Il progetto dello street artist Daniele Capecchi: un murale in memoria di Kobe Bryant. L’artista: «La sua morte ha colpito l’intera città»
Il 26 gennaio 2020 ci lasciava Kobe Bryant, sottratto alla vita da un fatale incidente aereo. Meno di due mesi dopo, la memoria di quella tragedia è offuscata da un’altra terribile calamità: l’epidemia di Coronavirus-Covid-19 che – ad oggi – si è portata via quasi 2.000 connazionali.
Eppure l’eco di quello schianto rimarrà nel tempo, perché troppo importante la caduta di un’icona dello sport come Kobe Bryant. Un terremoto nel mondo del basket e non solo: morire a 41 anni, maturi e ancora ignoranti della vecchiaia; una tragedia trasversale che tocca ognuno di noi.
A Pistoia lo conoscevamo bene. Appena decenne lanciato sul campetto di Cireglio, al PalaVinci di Montecatini o alla palestra Marini di Pistoia, sempre al seguito del padre Joe, biancorosso dal 1987 al 1989. La sua scomparsa ha lasciato un enorme vuoto, che piano piano la città sta cercando di riempire.
Questo l’obiettivo dello street artist Daniele Capecchi, che sin dai primi giorni dopo l’accaduto aveva proposto al Comune di Pistoia il progetto per un murale in memoria di Kobe Bryant. La questione ha preso progressivamente forma e ora manca soltanto l’ok definitivo da parte dell’amministrazione.
«La morte di Kobe ha colpito tante persone in città – ha spiegato Daniele Capecchi – Io stesso ho un ricordo molto nitido di quel ragazzino, guizzante e sempre sorridente, implacabile quando puntava il canestro. Credo sia un omaggio più che dovuto a una persona che ha sempre portato Pistoia nel cuore».
Uno sportivo fuori dal comune e una persona eccezionale: «È vero – prosegue l’ideatore del progetto – Il Mamba è stato un’icona per il mondo intero. Mi piacerebbe riuscire a rappresentare entrambe queste dimensioni, quella sportiva e quella umana».
Il progetto, coperto interamente dal contributo degli sponsor, attende soltanto il via libera da parte della giunta: «Gli ultimi eventi hanno sottratto molto tempo all’amministrazione comunale, oltre a complicare la messa in opera del progetto. Confidando nell’ok del Comune e nella buona risoluzione dell’emergenza, spero di potermi mettere all’opera per maggio-giugno. Sette dieci giorni di lavoro perché il murale sia completato».



