Fabo Herons Montecatini, alle spalle un 2025 di alti e bassi

Dalla promozione in A2 sfumata due volte in 10 giorni al recente ribaltone in panchina, passando per il trionfo in Supercoppa

Come il 2024, anche il 2025 sarà ricordato come l’anno dell’occasione mancata. Stavolta, persino doppia. La Fabo Herons Montecatini si lascia alle spalle 12 mesi di alti e bassi, con la consapevolezza di aver ancora una volta condotto una stagione da grande protagonista (la 24/25) pur avendo mancato il passo decisivo per festeggiare l’agognata promozione in Serie A2.

La nuova stagione 2025/26 è iniziata ancora sotto il segno di Federico Barsotti, con una squadra in buona parte rinnovata e ancora più competitiva. Il matrimonio in vigore fin dalle ceneri del progetto Herons si è però sciolto a novembre, con l’arrivo di coach Sacchetti a segnare un ribaltamento di scena totale. Una ulteriore croce di dispiacere sul 2025 per lasciare spazio ad un 2026 il cui augurio è quello finalmente di compiere quanto mancato nelle ultime due annate.

L’AMARO FINALE DI STAGIONE

Dopo una lunga ed estenuante maratona, con il quarto posto finale in regular season, la stagione 2024/25 si è consumata tutta nel giro di una decina giorni. Il 13 giugno 2025 infatti, Ruvo di Puglia ottenne il terzo successo nella serie di finale playoff festeggiando al PalaTagliate il salto di categoria. Il 23 giugno, nello spareggio di Cento, fu Mestre ad esultare condannando nuovamente la Fabo alla sconfitta nel decisivo atto. Un’amarezza enorme per la squadra di coach Barsotti, specie per il +9 di metà ultimo quarto cestinato e che lasciò spazio all’incredibile rimonta dei veneti, vittoriosi all’overtime.

Nonostante la stagione sia finita così tardi, il club del presidente Andrea Luchi non si è fatto trovare affatto impreparato. In estate, confermato l’allora unico tecnico della storia della società, si è lavorato duramente per costruire un roster ancor più profondo e competitivo. Salutati alcuni componenti storici, sono arrivati autentici fuoriclasse della categoria (vedi Riccardo Chinellato), fino al colpo da 90. L’arrivo di Lukas Auktikalnis, MVP della stagione precedente con Roseto, è stato la punta di diamante di una campagna acquisti faraonica.

NUOVE AMBIZIONI E… LA SUPERCOPPA

Ambizioni rilanciate ed esaltate dal trionfo nel primo trofeo stagionale, il secondo nella storia del club. Nella due giorni di Ravenna, gli Herons sconfiggono in serie la Pielle e Treviglio, alzando al cielo la Supercoppa. Ad un mese – era il 14 settembre – dalla disfatta della Baltur Arena, la stagione 2025/26 inizia come meglio non avrebbe potuto. In quel momento, per tutti sembrava solo l’inizio di un’annata destinata a regalare numerose soddisfazioni. Il campo, invece, ha raccontato altro in questa prima metà di campionato.

L’inizio, seppur non come qualità di pallacanestro, era stato buono in termini di risultati. Dopo 9 giornate, gli Herons avevano raccolto 7 vittorie. E le due sconfitte erano arrivate in trasferta sui campi delle forti Treviglio e Legnano. Soprattutto la seconda però, aveva fatto accendere un primo campanello d’allarme, specie per il netto KO 87-60. L’altra nota dolente era rappresentata invece da Auksitkalnis, il trascinatore eletto della squadra lontano parente di quello ammirato in Abruzzo. Il convincente successo casalingo su Orzinuovi portò comunque la Fabo al secondo posto a metà novembre, nonostante un inizio di alti e bassi.

IL CAMBIO IN PANCHINA

Le difficoltà emerse a livello di gioco, già palesatesi nelle sfide precedenti, sono poi esplose fragorosamente. Le due sconfitte in fila a Piacenza e contro Desio sono costate caro a coach Barsotti. Lo stesso presidente Luchi, presentatosi in conferenza stampa, annunciò personalmente la scelta di sollevare dall’incarico l’unico capo allenatore della storia del club. Una scelta forte, tesa a dare una scossa all’ambiente. Dopo un paio di giorni di riflessioni poi, ecco la bomba. La Fabo punta tutto su coach Romeo Sacchetti. Una notizia inattesa, con il ritorno in panchina dell’ex CT della Nazionale in Serie B dopo 20 anni dall’ultima volta.

Un allenatore dal pedigree altisonante per provare a rilanciare gli Herons e guidarli verso quell’impresa mancata nelle precedenti due stagioni. L’inizio però, per “Meo”, non è dei migliori. La striscia di KO si allunga a 4 (anche se ad Omegna era solo in tribuna) e il primo successo arriva alla terza. Un soffertissimo 74-73 sulla neopromossa Piazza Armerina che sblocca il conto dal suo arrivo sulla panchina termale. Un fuoco di paglia, visto le successive due sconfitte consecutive, la seconda nella stracittadina contro La T Gema.

DUE VITTORIE PER SALUTARE IL 2025

Al PalaTagliate, la Fabo lotta contro i cugini ma cede alla distanza con merito, dimostrandosi al momento ancora indietro rispetto alla seconda forza del Girone A. Meglio non guardare la classifica e pensare solo a ripartire, perché la Fabo è ora scivolata nella seconda metà. Le due recenti vittorie di fila ottenute a Casale Monferrato e con Capo d’Orlando hanno permesso di chiudere il 2025 quantomeno con un parziale sorriso, nonostante la graduatoria veda la Fabo all’11° posto.

La stagione comunque è lunghissima con il girone di ritorno ancora tutto da vivere il tempo per rientrare nel treno playoff è davvero tanto. Gli Herons lo hanno imparato a loro spese. In un campionato così lungo e faticoso come la Serie B Nazionale, ciò che conta davvero è arrivare con la testa e l’energia giusta nel momento clou della stagione. La speranza per gli Aironi è che il 2026 possa riservare maggiori soddisfazioni in quella post season finora maledetta.

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