Intervista a Lorenzo Giusti, DS del San Niccolò, la squadra più in forma del Girone B dopo il Pescia: «Il calendario sarà ostico, ma non molleremo»
Una retrocessione deludente, le difficoltà del ritorno in Seconda Categoria e poi la rabbiosa rimonta. La stagione del San Niccolò Calcio, adesso terzo nel Girone B dopo un inizio altalenante, si può riassumere così. La società che si allena e gioca ad Agliana nel 2017-18 aveva vinto il proprio campionato di Seconda ed era stata promossa in Prima, con l’intenzione di restarci almeno per un paio di stagioni. Purtroppo però la competitività del Girone B, in cui figurava anche il Lanciotto Campi poi ripescato in Promozione, fu altissima e l’amaro ultimo posto sentenziò il ritorno in Seconda.
Il ritorno sulla terra è stato turbolento: il San Niccolò infatti ha chiuso il 2019 a metà classifica, fuori dai playoff seppur in rimonta. Un’inerzia che poi nel 2020 è addirittura migliorata fino al raggiungimento dell’attuale terzo posto. Per capire come la squadra sia ripartita da un’estate piena di cambiamenti e da un autunno di assestamento abbiamo fatto alcune domande a Lorenzo Giusti, ex Presidente e attuale Direttore Sportivo della società.
Quali difficoltà avete dovuto risolvere ad inizio stagione? Avete fatto diversi cambiamenti nell’organico dopo la retrocessione?
«Beh, dopo la delusione dell’anno scorso, dove siamo retrocessi nonostante avessimo una rosa tecnicamente valida, abbiamo deciso di chiudere un ciclo. Ci siamo detti: gettiamo delle nuove basi, anche se la classifica finale dovesse essere mediocre. Così abbiamo cambiato l’organico per il 95%, tenendo solo 5 o 6 elementi dalla stagione scorsa e ingaggiando 19 ragazzi nuovi. Era chiaro che avessimo bisogno di un rodaggio più lungo rispetto ad altre società. Inoltre, abbiamo avviato la preparazione il 29 agosto con vari infortuni che si trascinavano dall’inizio dell’estate».
Gli infortuni dunque hanno avuto il loro peso…
«Hanno influito parecchio senza dubbio. Mi basta citarne tre: il nostro capitano Andrea Bartoletti è rientrato a fine ottobre, così come Luca Betti e Gabriele Bani che erano fra gli innesti più interessanti. L’organico è tornato al completo solo a novembre e non è un caso che da quel periodo siamo risaliti e molto. Sinceramente non mi aspettavo di risalire così tanto, stiamo andando oltre le aspettative».
Il collettivo dunque sia per la rimonta che per il futuro è stato e sarà importante per il vostro campionato…
«Esattamente, noi mettiamo sempre la squadra al primo posto. Non ci piace che uno o più singoli prendano il sopravvento e i meriti dei risultati. La nostra filosofia è mandare in campo dei ragazzi che sono prima di tutto amici, senza rivalità o invidie a rovinare l’ambiente».
Ermini, il mister dei Rossoneri, qualche tempo fa vi inserì nella lotta playoff nonostante il vostro distacco. A vostra volta pensate che loro saranno i vostri principali avversari o credete che sarà una sfida aperta a più squadre?
«Ermini, splendida persona devo dire, ci conosce bene e ancora una volta si è rivelato un grande conoscitore di calcio. Io credo che tolto il Pescia, che ormai fa un campionato a parte, saremo in sei o sette a giocarci i playoff. Tra l’altro non do per spacciato nemmeno il Chiesina Uzzanese, che è più indietro. Per la classifica, l’allenatore e il gruppo che si conosce da più tempo i Rossoneri sono leggermente avanti, però non diamo nulla per scontato. Ci dovremo guadagnare la post season fino all’ultima giornata».
Lo scontro diretto fra due domeniche con Ermini e i suoi potrebbe essere la gara decisiva?
«Sarà importante, ma non determinante. Tutti gli avversari che ci restano saranno da temere. Anche la Pietà, con cui giocheremo domenica prossima, ha una tradizione particolare con noi. La considero una delle nostre bestie nere. Poi dopo i Rossoneri troveremo il Chiesina in casa e Pescia e Via Nova in trasferta. Insomma, sarà un calendario molto ostico».
Ecco, soffermiamoci sulle vostre partite casalinghe. Negli ultimi tempi i campi di Agliana hanno fatto gli straordinari con tutte le società che giocano nella zona. In Seconda Spedalino Le Querci, Rossoneri e Ferruccia hanno dovuto “emigrare” a Montale, Quarrata e poi a Vignole. Voi pensate di restare anche nella prossima annata o valuterete?
«Io credo che il Comune stia facendo un miracolo. Nella zona ci sono due campi in erba (“Bellucci” e “Sussidiario Barrontini” ndr) e uno in terra battuta (“Franchi”), eppure quasi 400 persone alla settimana riescono a giocarci e ad allenarsi quasi senza intoppi. Inoltre quest’autunno è stato molto piovoso (quasi 50 giorni di pioggia consecutivi, con fenomeni anche intensi), perciò la gestione è stata ancor più fenomenale. Noi oltretutto qualche stagione fa fummo i primi a giocare le partite su un altro campo, a Tobbiana per la precisione, e poi gli altri ci hanno imitato. Siamo tornati ad Agliana per comodità e per serietà, ma siamo aperti a tutto. Tra l’altro la scorsa estate siamo stati vicini a fonderci con altre società, ma non fu raggiunto alcun accordo finale. Valuteremo a fine stagione, ma Agliana avrà la priorità».
Ultima domanda di rito: anche voi seguite il mantra “gli attacchi vendono i biglietti, le difese vincono le partite e i campionati”?
«No, noi cerchiamo sempre il giusto equilibrio. Tante volte si sente dire “l’attacco muove la squadra” o “la difesa tiene tutto a galla” ma noi pensiamo che sia meglio la via di mezzo. Quando si ha un punto debole o di forza c’è sempre il rischio che venga sfruttato o arginato, rovinando tutti i piani. Non a caso il Pescia è al comando avendo una squadra solida in tutti i reparti, partendo dal portiere e finendo con l’attacco. Nel calcio, come in tutte le cose, bisogna sempre cercare il giusto equilibrio. Forse il punto focale di tutto è proprio il centrocampo, d’altronde è da lì che passa più spesso il gioco…».



