“Il Sorriso della Settimana” è quello di Alessandro Capecchi, organizzatore del ‘Wolf Basket Camp’: «Sarà totalmente diverso ma si può fare»
Un’estate che si prospetta diversa sotto tutti i punti di vista. Non solo per chi decide di andare al mare o in montagna ma anche per chi … rimane a casa. Ed è proprio per le famiglie che decideranno di passare l’estate in zona che la società Wolf Basket si sta muovendo per organizzare la terza edizione del camp estivo. È per questo motivo che la nostra rubrica “Il Sorriso della Settimana” è dedicata proprio ad Alessandro Capecchi, coach di Wolf Basket Pistoia e organizzatore del “Wolf Basket Camp” insieme a Caterina Vannacci, coordinatrice del Camp. Ai nostri microfoni Capecchi ci ha parlato proprio dei passi che stanno muovendo gli organizzatori affinché si riesca ad avere un campo estivo pienamente a norma e sicuro per bambini e educatori.
Come lo state pensando e organizzando questo camp estivo del 2020?
«Partiamo dal presupposto che quest’anno per stare dietro alle attuali norme ministeriali e per offrire un camp sicuro dovremo fare un grande lavoro. Penso anche a chi farà camp di calcio o di qualsiasi sport di squadra, siamo veramente in difficoltà. I centri estivi ci saranno, certo, però ad ora mi resta difficile pensare ad un qualcosa che rispetti tutte le norme e che allo stesso tempo faccia divertire un bambino. Per il momento io mi sto studiando tutte le linee guida per riprogrammare un camp totalmente diverso dai precedenti».
Vi siete già messi in contatto con qualche sponsor per il Wolf Basket Camp?
«In questo momento non è facile andare a chiedere soldi alle aziende. Siamo tutti in forte difficoltà, famiglie e imprese. A livello di marketing avremo sicuramente bisogno di aiuti economici per mettere in pratica tutte le misure per il contenimento del virus, ma per adesso non abbiamo contattato nessuno».
A livello di organizzazione generale e di presenza di qualche ospite, come vi state muovendo?
«Credo che al momento la presenza di qualche ospite di rilievo interessi ben poco alle famiglie. Senza voler sminuire la figura di certi giocatori professionisti. Ed è proprio per questo motivo che la nostra priorità attuale è quella di studiare un metodo per far divertire i bambini in sicurezza. Io stesso, da genitore, visto che dovrò mandare mio figlio ad un centro estivo mi preoccuperò in primis delle norme che tale camp deciderà di seguire. La nostra priorità è la sicurezza di tutti».




