Dopo una stagione a dir poco negativa, chi più chi meno, la Pistoiese e il Pistoia Basket hanno deciso di ripartire da due giocatori simbolo come Francesco Valiani e Lorenzo D’Ercole
Romanticismo e coraggio. Hanno bisogno anche di questo la Pistoiese e il Pistoia Basket per tornare a sognare, per riavvicinare la gente alle rispettive squadre e per dare un segnale di svolta dopo l’ultima, triste, stagione. Per farlo entrambe hanno deciso, tra le altre cose, di far leva anche sui sentimenti, di trovare simboli e uomini che abbiano qualcosa da raccontare, che mettano sul campo e sul parquet valori e sentimenti più forti degli altri. E cosa c’è di più forte dell’amore per la propria terra, per i propri colori, per la squadra della tua città e della tua provincia?
Francesco Valiani e Lorenzo D’Ercole sono due storie completamente opposte ma al tempo stesso con tante similitudini. Entrambi sono partiti da casa, uno da Pistoia, l’altro dalla Valdinievole, per spiccare il volo ed essere protagonisti lontano dai propri affetti e lontano dai propri amici. La normalità di un lavoro, ma anche la necessità, avvertita e dichiarata, di tornare per ricongiungere simbolicamente un cerchio. Tornare, non per chiudere qualcosa, ma per mostrare a tutti la strada fatta, i cambiamenti, la crescita. Perché Pistoia e la sua provincia sono anche questo: una fucina di talenti e campioni che da anni portano con fierezza il nome delle nostre terre a giro per i mondo. Riaverli e vederli nelle squadre principali di calcio e basket, all’alba di progetti che provano a rinascere dalle macerie delle ultime stagioni, è il segnale più forte che le due società potessero dare. Due veterani, due uomini, due professionisti che ovunque sono andati hanno saputo farsi apprezzare tanto dal lato umano, quanto dal lato sportivo. Gli si perdoneranno volentieri quelle piccole macchie, che sono puntini in carriere scintillanti.
Lorenzo D’Ercole non sarà il primo giocatore di Montecatini passato a Pistoia e come i suoi predecessori saprà farsi amare e onorerà la nuova maglia, mettendosi anima e cuore a servizio di un progetto che lo vedrà necessariamente come colonna portante, non fosse altro per l’esperienza accumulata in questi anni in cui spesso ha vestito anche i panni del capitano in piazze gloriose di lunga e nobile tradizione cestistica.
Lo stesso sarà per Francesco Valiani, perché soffermarsi su un paio di esultanze dei tempi andati vorrebbe dire guardare il dito e non la luna. Vorrebbe più che altro non capire la portata e la forza di un’operazione come quella fatta dalla Pistoiese, che ha voluto il suo calciatore più importante negli ultimi quindici anni ancora al suo fianco, per gettare le basi di un futuro che di slancio la proietti oltre i cento anni di storia. Le due squadre, fisiologicamente, anche nel prossimo campionato avranno momenti difficili. Stavolta però, a differenza degli anni scorsi, in squadra ci saranno uomini che più di altri potranno capire il peso e i risvolti del momento. Loro due, prima di tutti gli altri, avranno il dovere di far capire il valore di quelle maglie e l’importanza della categoria per il territorio. Lorenzo D’Ercole e Francesco Valiani saranno i simboli e guardiani delle nuove albe di Pistoia Basket e Pistoiese, dovranno ricordarsi ogni giorno il proprio ruolo e ciò che rappresentano.
Un compito che svolgeranno anche insieme a Gianluca Della Rosa e Antonio Tartaglione, i capitan futuro della città che in modo diverso e per ragioni diverse rappresentano la loro proiezione in divenire, almeno a livello di simbologia e di appartenenza. Valiani e D’Ercole hanno scelto di tornare a casa, ma la verità è che ben prima questa terra e questa provincia gli hanno dato una grande opportunità: gli hanno permesso di diventare ciò che oggi sono e il loro dovere morale adesso sarà quello di coltivare con cura quello che troveranno, per far in modo che dagli spalti del Melani e del PalaCarrara scocchi la scintilla anche nei loro futuri eredi. Del resto questa è la condizione primaria ed essenziale per impedire che lo sport a Pistoia muoia nell’indifferenza generale. Per tutto il resto, ne sono convinto, con loro due lo sport pistoiese sarà di sicuro almeno più romantico, perché per quanto uno voli alto e lontano, le radici non si perdono mai e sono quelle che ci tengono ben ancorati alla nostra amata terra.



