Tanta amarezza nelle parole usate da Agostino Iacobelli commentando il pareggio ottenuto contro il Seravezza: «É la quarta partita di seguito che andiamo in vantaggio e ci facciamo recuperare: così non va. Dobbiamo essere più cattivi e determinati»
Due punti nelle ultime tre partite e tutto l’entusiasmo che si respirava in casa Aglianese dopo i quattro risultati utili consecutivi è andato scemando. Non c’è voluto molto, dunque, a far ripiombare nel regno delle tenebre i neroverdi, protagonisti di una brutta steccata interna contro il Viareggio e degli opachi pareggi contro Sinalunghese e Seravezza.
Il perché di tutto questo, del perché ad oggi l’Aglianese occupi il quintultimo posto in classifica con 16 punti, è avvolto nel mistero: il dato di fatto che ne consegue – per quanto risultati difficile da ammettere – è che questa squadra non sia ancora nelle condizioni per uscire dalla situazione di classifica in cui si ritrova.
Nel pari del “Bellucci” contro il Seravezza abbiamo avuto l’ulteriore conferma che quanto di buono fatto finora non sia ancora abbastanza: al buon gioco espresso nella prima mezz’ora di gara, concretizzatosi nel gol del vantaggio di Liurni, infatti, è seguito un netto calo della formazione di casa, mai più pericolosa fino al termine del match. Ancora una volta l’Aglianese si è fatta vincere dalla paura, dal timore di strafare, asservendosi ad un Seravezza che fino a quel momento non era mai stato pericoloso. Il gol del pari arrivato su rigore a tempo scaduto rappresenta uno schiaffo del destino, di fronte ad una gestione del vantaggio ancora una volta poco efficace.
Qualcosa da salvare, nonostante tutto, c’è: a cominciare dallo spirito con cui Mugelli e compagni scendono in campo e poi sbloccano il risultato, passando per gli esordi dal primo minuto di Liurni e Moscati, entrambi molto positivi nonostante il risultato finale.
L’Aglianese si conferma uno tra i più promettenti “cantieri aperti” della Serie D, celando dentro di sé uno splendido incompiuto di michelangiolesca memoria. Come ogni creatura in divenire, il rischio più grande è che questa magnifica costruzione possa tramutarsi presto nella più contorta Torre di Babele.
Per fugare ogni dubbio, domenica 16 aprile l’Aglianese torna a giocare sul campo del Cannara, nell’ennesimo scontro diretto per la salvezza: una prova di forza e maturità.
LE PAROLE DEL MISTER
«Il pareggio ci dà un forte rammarico – ha ammesso Agostino Iacobelli al termine della gara contro il Seravezza – anche se trovarsi e ripetere sempre le stesse cose non va bene: è la quarta partita di seguito che andiamo in vantaggio e ci facciamo recuperare. In questo modo fai fatica, perché è evidente che c’è qualcosa che non va: col Viareggio siamo stati addirittura in grado di perdere la gara. Dobbiamo darci tutti una regolata perché così non va. Dispiace, perché abbiamo fatto tutti un grande sforzo, ma dobbiamo accettare il verdetto del campo».
«Non so se ci sia paura o altro – ha spiegato il tecnico neroverde – Sicuramente dovremmo essere più cattivi e determinati, perché questa è una categoria in cui senza questo fai fatica a tirarti fuori. Dovremmo mettere da parte tutto e giocare col coltello tra i denti».
«Liurni e Moscati si sono inseriti bene: sono sicuro che ci daranno una grossa mano – ha concluso Iacobelli – Dispiace per Moscati, perché avrei preferito finisse il match con un gol, ma va bene così. Cannara? Da domani cominceremo a pensare alla prossima sfida. Con il turno infrasettimanale c’è poco tempo per programmare ma nel calcio si va avanti: proveremo a far bene».



