Il doppio ex Massimiliano Alvini fa le carte alla sfida d’esordio della Pistoiese contro l’Albinoleffe e punta forte sul direttore sportivo arancione Giovanni Dolci: «Può costruire una squadra interessante»
La sfida di domenica tra Pistoiese e Albinoleffe ha un minimo comune denominatore: mister Massimiliano Alvini. Il tecnico originario di Fucecchio e ora sulla panchina della Reggiana, in passato ha allenato sia gli arancioni che i lombardi.
A Pistoia conta 33 panchine, da giugno 2015 a aprile 2016, con i blu-celeste invece ben 98, dall’agosto 2016 al novembre 2018. Dunque la persona più adatta per fare le carte a questa sfida e per regalare spunti interessanti riguardo al prossimo campionato di Serie C.
Mister Alvini, domenica si gioca Pistoiese-Albinoleffe, due realtà che conosce molto bene. Che partita si aspetta?
«L’Albinoleffe parte con l’obiettivo di lottare per la salvezza ma ha un organico che può permettergli di arrivare ai playoff. La Pistoiese è ancora una squadra che deve essere completata, quindi difficile da decifrare, ma è arrivato Dolci, un direttore sportivo che conosce bene la categoria e che alla fine potrebbe anche allestire una squadra per provare ad arrivare fino ai playoff. L’Albinoleffe è una squadra che ha messo insieme un bel mix di giovani e giocatori esperti del calibro di Genevier, Gavazzi, Giorgione e Cori, sicuramente domenica non sarà un avvio di campionato semplice per la Pistoiese».
Punti in comune e grandi differenze tra queste due piazze?
«Per me allenare queste due piazze è stato un enorme piacere. Pistoia la scelsi io, fortemente, dopo sette anni al Tuttocuoio. Lo feci per amore verso la città e verso la tifoseria passionale che l’accompagna. La Pistoiese rappresenta una città, un territorio e porta con se qualcosa di bello e grande. L’Albinoleffe invece è la squadra delle valli di Bergamo, ma non rappresenta un territorio ben definito, c’è più difficoltà ad identificarsi. Però quello dell’Albinoleffe è al tempo stesso un mondo a sé, difficile da spiegare se non lo si è toccato: c’è una grande società, unica, con un centro sportivo che vale ben più di quelli che ci sono in Serie A e con un grandissimo presidente, con cui in tre anni abbiamo fatto un percorso straordinario e molto importante, che ci ha portato un nono e un quinto posto, ma anche l’esonero dello scorso anno, derivato però da altre situazioni».
Come vede il Girone A di Serie C?
«In primis ci tengo a dire che seguo spesso la Pistoiese, la guardo e lo scorso anno ero anche ad alcune partite. Sono aggiornatissimo anche sul suo girone, dove ci sono tutte le toscane. Sarà una lotta molto equilibrata, in cui svetta il Monza, una squadra che non può non vincere il campionato. Per il resto tutte possono oscillare tra playout e playoff, ad eccezione del Siena, che mi pare costruito molto bene, della Juventus Under 23 che ho sfidato in Coppa e di cui ho testato il valore sul campo e del duo Novara e Arezzo, che si sono mosse bene con gli ultimi rinforzi».
In Lega Pro ci sarà anche lei, con la Reggiana, nel Girone B. Un nuovo incarico, che arriva dopo aver chiuso in anticipo la scorsa stagione con l’Albinoleffe. Con quali obiettivi e quali aspettative parte in questa esperienza?
«Adesso sto bene, anche se nel recente passato ho avuto un brutto momento di salute. Ora sono in una grande piazza e in una grande società come la Reggiana, che mi ha chiamato nell’anno del centenario che festeggeranno il 29 settembre. Personalmente, come allenatore, questa è una cosa che mi fa enormemente piacere e credo che essere arrivato qui dopo 19 anni ininterrotti di carriera sia una bella soddisfazione».



