro da 3 che a 4 secondi dal termine ha fatto esplodere tutto il PalaTagliate di Lucca, sono infatti le circostanze con cui si è giunti a questo punto ad essere motivo di meraviglia.

SERATA MAGICA

Il playmaker classe 1997, che fu eletto miglior giocatore della Coppa Italia di Serie B nell’edizione 2024, non disputava un minuto in una partita competitiva dallo scorso 9 marzo, più di un mese fa. Non era nemmeno in programma il suo rientro, come racconta lo stesso Benites, ma a cambiare la storia ci ha pensato l’inaspettata emergenza che si ritrovata ad affrontare la Fabo durante il match: «La mattina della partita ho fatto tanto lavoro atletico perché sapevo che non avrei dovuto giocare, anche durante il riscaldamento ho fatto una serie di esercizi di mantenimento col preparatore e col fisioterapista sapendo che non sarei entrato in campo. Mentalmente ero sicuro di non giocare, poi però è successo che all’intervallo ci siamo ritrovati nella situazione che tutti hanno visto con uno svantaggio importante. A quel punto il coach mi ha chiesto se me la sentivo di scendere sul parquet; non mi sono tirato indietro e ho detto di sì, però pensavo che si sarebbe trattato di uno sforzo di 2/3 minuti giusto per dare una scossa emotiva. Una volta in campo però sentivo di stare bene e a quel punto sono rimasto dentro per tutto il tempo rimanente, alla fine è andata bene».

Bene no, è andata benissimo: 14 punti realizzati in 16’, dei quali 8 sono piovuti solo negli ultimi 1:11 di gioco. In questo modo l’ex-Vigevano e San Miniato ha portato in seno alla Fabo il successo dopo una partita nella quale non era mai stata in vantaggio: «Il canestro decisivo? Sinceramente lì è stato molto bravo Adrian (Chiera) a vedermi e a trovare lo spazio per il passaggio. Sono contento perché ci siamo presi una vittoria importante. Per come si era messa nei primi minuti, dove chiaramente siamo partiti abbastanza male, era fondamentale riuscire in tutti i modi a svoltare a livello mentale e lo abbiamo fatto da squadra vera. Penso che ci porteremo dietro per un po’ gli aspetti positivi di questa partita». Certamente sarà così: le immagini di quei secondi finali ricoprono già una pagina della breve ma prestigiosa storia degli Herons. I due punti conquistati, grazie anche e soprattutto alle prodezze di colui che si fa chiamare ‘Ben the Killer’, valgono doppio dopo quel terribile avvio che aveva lanciato Ravenna sul +22 ad inizio secondo quarto. La lunga rimonta potrebbe aver dato la piega tanto attesa dai termali, una piega che tende verso la postseason diretta.

I PLAYOFF SONO LI’ . . .

A sole due giornate dal termine di una folle ed infinita stagione regolare il team di coach Federico Barsotti è infatti a pochi passi dal coronare un’altra rimonta. I rosso-blu hanno trascorso quasi tutto il girone di ritorno fuori dalle prime sei ma in queste ultime settimane è arrivato il sorpasso, merito delle 10 vittorie nelle ultime 12 sfide di campionato compresa quella contro l’Orasì: «E’ questo il momento clou – sostiene Alberto Benites – speriamo di poter continuare a portare a casa nostra i referti rosa, dobbiamo farlo perlomeno nelle prossime due gare perché sono quelle che ci permetterebbero di assicurarci un posto nel playoff, che è l’obiettivo che ci siamo posti. Poi una volta raggiunto questo traguardo penseremo a cosa fare, ogni cosa va fatta a tempo debito. Ci dobbiamo assolutamente concentrare su queste ultime due partite e poi si vedrà».

Già a Piombino questo sabato sarà match point, un altro risultato utile ed il target primario di questa fase di stagione sarà raggiunto. Il prossimo avversario spaventa non tanto per il momento che sta vivendo (per i gialloblu è pessimo) e per la pressione di dover vincere, semmai sono i precedenti tra le due squadre in Serie B (4-1 per la Golfo Basket, corsara all’andata sul campo della Fabo) ad essere motivo di preoccupazione. Per Benites però non c’è spazio per distrazioni o rivalse personali, i due punti troppo importanti e serve la massima lucidità: «Sono la nostra bestia nera? Mah, secondo me ci dobbiamo togliere dalla testa pensieri di questo genere. Sicuramente non sarà un impegno facile come sembra sulla carta, però tutto dipende da come lo approcceremo noi. Solo se entriamo in campo con la mentalità del ‘dentro o fuori’ e del portare a casa il risultato in tutti i modi possiamo farcela, poi noi abbiamo indubbiamente sia un quantitativo di esperienza maggiore rispetto a Piombino che un gruppo unito. Lo ripeto però: se ci presentiamo là con la mentalità giusta, abbiamo ottime possibilità di vincere; altrimenti non sarà facile».

«ADESSO STO MEGLIO»

Chissà se sabato l’italo-dominicano abbia altri fuori-programma di gloria in serbo per i suoi compagni ed i suoi tifosi. Tutto dipenderà dalle sue condizioni fisiche, visto che il recupero comprensibilmente non è ultimato al 100%: «Adesso sto meglio, da poco mi sono ri-aggregato insieme agli altri ragazzi in allenamento dopo un mese e mezzo circa di attesa. Avevo già fatto due settimane di lavoro differenziato, però oggi finalmente sono tornato a partecipare al cinque contro cinque con gli altri ragazzi. Mi sento abbastanza bene, ovviamente mi devo riprendere al 100% però il fatto che la forma stia ritornando piano piano mi rende felice».

E’ leggermente più severo il giudizio che Benites dà a sé stesso ed alla sua personalissima stagione, forse influenzato dagli alti e bassi e dai tanti episodi sfavorevoli che hanno colpito la Fabo 2024/25: «Sicuramente mi aspettavo di più, da me stesso voglio e pretendo sempre un rendimento migliore. Io credo però che la stagione sia ancora lunga e che di cose ne debbano ancora succedere. Più che delle mie prestazioni personali mi preme dei risultati degli Herons, voglio che siano loro a parlare per tutto lo spogliatoio oltreché per me. Una volta che l’annata sarà finita, potrò poi tirare le somme e dire con certezza se è stata una stagione positiva o negativa, allo stato attuale però non posso dare una risposta precisa. Ora ci dobbiamo concentrare solo su di noi gruppo squadra, cercando di fare il massimo con tutte le risorse e gli aiuti che staff e società ci mettono a disposizione. Uniamoci e leghiamoci tra di noi, lavorando sugli aspetti più importanti che il campo ci chiede di migliorare. In questo momento è un po’ più facile, visto che abbiamo trovato l’equilibrio che stavamo cercando da tempo; speriamo di mantenerlo il più possibile e di andare avanti così».

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