Due giocatori di note realtà della provincia allontanati dal playground di Viale Arcadia dalla Polizia Municipale senza una valida spiegazione
Il playground di viale Arcadia torna ancora una volta al centro dell’attenzione. Sembra proprio non avere pace quel luogo frequentato da molti appassionati di pallacanestro che hanno solo la colpa di passare qualche ora a divertirsi sotto il sole cocente o nelle ore serali, quando la temperatura diventa più gradevole.
Già nella scorsa estate, nel campo di basket intitolato a Matteo Bertolazzi, giovani e meno giovani erano stati allontanati senza una spiegazione precisa. La ragione era riconducibile a un presunto disturbo della quiete del vicinato, che aveva segnalato alle Forze delle Ordine la presenza, dopo le 23, di persone che facevano “baccano” mentre giocavano nel playground.
L’ultimo episodio è successo mercoledì 27 maggio: questa volta ad essere mandati via dalla Polizia Municipale è toccato non a degli appassionati qualsiasi, ma a due cestisti di note realtà della provincia. Gli atleti, stando al loro racconto, si stavano allenando tranquillamente a metà pomeriggio, le 17 per esattezza, visto l’impossibilità di usufruire delle palestre ancora chiuse. Tutto questo mantenendo le distanze, senza entrare in contatto fra loro (evitando insomma 1vs1) e oltretutto indossando la mascherina. Avvicinati dalle Forze dell’Ordine, sono stati pregati di allontanarsi «perché lì non potevano stare». Il motivo? Non essendoci ordinanze precise da parte del Comune di Pistoia che vietano di giocare a basket nei playground (ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza, come nel caso dei due ragazzi), la ragione più plausibile resta il disturbo della quiete, con una nuova segnalazione arrivata da parte degli abitanti delle case vicino al campetto.
C’è comunque da precisare come l’accaduto appena descritto rappresenti un episodio isolato, in quanto su quel campo si stanno alternando in questi giorni tanti ragazzi per tirare, che mai erano stati allontanati. Restiamo ovviamente in attesa e disponibili per ricevere e pubblicare la replica e gli eventuali chiarimenti da parte delle Forze dell’Ordine.



