Gianfranco Campioli, doppio ex, dal ’91 al ’94, ha contribuito con i suoi gol e suoi assist alla scalata dalla C2 alla C1, diventando idolo della tifoseria arancione
Prima di incominciare a parlare di calcio, di presente e passato, Gianfranco Campioli gioca di anticipo, rivolgendo prima di tutto un pensiero per la scomparsa di Roberto Maltinti, presidente all’epoca durante la sua permanenza alla Pistoiese: «Era un presidente amico – commenta l’ex arancione – si parlava del più e del meno, si scherzava, si rideva e costantemente era con noi. Ricordo che ci dava sempre la pacca sulla spalla o sul petto prima di entrare in campo, proprio per far vedere che lui per noi c’era sempre. E’ una persona che rimarrà sempre nel mio cuore e nei miei pensieri.”
Campioli, nel 1991, vestì per la prima volta la maglia della Pistoiese grazie a Sergio Borgo che, mostrandogli lo stadio, le maglie e i trofei, convinse l’attaccante esterno, garantendogli che insieme avrebbero scritto altre pagine di storia. Con la maglia orange totalizza 105 presenze siglando 28 reti tra C2 e C1.
Che ricordi hai del tuo trascorso in arancione?
«La Pistoiese è la società dove sono stato più a lungo. Di Pistoia ho dei ricordi incredibili, al di là delle vittorie dei campionati. L’accoglienza della città e dei tifosi è sempre stata eccezionale. Anche quando le cose andavano male ci hanno sempre sostenuto, mai criticato e ci hanno sempre voluto bene. E’ una di quelle piazze che non puoi scordare – è impossibile – perchè è stata come una famiglia e con i compagni di squadra, la società e i tifosi era veramente come essere a casa»
C’è una persona in particolare che devi ringraziare durante la tua permanenza a Pistoia?
«Più che una persona, sicuramente il gruppo dei primi anni. Da Molnar, Nardi, Bellini, Gutili e gli altri giocatori ai quali dovrebbero fargli un monumento. Sono partiti dall’Interregionale e sono riusciti a riportare la Pistoiese nel calcio che conta, dove una città come Pistoia deve assolutamente stare. Sono stati quei compagni e quegli anni lì i ricordi più belli. Non ci sono mai state invidie, ci siamo sempre voluti bene e uno spogliatoio così, con dei compagni umani, eccezionali su tutto, è veramente difficile trovarlo nel calcio. Per quanto riguarda gli allenatori devo dire che con Gianfranco Bellotto ci siamo trovati subito. Io ero quel tipo di giocatore che tra virgolette doveva essere coccolato e il mister sapeva che con le mie caratteristiche potevo risolvere le partite in qualsiasi momento: con un rigore, una punizione o una giocata. Stravedeva per me e proprio per questo è riuscito sempre a mettermi a mio agio, facendomi sentire importante. Poi – ironizza Campioli – quando c’era da dare delle bastonate non si tirava indietro. E’ stato un allenatore che mi hanno fatto crescere tantissimo e umanamente mi ha dato molto»
Quali sono le differenze tra il calcio di ieri e quello di oggi?
« A livello tecnico oggi si vede poco. Io ricordo ai miei tempi gente come Ceccaroni del Prato, Doni dei Rimini, giocatori che adesso fai fatica a vedere, sopratutto a livello di giocate. C’è una differenza tecnica sostanziale, adesso c’è molta più corsa e molta più fisicità. Oggi giorno puoi mettere in campo quello che vuoi: giocatori fisici, giocatori che corrono ma non se non hai gente che ti fa le giocate e ti inventa qualcosa, fai fatica»
Hai avuto modo di vedere la Pistoiese in questi anni?
«Seguo sempre le partite della Pistoiese. Quest’anno ho visto la vittoria a Crema contro la Pergolettese e quella con il Gozzano. L’anno scorso ho visto che hanno faticato, ma purtroppo ci sono le annate che partono male e finiscono peggio, perchè in un modo o in un altro non riesci a venirne fuori. Ho letto critiche e commenti rivolti alla società. Oggi come oggi, con tutte quelle che falliscono, avere una società che ti permette di fare una categoria importante come la Lega Pro, è da tenere stretta. Sicuramente verranno anni migliori ma ci vuole pazienza, perchè non si può avere tutto subito»
Campioli ha avuto modo anche di vedere all’opera la Carrarese di mister Baldini, di cui ha una grande stima e che secondo il suo parere non è ai vertici assoluti solo per il suo carattere che lo ha sempre portato a dire le cose che pensa senza mezzi termini: « Ho visto giocare la Carrarese e indubbiamente ha giocatori importanti. Al di là dell’età di Maccarone e Tavano, se dietro fai un minimo errore, loro ti puniscono. In una rosa, sono sicuramente questi giocatori di categoria che in serie C fanno la differenza. La Pistoiese invece ha Gucci che adesso dovrà assolutamente sfruttare questo momento positivo.»
Da ex arancione e gialloblu qual’è il tuo pronostico?
«Il calcio è imprevedibile e nonostante la forza indiscutibile della Carrarese non sarà una partita scontata. La Pistoiese dovrà affrontarla senza porsi troppi pensieri»


