Avis Volley Pistoia, coach Martino Frangioni: «Fortemente motivato per la nuova stagione»

L’Avis Volley Pistoia parteciperà per la prima volta al campionato di serie D: «Un’occasione per spronare i giovani a mettersi in gioco» le parole del direttore tecnico Martino Frangioni

Tra le novità più liete riguardanti il mondo pallavolistico pistoiese che ci ha regalato l’estate odierna c’è sicuramente quella relativa all’iscrizione dell’Avis Volley Pistoia al campionato di Serie D Maschile. Un traguardo raggiunto in prossimità del decimo anniversario di fondazione del sodalizio pistoiese, nato nel 2010. Nella stagione 2017/18, inoltre, era arrivato un titolo importante come la vittoria del campionato di Prima Divisione Territoriale nella finalissima contro il Volley Prato (3-2).

Nel corso degli anni, la società fondata da Claudia Galigani e Gionata Bonucci è progressivamente cresciuta, aumentando il numero dei propri tesserati ed allestendo tutte le categorie giovanili – unica società della provincia a farlo – fino alla new entry della Serie D regionale, una prima squadra under 19.

Un profilo che ha contribuito a dare un’impostazione al lavoro tecnico, migliorando contemporaneamente l’organizzazione societaria, è sicuramente quello di Martino Frangioni, allenatore con un passato importante in alcuni club del volley femminile nostrano (come Volley Aglianese e Blu Volley Quarrata), che si appresta a vivere la sua terza stagione consecutiva in forza all’Avis Volley. Frangioni ricoprirà il doppio ruolo di direttore tecnico del settore giovanile e primo allenatore della nuova Serie D targata Avis Volley Pistoia.

Proprio con l’ottimo Frangioni, che ringraziamo per la gentilezza e disponibilità, abbiamo colto l’occasione per tracciare una sorta di focus in vista della stagione sportiva 2019-2020 che attenderà l’Avis, ma anche per toccare altri argomenti di carattere generale.

Martino, l’Avis Volley Pistoia disputerà il suo primo campionato di Serie D. Quali sono le tue sensazioni a riguardo?

«Sento forti motivazioni in vista di questo nuovo anno agonistico. Io provengo principalmente dalla pallavolo femminile. Ricordo ancora il campionato di Serie C alla guida del Volley Aglianese, quando lanciammo diverse atlete di età under 16, senza badare troppo alla classifica, ma con l’intento di farle crescere. Questa è la filosofia che voglio adottare anche all’Avis per il campionato di Serie D, dove parteciperemo con un gruppo giovanissimo, allo scopo di farsi le ossa in un palcoscenico importante come quello regionale. La nostra cultura è costruire giocatori in casa e che possano farsi strada con gli strumenti che dobbiamo essere bravi a fornire loro».

Hai avuto modo di valutare la qualità del roster a tua disposizione?

«Non ancora. E’ un qualcosa che inizierò a fare non appena ci sarà l’avvio della preparazione. In base ai dati a mia disposizione, avremo un organico composto in parte da atleti di proprietà Avis ed in parte del Volley Prato, società con la quale abbiamo rinnovato la collaborazione anche per la stagione che sta per cominciare. Due nostri giocatori, l’anno scorso, hanno avuto l’opportunità di mettersi alla prova in Serie D in prestito al Firenze Volley, mentre i ragazzi del Prato sono più abituati a prendere parte a scenari di carattere regionale. Da queste poche informazioni, però, ritengo che ci siano le potenzialità per maturare in un torneo molto difficile come quello della Serie D. Non mi sento di sbilanciarmi sul livello del nostro girone. Le amichevoli che disputeremo ci aiuteranno a capire la qualità dei nostri avversari».

Cosa ti ha spinto a rimanere per il terzo anno di fila all’Avis Volley?

«In primis la forte volontà di Claudia Galigani e Gionata Bonucci, nonché i fondatori nel 2010 del club, insieme a quella manifestata dal Consiglio Direttivo di provare a crescere non solo su un piano legato a numeri e risultati, bensì uno sviluppo che riguardi il concetto di organizzazione, con ruoli prestabiliti: da qui la decisione della società di affidarmi l’incarico di direttore tecnico. Quest’anno, inoltre, c’è stata anche l’opportunità di partecipare al campionato di serie D, grazie anche alla collaborazione con il Volley Prato. Il mio obiettivo, in generale, è portare una ventata di giovanile maschile a Pistoia, in modo che l’Avis possa diventare un importante punto di riferimento radicato nel territorio e creare un movimento di persone che stiano bene e siano felici di svolgere l’attività in questo ambiente».

Quella con Prato è sicuramente una collaborazione che ha contribuito alla crescita dell’Avis Volley. Qual è il tuo pensiero sulle collaborazioni tra società in generale?

«Il presupposto fondamentale è che entrambe le parti abbiano fiducia nei propri mezzi. Spesso abbiamo assistito nel volley della nostra zona a collaborazioni che hanno avuto breve durata perché magari una delle due parti è partita prevenuta e con poca disponibilità, oppure pensando che non si trattasse di un accordo conveniente. Io, personalmente, sono disponibile a collaborare con tutti, non ho paura che possano prendere i miei giocatori. La collaborazione è come un matrimonio: le cose vanno fatte in due. Fino a questo momento ci siamo trovati in piena sintonia con Prato».

L’anno scorso c’è stata la convocazione di Ranieri Truocchio nella Nazionale under 17. Che insegnamento può dare questa chiamata in maglia azzurra?

«Sicuramente è stato un qualcosa che ci ha inorgoglito come società e staff tecnico, dandoci la dimensione del buon lavoro che stavamo svolgendo. La chiamata di Truocchio in Nazionale insegna che certi treni passano una volta sola e bisogna essere abili a salirci alla prima occasione. Ci sono opportunità che vanno colte al volo unite a componenti tecniche e genetiche, appartenenti all’atleta, importanti e da tenere in considerazione».

Cosa ci puoi dire sullo spinoso tema delle palestre a Pistoia?

«Beh, come Avis Volley non siamo messi molto bene. Oltretutto in questa nuova stagione abbiamo una squadra in più. Come noto, dal Comune non sono state fatte le assegnazioni. Sono stati stilati dei punteggi e, probabilmente, sulla base di quelli uscirà una graduatoria definitiva. Se così sarà, nel nostro caso avremo, salvo ufficialità, 11 ore, quelle della prima assegnazione, di cui 8 nella palestra Comunale e 3 presso l’impianto delle scuole Collodi. Inoltre, altro nodo da sciogliere è quello relativo al luogo dove verranno disputate le nostre gare interne, dal momento che l’unico impianto che ha l’omologazione per i campionati regionali è l’Anna Frank di Pistoia (l’Avis fino all’anno scorso ha giocato alla “Leonardo” di via del Fornacione). In mancanza di valide alternative, l’unica soluzione sarebbe quella di trovare impianti anche fuori Pistoia. Ma ogni giudizio è rinviato alle novità che ci saranno prossimamente, sperando siano positive. Però il messaggio che mi sento di far passare è il seguente: Pistoia deve investire nello sport!».

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