Il Pistoia Volley La Fenice spegne otto candeline. «Tanta strada dal 2012. Lo stop? Inevitabile. Il prossimo anno in B2? L’intenzione c’è», le parole della presidentessa fuxia-blu Luciana Faralli
Era il 19 aprile 2012 quando nacque il Pistoia Volley La Fenice, una nuova realtà pallavolistica che, cominciando la sua trafila a partire dalla Seconda Divisione, avrebbe di anno in anno scalato le varie categorie FIPAV, facendosi conoscere ed apprezzare in ambito regionale – dal 2014 al 2019 stabilmente presente tra Serie D e Serie C -, fino all’approdo in Serie B2, concretizzato nell’estate 2019, categoria nazionale che mancava in città dagli anni ‘90.
Una crescita, in termini di categorie, parallela a quella del settore giovanile, ambito nel quale non sono mancate le soddisfazioni anche sul piano dei risultati sul campo – basti pensare alla conquista dei campionati under 13 (2012/13, 2013/2014), under 14 (2013/2014, 2014/2015) e under 18 (2015/2016) –, senza mai dimenticare la filosofia e l’obiettivo imperante del sodalizio, ossia formare la prima squadra con le atlete del proprio vivaio.
Quest’anno, come detto, la prima partecipazione al campionato nazionale di Serie B2: una competizione nella quale il giovane collettivo fenicino si era ben distinto nella prima parte, mettendo in mostra alcune individualità interessanti e navigando in zona sicura, salvo poi subire un calo, successivo alle festività natalizie, con il team dei coach Caramelli e Tonini in piena zona rossa (12° posto con 16 punti). Una lotta salvezza interrotta proprio sul più bello, alla vigilia di due scontri diretti – quelli con Cus Siena e San Damaso Modena – che avrebbero potuto dire tantissimo circa il destino della compagine fuxia-blu.
A proposito dell’ottavo anniversario del club, della sospensione anticipata dei campionati e anche dei progetti futuri, abbiamo avuto modo di intercettare le parole della presidentessa del Pistoia Volley La Fenice, Luciana Faralli, subentrata ai vertici societari nell’estate 2015 a Luca Olmi, e che ringraziamo per la disponibilità.
Luciana, si tratta di un giorno speciale per La Fenice…
«Sì, la nostra società festeggia otto anni di vita, anche se purtroppo stavolta non possiamo trascorrere questa giornata insieme ai nostri/e associati, come eravamo abituati negli anni passati, organizzando un evento specifico in un giorno privo di attività – solitamente la domenica -, passandolo tutti insieme. Quest’anno lo facciamo in maniera virtuale, ma resta pur sempre una ricorrenza molto importante per noi».
Dai playoff di Seconda Divisione, nel 2013, con Ponte Buggianese e Blu Volley, alla gara di quest’anno con Amati Pietro V. D’Oro Modena (capolista girone F) in Serie B2. Ne è stata fatta di strada…
«Sì, esattamente. Abbiamo macinato tanti chilometri da allora. Nel frattempo la società ha modificato lo staff dirigenziale, prima composto da un presidente e altri dirigenti-genitori che avevano deciso di sposare il progetto Caramelli, incentrato sulla valorizzazione dei giovani. Lungo questo cammino, sono arrivate anche belle vittorie proprio in ambito di settore giovanile. Da qui, poi, la decisione di voler acquisire i titoli per consentire alle nostre ragazze di proseguire la propria crescita in campionati di alto livello».
Giusto o sbagliato lo stop dei campionati?
«Non ho gli strumenti per dare una valutazione tecnica circa la gravità del Coronavirus, un compito che spetta a medici e scienziati. Posso dire, tuttavia, che, dato il perdurare di questa difficile situazione, la conclusione anticipata dei campionati si sia resa inevitabile. Sarebbe stato problematico, in caso di ripresa, recuperare le gare, considerando specialmente le trasferte lontane del torneo nazionale. Perciò, attraverso questa decisione, era fondamentale salvaguardare la salute di tutti».
Parlando dell’ultimo campionato, la squadra si è espressa molto bene nella prima parte, non altrettanto dopo le festività natalizie…
«Diciamo che ancora oggi non riusciamo a comprendere questo calo di rendimento e risultati: da gennaio c’era qualcosa che non funzionava nell’organico, forse sul piano dell’entusiasmo, perciò abbiamo provato a cambiare allenatore per dare una scossa alla squadra. Avremmo potuto lottare di più, però va detto che è aumentata anche la qualità degli avversari che avevamo di fronte, comprese le squadre in lotta come noi per la salvezza: in primis penso all’Anderlini Modena, capace di infilare una serie di risultati importanti, tirandosi fuori dalla zona pericolosa. Noi eravamo tornati alla vittoria proprio prima dell’interruzione, ritrovando quella fiducia che ci avrebbe consentito di affrontare al meglio i successivi scontri diretti con Siena e San Damaso. Di certo non sapremo mai come sarebbe finita».
Cosa dire dei progetti futuri? Ritroveremo La Fenice in B2? E l’Anna Frank?
«Questo è il periodo in cui inizieremo a confrontarci con gli altri dirigenti per stilare i programmi relativi alla prossima stagione. In generale penso che, a causa di questa situazione, le società che disputano campionati regionali e nazionali dovranno valutare bene le rispettive situazioni economiche: a cose normali, gli sponsor aiutano a concludere la stagione e a riprogrammare l’attività, ma adesso è un momento difficile per tutti. La prima squadra? Dobbiamo ancora parlare con le atlete, ma puntiamo a riconfermare le giocatrici già protagoniste quest’anno. La B2? Avendo i diritti per parteciparvi, è nostra intenzione rifarla. La palestra Anna Frank? Ci stavamo pensando in questi giorni, però allo stato attuale non sappiamo niente e non è stato detto nulla sui lavori di adeguamento. Discorso similare per la palestra Bizzarri, completamente buia e non sappiamo quando metteranno le luci. A San Marcello ci siamo trovati bene, però, come dire, non è facile recarsi sempre là, specialmente per i nostri sostenitori che venivano a seguire la prima squadra. L’auspicio è quello di rivedere La Fenice giocare nella sua città, a Pistoia».


