Squadra rinata e finale meritata: Herons, che sia la volta buona?

Partiva sfavorita contro Treviglio, eppure la Fabo si è regalata la finale dopo cinque durissime partite. Il popolo termale ora sogna

Ed eccoci qua, dodici mesi dopo. La Fabo Herons Montecatini è di nuovo ad un passo dalla Serie A2. Lo ha fatto mandando a casa sua, sul suo campo, una superpotenza della Serie B Nazionale come Treviglio. Lo ha fatto facendo completamente impazzire tutta la sua gente, sia quella che è salita in Lombardia al seguito del team che quella rimasta in Toscana. È finale per il secondo anno consecutivo: con un cliente come Ruvo di Puglia che sarà forse ancora più dura rispetto allo scorso anno, almeno sulla carta, però con questa Fabo che sta smentendo da settimane tutti gli scettici sì, si può fare.

AIRONI DI RINCORSA

A dir la verità sono tre i passi da compiere verso il coronamento del sogno, tante quante le vittorie che mancano al raggiungimento di una cadetteria che manca da 17 anni in città. I ragazzi di coach Federico Barsotti tornano all’atto conclusivo di questo torneo con lo stesso identico spirito resiliente e mai domo di un anno fa, è il cammino però che è stato diverso. Se nel 2023/24 i termali fecero corsa di testa per tutta la stagione per poi farsi fregare ad un centimetro dal titolo, stavolta hanno dovuto rincorrere a lungo, rischiando grosso. Alla fine però gli Herons hanno trovato la quadra nel momento più importante ed è questa rinascita di squadra a rendere la cavalcata ancora più speciale del solito. Era pensiero diffuso che, se ci si fosse basati sulla sola regular season, il giudizio su questa Fabo versione 2024/25 sarebbe stato sufficiente ma nulla più. Seppur non essendosi rafforzata pesantemente in sede di mercato come hanno fatto tante altre rivali, la compagine rossoblu restava tra le grandi della categoria e, nonostante le tante vittorie, non aveva rubato l’occhio nel corso del campionato.

La rincorsa di Natali e compagni a cui stiamo assistendo in questi playoff nasce proprio sul finire della fase regolare, con una serie di risultati utili che li hanno fatti risalire dal settimo al quarto posto. Le sensazioni verso il ballo di fine anno erano effettivamente buone in tutto l’ambiente: al netto degli infortunati si era rivisto il fuoco dei bei giorni ed il talento dei singoli. Eppure, bisogna ammetterlo, in pochi scommettevano sulle possibilità di Montecatini nel farsi eleggere reginetta del suddetto ballo. Se del primo turno con Omegna si è parlato come una delle serie più elettrizzanti e spettacolari che questa postseason potesse offrire, la semifinale contro Treviglio veniva invece indicata come il capolinea definitivo per gli Aironi. Invece ne sono venute fuori cinque partite ancora più belle di quelle del primo turno. Paradossalmente lo schema è stato lo stesso per gli Herons: pareggio con un canestro all’ultimissima azione in gara-4 e match in pieno controllo in gara-5.

«ABBIAMO UN CUORE INFINITO»

Coach Federico Barsotti ha contenuto a fatica l’entusiasmo in conferenza stampa, nonostante dalle sue parole emerge subito la necessità di restare coi piedi per terra. Ok le prodezze di Chiera, Arrigoni e Kupstas, ok la difesa soffocante, ok lo spirito di squadra; però dopo l’upset di Treviglio ne servirà un altro e ci sarà da reinventare un altro colpo gobbo: «Questo gruppo ha un cuore infinito ed una qualità importante; da qui dobbiamo andare avanti, questa è la strada. Se penso alle squadre rimaste ho le stesse sensazioni di un anno fa prima di partire per andare a giocare Coppa Italia. Abbiamo grandi corazzate contro di noi, sappiamo di essere un grande gruppo ma abbiamo due elementi indisponibili e andiamo ad affrontare una Ruvo che ha un roster di 11 giocatori e non ha affrontato due gare-5. Non ci sentiamo certo favoriti, però sono certo che laggiù daremo l’anima e andremo oltre i nostri limiti come facciamo da sempre. Vorrei che i ragazzi si ricordino di quello che dissi loro lo scorso anno: non siamo noi gli invitati al compleanno, noi siamo i festeggiati e sono le altre ad essere invitate visti i roster che hanno. Se siamo arrivati fino a lì è perché ce lo meritiamo, nonostante il percorso pieno di ostacoli che abbiamo dovuto affrontare durante la stagione. Probabilmente abbiamo qualcosa in più che gli altri non hanno, non sta a me dire cosa sia ma sicuramente è ciò che ci ha permesso di essere qua».

LA CRESCITA DEI SINGOLI

Mentre le lancette già corrono inesorabili verso una finale sulla quale squadra e staff sono già concentrati, la testa dei tifosi è ancora ferma alla gioia sfrenata del PalaFacchetti. Tante sono le immagini e le considerazioni su cui riflettere dopo questo 3-2 rifilato alla vincitrice del girone nord, una serie che pareva ad un certo chiusa a favore non degli Herons ma di Treviglio. Il capitombolo subito in gara-3, 72 ore dopo la maestosa prova di gara-2, avrebbe fatto vacillare le certezze di molti spogliatoi ma non quelle di chi ha la riscossa nel Dna. Poi oltre al gruppo bisognerebbe parlare anche dei singoli: da un Benites miglior assistman delle semifinali di B Nazionale ad un Kupstas più sciolto ed autore di alcuni canestri paurosi, passando per uno Sgobba che non fa mai mancare il suo apporto ed un Arrigoni ritornato in pianta stabile il Professore che spiega basket ai bisognosi. A togliere però la palma di miglior protagonista della serie all’ala grande è Chiera. Dominante nella prima, decisivo nella seconda, devastante nella terza: ognuna delle tre affermazioni porta in un modo o in un altro la firma indelebile del numero 6.

I lombardi recriminano sul fatto che al contrario la loro stella, Marcius, non si sia mai vista in campo in quanto fuori per infortunio. Un alibi che non regge del tutto di fronte alle prove degli altri campioni biancoverdi (i vari Alibegovic, Vecchiola, etc) e ad una Fabo che ha dovuto ruotare in 8 uomini essendo priva di Trapani e Mastrangelo. Lo stesso coach ha ammesso nel post-partita di gara-5 che pure Paesano e capitan Natali hanno avuto problemi fisici. Tutto questo comunque non fa altro che rendere ancora più incredibile l’impresa (perché di impresa si deve parlare) compiuta dai termali. Adesso la chance di scrivere la pagina più importante della breve storia di questo club e di cancellare la delusione del 12 giugno scorso. Il PalaTagliate intanto chiama a raccolta i tifosi in vista della partita casalinga (o delle partite) di questa serie, prima però ci saranno gara-1 e gara-2 in Puglia, rispettivamente domenica 8 e martedì 10 giugno. Solo a breve sapremo come finirà questa storia ma sappiamo comunque che in caso di esito negativo ci sarebbe la seconda ed ultima occasione, lo spareggio in campo neutro con la perdente dell’altra finale tra Roseto e Mestre. Di quattro squadre ancora in corsa in tre voleranno in A2 e gli Herons non possono permettersi di essere la quarta.

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