Reyer Venezia – OriOra Pistoia, il focus sugli orogranata

Domenica la OriOra Pistoia sarà impegnata in una trasferta difficilissima sul campo della Reyer Venezia, una delle papabili contendente per lo Scudetto. Ecco come si presentano gli avversari di Pistoia

Venezia è una delle big del campionato. Lo dice la classifica, che vede la Reyer al terzo posto nel girone d’andata e di fatto il suo cammino fino ad oggi l’accredita come la principale e più credibile rivale di Milano nella lotta per lo Scudetto. Un paio di scivoloni inaspettati hanno frenato la corsa comunque travolgente dei veneti che fino ad oggi in Italia hanno perso cinque partite e ne hanno comunque vinte undici. Anche in Europa le cose stanno andando per il verso giusto. La squadra allenata da De Raffaele in FIBA Champions League ha perso questa settimana con Bonn, lasciandosi scappare la possibilità di blindare la qualificazione alla fase successiva. Venezia è comunque seconda nel suo girone europeo e a meno di suicidi sportivi il passaggio del turno non dovrebbe essere in discussione. La forza della squadra del presidente Casarin è quella di avere una squadra lunga, con tanti giocatori di talento, tutti consapevoli di poter beneficiare dalle ampie rotazioni che permettono alla squadra di essere sempre competitiva e di sopperire senza problemi alle giornate storte di uno o più dei suoi elementi.

IL QUINTETTO. La cabina di regia è affidata a Julyan Stone, giocatore che la scorsa estate era letteralmente fuggito da Venezia e dal biennale firmato con gli orogranata per accasarsi in NBA con gli Charlotte Hornets, franchigia con cui ha disputato 23 gare a 7,6 minuti di media a partita. Giocatore atipico, con il suo fisico e le sue caratteristiche riesce a sovrastare qualsiasi playmaker avversario ed è in grado di difendere su tutti i tipi di esterni. Fin qui viaggia a 6,3 punti e 3,4 assist di media in 23,8 minuti di utilizzo Accanto a lui avrà più libertà Marquez Haynes, il nuovo capitano di Venezia dopo l’addio di Ress. Per lui in questa stagione meno lavoro in regia e più libertà di prendersi tiri e responsabilità in attacco, come dimostrano 10,3 punti a partita con 9 tiri presi ogni domenica nei 25 minuti in cui rimane sul parquet. L’ala piccola titolare è Michael Bramos, cecchino letale da tre punti (tira con il 49,3% in questa stagione), a Venezia dal 2015, garantisce 9,8 punti e 1,9 assist in 26,2 minuti di utilizzo. L’ala grande è Austin Daye, confermatissimo dopo le venti gare giocate a Venezia nella passata stagione, anche se in questa non sempre è riuscito a convincere pienamente. Resta comunque il secondo miglior marcatore della squadra con 12,8 punti a incontro, conditi da 6,4 rimbalzi e 2,4 assist, in 25,9 minuti di utilizzo medio. Il pivot dello starting five è invece Gasper Vidmar, gigante sloveno di 208 centimetri, reduce da tre stagioni al Banvit in Turchia. In Italia garantisce 5,7 punti e 3,2 rimbalzi ad allacciata di scarpe.

LA PANCHINA. Chiamare seconde linee il resto dei giocatori di Venezia è quanto mai riduttivo. Una delle forze della squadra veneta è infatti quella di avere elementi di assoluto valore che si alzano dalla panchina, riuscendo anche ad aumentare la qualità in campo. Cosa che riesce benissimo a Michael Watt, anche lui confermatissimo a Venezia dopo lo scorso anno a 11,1 punti e 4,7 assist di media. In questa stagione è il migliore dei suoi per punti realizzati (13,3) e ovviamente anche uno dei più solidi a rimbalzo (4,9), il tutto giocando poco meno di 20 minuti. Un altro giocatore in grado di spaccare dalla panchina è Stefano Tonut, che in questa stagione si sta ritagliando molto spazio giocando oltre venti minuti, durante i quali segna in media dieci punti. La pattuglia degli italiani è poi composta dal pivot Paul Biligha (4,2 punti a gara), dall’ala Valerio Mazzola e dai registi Andrea De Nicolao e Marco Giuri. A completare la rosa c’è poi Bruno Cerella, uomo spogliatoio e altro personaggio carismatico di questa Reyer.

L’ALLENATORE. Walter De Raffaele condivide con Alessandro Ramagli la livornesità, marchio di fabbrica e tratto distintivo che caratterizza il loro modo di essere e di rapportarsi con l’ambiente. A Venezia ci è arrivato dopo una lunga gavetta, prima nella sua città natale e poi sulle panchine di Casalpusterlengo, Pavia e Verona. Dopo cinque stagioni da vie a Venezia nel 2016 gli è stata affidata la squadra e sotto la sua gestione è arrivato subito uno storico Scudetto. Lo scorso anno un altro trofeo alzato, la FIBA Europe Cup. Traguardi importanti e un ottimo lavoro anche in questa stagione, gestendo bene un roster lungo e qualitativamente di livello per competere su tutti i fronti.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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