Pistoia saluta la Serie A. E che sia soltanto un arrivederci

I biancorossi onorano la maglia fino alla fine di fronte al nutrito gruppo di encomiabili tifosi pistoiesi. Nessuno si è meritato quanto accaduto

L’ultima volta come la prima. In campo e soprattutto sugli spalti. Anche al PalaBigi di Reggio Emilia, nonostante il verdetto retrocessione già emesso la settimana precedente, il Pistoia Basket ha espresso la più bella versione di se stesso. Tanto in campo – con una lotta serrata fino all’ultimo periodo nonostante il basso valore della sfida – quanto prima di tutto nel settore ospiti, gremito in ogni ordine di posto.

Ancora una volta, la più pura identità del club biancorosso è emersa al di sopra di ogni ingiustizia subita in questa assurda e surreale annata. Da società modello in grado di fare faville con un budget minimo alle pessime figure in serie della gestione Ron Rowan di fronte all’intera nazione della palla a spicchi. Le costanti di fronte a quanto accaduto sono state l’attaccamento a questi colori del blocco italiano – e non solo – e dei suoi suoi tifosi. E nessuna delle due ha meritato tutto ciò che è accaduto.

CHE SIA SOLO UN ARRIVEDERCI

Per questo la speranza dell’intera piazza è che il prossimo corso – qualunque esso sia – possa portare serenità e stabilità al club. Il presidente Joe David ha rassicurato sulla bontà delle sue intenzioni e anche il ds Marco Sambugaro si è espresso con fiducia nei suoi confronti. Il numero uno della società era presente anche a Reggio Emilia e dal linguaggio del corpo è sembrato colpito una volta di più dalla numerosa presenza dei tifosi. Quello che gli si chiede non è certamente una pronta risalita in massima serie quanto la sicurezza di un futuro solido.

Ripartire dalla Serie A2 deve essere l’unico obiettivo della società da qui a giugno. Se lo merita il pubblico biancorosso, se lo meritano i giocatori più rappresentativi e tutto lo staff tecnico. Se lo merita chi ci ha provato fino in fondo, anche quando tutto ormai sembrava perduto. La retrocessione è senza dubbio dolorosa da digerire, come è giusto che sia, ma Pistoia ci è già passata pochi anni fa ed è stata in grado di rialzarsi. Rialzarsi, questo deve essere l’imperativo.

L’Estra Pistoia saluta dunque dopo due stagioni la massima serie, conquistata con merito e sorpresa poco meno di due anni fa. Ad una prima annata indimenticabile e storica ne è seguita una al contrario da voler dimenticare al più presto. La speranza, giusto ribadirlo, è quella di ripartire soltanto un piano più in basso. L’augurio è quello di poter tornare a vivere una stagione “normale” e chissà, magari presto, un nuovo sogno. Per quei tifosi che anche a Reggio Emilia, a campionato ormai terminato, hanno cantato ininterrottamente per sostenere i propri beniamini, regalandogli un meritato congedo stracolmo di amore e passione. Pistoia saluta la Serie A. E che sia soltanto un arrivederci.

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