Pistoiese a caccia della vittoria: il 2020 riparte tra dubbi e certezze

La Pistoiese riprende l’anno nuovo aggiungendo alla sua collezione il dodicesimo segno X. Positiva la solidità difensiva ma non basta: la vittoria manca dal 10 novembre

Il 2020 è iniziato portando in dote alla Pistoiese il dodicesimo pareggio su venti partite. Come accaduto spesso in questa stagione il risultato può essere letto in accezione positiva o negativa, a seconda degli aspetti da cogliere. Di sicuro era importante ripartire dimostrando di non aver perso le certezze sin qui costruite e soprattutto serviva ritrovare subito la confidenza con la partita e con la tensione della gara. In questo la squadra arancione è stata brava, perché dopo un mese di stop il rischio di scivolare approcciando la gara in maniera leggera o senza la giusta testa era molto reale. I ragazzi di mister Pancaro, soprattutto nella prima frazione, hanno invece creato occasioni e portato palloni interessanti nell’area avversaria, senza rischiare praticamente nulla. In più, come ha sottolineato anche l’allenatore nel post partita, le gambe dei ragazzi hanno risposto nonostante il richiamo atletico fatto a cavallo della pausa natalizia.

Tra le note positive da sottolineare c’è anche la solidità difensiva di una squadra, quella orange, che continua a subire pochissimo e la porta è rimasta ancora inviolata (terza volta consecutiva, ottava in campionato). In più, anche le occasioni non sono mancate, sia quelle create e sbagliate in fase di finalizzazione da Gucci, sia quelle non concesse dal direttore di gara che ha sorvolato su due rigori. Non tutto però è andato però per il meglio. In primis il risultato: se è vero che i pareggi muovono costantemente la classifica, è altrettanto vero che adesso gli arancioni non vincono dal 10 novembre (blitz in casa della Juventus Under 23), mente in casa i tre punti non si vedono addirittura dalla prima domenica di novembre (1-0 alla Pianese).

Per dare sostanza a tutte queste ics serviva un successo, a maggior ragione tra le mura amiche, dove gli arancioni dovrebbero essere più forti. Ormai però appare evidente che il Melani non è un fattore. Non lo è perché gli avversari non soffrono la pressione dello stadio pistoiese, non lo è perché gli arbitri continuano a negare rigori lampanti a favore degli orange e non lo è perché la squadra arancione neanche stavolta, cosa già capitata in diversi altri finali, nell’ultima parte di gara ha avuto un upgrade a livello di desiderio e di foga agonistica per spingere e spingersi oltre la solida linea difensiva costruita dalla Pergolettese.

In più alcune scelte della partita, se analizzate alla luce dell’andamento e del risultato finale, appaiono poco convincenti. In primis quella di depotenziare Ferrarini, schierandolo su di un lato in cui non può sfruttare a pieno la sua corsa e il suo piede per arrivare con continuità sul fondo o anche solo per strappare con accelerazioni in grado di creare una qualche superiorità in favore degli arancioni. In questo probabilmente gioca un ruolo anche il calciomercato, con l’opzione di un esterno mancino da aggiungere in rosa che appare quanto mai necessaria. Poi c’è da sottolineare come la formazione iniziale, varata con almeno quattro giocatori schierati non nei ruoli più congeniali, per quanto stuzzicante e positiva a livello di performance nei primi venti minuti, non abbia avuto vita particolarmente lunga Il di Spinozzi per l’infortunato Stijepovic ha infatti riproposto la Pistoiese del girone d’andata. Una retromarcia legittima da parte di Pancaro, che però stride con l’idea dell’undici iniziale, non esplorata fino in fondo.

Con l’assetto classico anche il gioco ha faticato a svilupparsi, in particolare nella seconda frazione, riproponendo sul banco il tema di una squadra che fatica a trasmettere al pubblico un’idea di gioco chiara e palese. Di sicuro però la Pistoiese ha evitato la trappola di una partita che arrivava dopo un mese di stop e in cui ripartire subito con il piede giusto non era scontato. Contro un’avversaria abbastanza remissiva però si poteva e si doveva fare di più. Per questo a Gozzano un pizzico di pressione in più per gli orange ci sarà: il gruppo infatti andrà in trasferta consapevole di dover fare un passo in avanti almeno a livello di risultati, per non svalutare la serie di pareggi che ha accompagnato il passaggio dal vecchio al nuovo anno.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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