La Pistoiese ospita l’Olbia alle 14.30 e se questo finale di campionato non mette in palio obiettivi, mister Asta fa leva sul carattere dei giocatori. Sugli errori individuali: «Dura lavorarci sopra, è nell’essere della squadra»
Sabato 23 marzo al “Melani” la Pistoiese ospita l’Olbia (fischio d’inizio alle 14.30) con la missione di ritrovare il sorriso dopo la sconfitta beffarda di una settimana fa a Piacenza. La classifica degli arancioni non lascia più troppe speranze, i playoff sono un miraggio e le Forche Caudine dei playout a distanza di sicurezza.
La chiave per questo finale di campionato sono dunque le motivazioni e proprio queste corde ha pizzicato mister Asta in settimana per spronare i suoi: «Lo ripeto, in questo finale di stagione tutti si giocato qualcosa, che sia una riconferma, l’opportunità di salire di categoria o un contratto migliore. Quindi le motivazioni devono esserci più che mai, dobbiamo dare tutto fino alla fine, perché conta molto per tutti noi». Un altro sentimento su cui l’allenatore della Pistoiese ha fatto leva è sicuramente la voglia di rivalsa dei suoi, stufi di lasciare punti pesanti per strada per colpa di errori grossolani e ingenuità che compromettono sempre buone prestazioni. «Ormai dura da mesi – ha sottolineato mister Asta- perdiamo la partita all’ultimo secondo, senza possibilità di rifarsi. Certo che quando è così è dura lavorarci sopra per correggere, perché non dipende da una situazione tattica, da un movimento, ma piuttosto da un’ingenuità, da un infortunio. Questa cosa c’è sempre stata, è nell’essere della squadra, ci conforta la certezza che ce la siamo sempre giocata con tutti, ma abbiamo pagato dazio in maniera evidentissima e troppe volte nell’arco della stagione». Per dare brio e senso ad una stagione sfortunata e per molti aspetti negativa serve un finale in crescendo, possibilmente arricchito da vittorie casalinghe che riaccendano l’entusiasmo o quantomeno accompagnino la pausa estiva lasciando qualche felice ricordo. Guai però a sottovalutare gli avversari, specie quelli talentuosi come l’Olbia. I sardi infatti hanno una rosa piena di qualità, anche se al tempo stesso molto giovane e quindi soggetta ad errori e rendimenti poco costanti.«L’Olbia ha defezioni dietro -ha aggiunto Asta focalizzando l’attenzione sui prossimi rivali- ma hanno un centrocampo e un attacco importanti. Sono una squadra sorniona, molto brava nell’attaccare lo spazio e nello sfidarti nell’uno contro uno, soprattutto con Ragatzu e Peralta».
QUI PISTOIESE
L’unico assente certo per la partita con l’Olbia sarà il difensore Cagnano, che deve scontare una giornata di squalifica. La sua assenza però dovrebbe far cambiare modulo a mister Asta, che tornerà dunque alla difesa con tre centrali che saranno El Kaouakibi, Ceccarelli e Dossena. Sugli esterni, con particolari compiti di spinta, ci saranno Regoli e Llamas, mentre la diga in mediana sarà composta da Luperini e uno tra Vitiello e Petermann. Davanti spazio a Fantacci, il più atteso al riscatto dopo le ultime prove opache, dietro la coppia composta da Momentè e Piu, con quest’ultimo che si allena con continuità da tre settimane e dovrebbe essere quindi preferito a Forte. L’attaccante del Milan avrà comunque ampio spazio a gara in corso, con lui Fanucchi e Picchi chiamati a garantire qualità e freschezza nella ripresa. Dovrebbe rivedersi anche Rovini che quantomeno sarà finalmente in panchina, recuperato dopo la lunghissima assenza per infortunio.
QUI OLBIA
I sardi a Pistoia dovranno reinventare la difesa centrale: Luca Iotti è squalificato per recidiva di ammonizioni e Gabriele Bellodi è impegnato con la nazionale Under 19. Probabile che non ci sia nemmeno Biancu, ancora alle prese con il lavoro differenziato per recuperare la condizione, oltre il forfait certo del lungodegente Caligara. In casa Olbia ha preso la parola il presidente Marino, che ha chiesto ai suoi uomini di onorare le ultime sette sfide stagionali, facendo meglio dello scorso anno quando la sua squadra fece quattro punti nelle ultime sette giornate.
«Dobbiamo giocare alla morte le ultime sette partite -ha detto il patron dei biancocelesti- anche perché tante scelte future sui destini dei singoli saranno condizionate in modo rilevante da questo finale di campionato». Sulla stessa lunghezza anche mister Filippi, che ha presentato così la sfida del “Melani”: «L’ammonimento finalizzato a evitare un finale in decrescendo mi trova pienamente d’accordo. I giocatori devono avere la consapevolezza che nelle restanti partite non possono esistere cali di stimoli né cali di pressione. Ne verrebbe meno tutto il grande lavoro che è stato fatto quest’anno. I giocatori devono sfruttare ogni occasione che rimane per raggiungere la perfezione e provare a superarla domenica dopo domenica.Contro il Pisa abbiamo cercato di fare la solita nostra prestazione, ma oggettivamente ci è riuscita meno bene di altre volte. Ora però la testa è esclusivamente rivolta alla partita con la Pistoiese. Dobbiamo riprendere il nostro cammino contro un avversario difficile da affrontare, partito con obiettivi diversi rispetto a quelli attuali. Andiamo a giocarcela forti dell’ottimo lavoro svolto in questi giorni e certi di un aspetto fondamentale: serve un’Olbia sanguigna per legittimare il percorso di crescita». A livello offensivo il pericolo maggiore sarà il bomber sardo Ragatzu, già autore di otto reti, una in più dei compagni di squadra Ceter e Ogunseye.



