Le tre vittorie di fila parevano aver risanato il Montecatini capace però di ricadere nei soliti errori dimostrando di essere ancora convalescente
Non c’è pace tra gli ulivi in questa stagione per il Montecatini che non riesce a togliersi di dosso questa continua imprecisione, ricadendo troppo spesso nelle trappole che da inizio campionato stanno minando il suo cammino.
La gara contro il Fucecchio persa per 0-4 ha messo a nudo tutti i limiti della squadra di Marselli capace di ottenere tre vittorie di fila, espugnare terreni ostici come Massa e Perignano, ma scomparire di fronte a un Fucecchio che rispetto ai termali in più ha messo soltanto la voglia e la concentrazione fin dall’inizio. Il match del “Corsini” ha riproposto tutto i difetti che Falivena e compagni si portano dietro da inizio stagione, a partire dall’errato approccio iniziale che in meno di dieci minuti ha portato prima Taraj e poi Ghelardoni al gol: già nella gara interna contro il Perignano e in tante altre sfide con avversari che non avevano saputo approfittarne si era già visto questo iniziale atteggiamento remissivo.
Oltre a questo c’è da sottolineare il problema più evidente, causa di tutti i mali di questo Montecatini, ovvero l’incapacità ad andare in gol: 16 reti in 18 giornate di campionato con tre rigori all’attivo sono il misero bottino di una squadra che crea sempre 2-3 occasioni nitide a partita, ma che quasi sempre le sciupa malamente. A inizio stagione Chiaramonti e Tempesti sembravano fare a gara a chi ne sbagliasse di più, ma già da novembre il primo aveva iniziato a ingranare, segnando con continuità e arrivando a toccare sette reti.
Il problema è però l’altra punta: su azione il buon Lorenzo non insacca un pallone da inizio ottobre e contro il Fucecchio domenica scorsa ha peggiorato il suo momento andando anche a farsi parare da Del Bino il rigore del possibile 2-1 che avrebbe potuto riaprire la gara. La rete annullata per fuorigioco pochi minuti dopo ha gettato altra benzina sul fuoco nella mente dell’attaccante, capace sì di sbattersi per tutta la gara, ma di essere terribilmente impreciso sottorete. Nemmeno l’inserimento di Malih come trequartista è riuscito a far ritrovare fiducia all’ex Cuoiopelli che affronta questa seconda parte di stagione molto sfiduciato.
Inoltre con le quattro reti sul groppone è obbligatorio chiamare in causa anche la retroguardia termale, mai come in questa stagione sfortunata e incapace di trovare un assetto stabile complici gli infortuni di Di Nardo e Ghelardoni e le squalifiche di Falivena e del solito Di Nardo che un’ammonizione riesce sempre a rimediarla. Il buon Isola quando è stato chiamato in causa non ha sfigurato, ma per trovare affiatamento serve giocare con continuità. Cosa che ha fatto benissimo il cavallo di ritorno Ghimenti, capace di impreziosire le sue belle chiusure difensive con tre reti pesanti che lo hanno addirittura posto tra i goleador della squadra.
In tutto questo buio termale però brilla qualche pepita: è il caso del centrocampo che ha messo in luce due quote classe 2000 come Lorenzo Benvenuti e Hamza Malih, protagonisti di questo inizio di stagione montecatinese dove con la loro tecnica, ma soprattutto imprevedibilità, sono riusciti a far cambiare rotta ad una squadra che viveva poco di inserimenti tra linee, di cambi di passo e di uomini saltati in progressione. Le loro prestazioni tra dicembre e gennaio sono parse di spessore, lontane dai semplici “compitini” richiesti alle quote in queste categorie.



