Fondatori e Taibi sono stati ospiti della serata organizzata da Pistoia Sport. Il diesse: «A breve risolveremo il nodo allenatore. Saremo ancora forti»
Una serata diversa dal solito. Una serata che ha parlato di sport, ma soprattutto di Pistoia. Nella splendida cornice dell’Orto Fair si è svolto l’evento organizzato dalla redazione di Pistoia Sport insieme al Consorzio Orange e al Consorzio Pistoia Basket City, un momento di confronto che ha riunito imprenditori, appassionati e rappresentanti delle due principali realtà sportive cittadine. Una serata di confronto, idee e progettualità. Ma soprattutto una serata che ha lanciato un messaggio chiaro: calcio e basket non sono concorrenti, bensì sono due facce della stessa città. E per crescere, oggi più che mai, hanno bisogno di camminare nella stessa direzione.
Ospiti della serata, per la Pistoiese, l’amministratore delegato Fabio Fondatori e il direttore generale dell’area sportiva Massimo Taibi. Una chiacchierata che ha toccato tanti temi: dalla stagione appena conclusa al futuro del club, passando anche per il settore giovanile. Proprio da qui è partito l’intervento di Fondatori. «Costruire un codice etico è stata una precisa volontà mia e del direttore. Negli anni si era creata una certa diffidenza verso la Pistoiese. Esisteva l’idea che la società arancione arrivasse e prendesse i ragazzi solo perché si chiama Pistoiese. Oggi non è più così, noi vogliamo costruire rapporti basati sulla correttezza e sulla trasparenza». Un progetto che punta a rafforzare il legame con il territorio: «Il mio sogno è che entrando in qualsiasi società della provincia si possa trovare lo stemma della Pistoiese e non quello di altre realtà esterne».
A parlare della prima squadra è stato invece Massimo Taibi. Il direttore generale ha voluto innanzitutto ridimensionare il concetto di fallimento emerso nelle ultime settimane: «Non è semplice vincere in Serie D. Vince una sola squadra e ci sono tante società attrezzate. Credo che siamo andati molto vicini all’obiettivo. Chi ha giocato e vissuto il calcio sa che non esiste nulla di scontato». Taibi preferisce parlare di delusione: «Ho sentito usare la parola fallimento, ma i fallimenti sono altri. Delusione sì. E proprio dalle delusioni si può costruire qualcosa di importante».
Poi uno sguardo al futuro: «Appena risolveremo il nodo allenatore ripartiremo. Abbiamo già uno zoccolo duro importante e una decina di giovani già bloccati. Con il nuovo tecnico valuteremo dove intervenire. Posso assicurare che tanti giocatori vogliono venire a Pistoia perché da fuori il nostro campionato viene visto come molto positivo». Un concetto ribadito più volte: «Non si vince con il budget ma con la programmazione. Dobbiamo imparare dagli errori commessi, ma sono convinto che anche il prossimo anno saremo protagonisti».
In chiusura Taibi ha ribadito la propria fiducia nel progetto arancione: «Chi lavora può sbagliare, gli errori fanno parte del percorso. Io amo le sfide e ho scelto Pistoia proprio per questo. Finché non raggiungeremo l’obiettivo continueremo a provarci». E guardando alla prossima stagione, con la possibilità di ritrovare derby storici contro Prato e Lucchese, il direttore non nasconde il proprio entusiasmo: «A me i derby sono sempre piaciuti, mi caricavano tantissimo. Mi piacerebbe tornare a giocare certe partite, ma a una condizione: la presenza dei tifosi sugli spalti. Senza pubblico un derby perde gran parte del suo significato».




