La Fenice, Claudio Caramelli: «Una buona partenza della nostra Serie B2»

Tra la gara di Cecina, il prossimo match con Modena, settore giovanile e il tema palestre. Il punto con il direttore tecnico de La Fenice Claudio Caramelli

Nel primo giorno del mese di dicembre, il Pistoia Volley La Fenice ha messo a referto la quarta sconfitta nel campionato di Serie B2, cadendo a Cecina con un secco 3-0, al cospetto di un avversario di altissima caratura tecnica ed esperienza come quello targato Baia del Marinaro.

Un k.o. tanto salutare quanto funzionale alla crescita del giovane gruppo a disposizione di coach Daniele Tonini, protagonista di una prima parte di torneo molto buona, con una classifica che, dopo sette giornate, resta incoraggiante grazie ai 10 punti conquistati che collocano La Fenice in una posizione relativamente tranquilla, con un lieve margine di vantaggio nei confronti della zona calda, più precisamente di tre lunghezze.

Ne abbiamo approfittato per fare il punto proprio sul cammino svolto fino ad oggi dalla formazione fuxia-blu, militante nella quarta serie nazionale, con il direttore tecnico de La Fenice, Claudio Caramelli.

Insieme al primo allenatore delle due squadre under 16 (blu e fuxia) e 14 dello stesso sodalizio presieduto da Luciana Faralli, abbiamo parlato brevemente anche a proposito del lavoro finalizzato alla crescita del settore giovanile de La Fenice, con un richiamo, infine, sull’argomento Anna Frank.

Claudio, domenica scorsa a Cecina non abbiamo visto il consueto spirito de La Fenice…

«In primo luogo, dobbiamo registrare un Cecina che si è dimostrato più forte, meritando ampiamente la vittoria. Sicuramente è la migliore squadra incontrata nelle prime sette giornate, super-organizzata in ogni reparto. Proseguendo la disamina della gara sul parquet tirrenico, è anche vero che non abbiamo espresso il nostro gioco migliore, merito specialmente dell’avversario che si trovava al di là della rete, però non dobbiamo certo fare un dramma di questa sconfitta. Anche se avessimo giocato al massimo delle nostre possibilità, sarebbe stato comunque difficile fare risultato contro il Baia del Marinaro visto domenica. Aggiungo, sul piano delle individualità, le buone prestazioni della nostra regista Eva Gagliardi e del capitano e schiacciatrice Sara Baroncelli».

In ogni caso, al di là dell’ultimo ko, possiamo parlare di inizio promettente de La Fenice nel campionato di B2…

«Sì, senz’altro. Per noi l’obiettivo da raggiungere è la salvezza, che si aggira intorno ai 30 punti. É trascorso un terzo di campionato e abbiamo totalizzato già 10 punti, quindi siamo in vantaggio sulla tabella di marcia. Cercheremo di tagliare il traguardo prefissato il prima possibile per poi provare a toglierci ulteriori soddisfazioni. Ma, fino a questo momento, le nostre ragazze non hanno demeritato e si stanno facendo valere nella difficile quarta serie nazionale».

Sabato prossimo una nuova occasione per tornare a fare punti con il Moma Anderlini Modena, ultimo in classifica…

«Sì, credo che sia un’ottima opportunità. Però si tratta della classica gara da prendere con le molle: le formazioni di Modena del nostro girone sono molto giovani, quindi il loro livello è tutto da decifrare. Non avendo niente da perdere, mirano alla crescita delle loro giocatrici, quindi, se affrontate più avanti nel tempo, potrebbero aver raggiunto grandi progressi. Ad ogni modo, per noi è una grande occasione e cercheremo di fornire la migliore prova per incrementare il nostro bottino in classifica. Dobbiamo scendere in campo con la massima concentrazione, come nelle gare precedenti a quella di Cecina».

Claudio, un altro vostro obiettivo, oltre alla salvezza in B2, è la crescita delle atlete del settore giovanile. Come sta procedendo il lavoro?

«Molto bene, direi. Sono abbastanza soddisfatto di quanto stiamo facendo. Sto seguendo circa una trentina di atlete dal 2004 al 2006, con elementi che nei prossimi anni potranno arrivare in prima squadra, perché hanno la giusta dedizione al lavoro in palestra. Credo che il ricambio generazionale sia assicurato e questo non può che riempirci di soddisfazione in quanto il nostro obiettivo quotidiano, come da filosofia societaria, è quello di creare le giocatrici del futuro in casa nostra».

Infine, dopo averne parlato a lungo in estate, quanta fiducia c’è sul ritorno all’Anna Frank dopo le prime cinque giornate sul neutro di Bardalone (quindi per il 25 gennaio)?

«Ad oggi, la fiducia è minima. A questo punto noi crediamo solo a ciò che vediamo. Quando verranno ultimati i lavori di adeguamento per rendere l’Anna Frank omologabile al campionato di Serie B2, porgeremo i nostri ringraziamenti all’Amministrazione. Il non poter giocare in casa nostra significa che per tutto il girone di andata (ad eccezione dell’ultimo turno con Amati Pietro V. D’Oro) siamo in trasferta: questo non vuole essere un alibi, però, alla lunga, può essere penalizzante. Chiaramente l’auspicio di tutti noi è quello di poter tornare al più presto all’Anna Frank, non solo per la prima squadra, ma anche per i nostri sostenitori, tra cui le atlete del settore giovanile, che fanno non pochi sacrifici per raggiungere Bardalone».

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